9 Novembre 2025

«Cronache delle cronache», l’ultimo regalo di Francesco Prezzi

Si svolgerà giovedì 20 novembre 2025, alle ore 18.00

presso la Sala Conferenze di Palazzo Benvenuti, in via Belenzani 12 a Trento

la presentazione del volume di Francesco Prezzi

 

"Cronache delle cronache.

Europa, Principati vescovili di Trento e Bressanone, Contea del Tirolo

fra poteri e guerre di conquista (secc. XV - XVI)"

(Edizioni del faro, 2025)

 

a cura di Micaela Bertoldi

 

Dialogano con la curatrice

Erica Mondini e Rodolfo Taiani

3 Novembre 2025

Comunità. Di aree interne e terre alte, di energia effettivamente sostenibile e solidale, di geografie ecosistemiche per leggere il nostro tempo.

Report sul terzo incontro (in presenza) del Collettivo di scrittura

Matese, 25 - 28 settembre 2025

 

Il terzo incontro del Collettivo di scrittura nato a partire dalla pubblicazione di “Inverno liquido” si è svolto a fine settembre a Pietraroja (Benevento) e ha visto la partecipazione di Mauro Arnone, Giuliano Beltrami, Micaela Bertoldi, Antonio Cherchi, Maurizio Dematteis, Guido Lavorgna, Alessandro Mengoli, Nino Pascale, Rita Salvatore, Luca Serenthà e chi scrive.

Siamo nel Matese, una delle aree interne del Mezzogiorno che sarà oggetto di indagine nella pubblicazione della Collana di Derive Approdi dedicata all'impatto delle crisi sugli ecosistemi, relativa alla rinascita delle terre alte attraverso il patto politico fra chi sceglie di restare, chi arrivando trova buone ragioni per immaginarvi il proprio futuro e chi sceglie di ritornare dopo una vita realizzata altrove portandosi appresso un bagaglio di esperienze da mettere in gioco.

Sarà il motivo principale che attraverserà questi quattro giorni di immersione in territori spesso segnati dall'abbandono, niente affatto poveri, semmai impoveriti a cominciare da una malintesa idea di modernità e di sviluppo, dalla mancanza di istituzioni di autogoverno e da modelli di sviluppo importati e che avevano e continuano ad avere ben poco a che fare con la ricchezza culturale e materiale di queste terre.

4 Ottobre 2025

Indagare la guerra. La bellezza ci salverà?

 

Nell'ambito della Giornata europea degli Amici dei Musei dedicata quest'anno al tema "Arte e Pace. I musei come strumenti di Pace"

 

La Città di Asola, in collaborazione con il Museo Civico, l'Associzione Amici di Palazzo TE e dei Musei Mantovani, FIDAM – Federazione Italiana degli Amici dei Musei


promuovono l'incontro


Indagare la guerra.

La bellezza ci salverà?

 

Se vogliamo costruire una diffusa cultura della pace è necessario abitare i conflitti, conoscerli, elaborarli, saperli contenere, farli evolvere in forma nonviolenta.

 

Conversazione con Michele Nardelli, ricercatore e formatore sui temi della pace.


Domenica 12 ottobre 2025, ore 16.00

Asola (MN), Museo Civico G.Bellini, Via Garibaldi 7

 

2 Ottobre 2025

Chi era Edward Said?

Pubblichiamo un estratto dalla prefazione di Tony Judt al volume di Edward Said, La pace possibile (Il Saggiatore).

Quando morì, nel settembre 2003, dopo aver lottato per un decennio con la leucemia, Edward Said era forse l’intellettuale più conosciuto al mondo. Orientalismo, il suo controverso libro sull’assimilazione dell’Oriente nel pensiero e nella letteratura dell’Europa moderna, ha dato origine a un intero filone di studi universitari, e a un quarto di secolo dalla sua uscita continua a suscitare irritazione, venerazione e tentativi di imitazione. Se anche non avesse scritto altro e si fosse limitato a insegnare alla Columbia University di New York – dove lavorò dal 1963 alla morte – Said sarebbe comunque uno degli studiosi più importanti del tardo Novecento.

Ma non si limitò a insegnare. A partire dal 1967, animato da una passione e da un’urgenza crescenti, Edward Said fu anche un commentatore eloquente e assiduo della crisi mediorientale e un sostenitore della causa palestinese. Questo impegno morale e politico a ben vedere non rappresentò uno spostamento dei suoi interessi intellettuali: la sua critica dell’incapacità occidentale di comprendere l’umiliazione dei palestinesi riprende l’interpretazione della letteratura e della critica dell’Ottocento condotta in Orientalismo e in opere successive (in particolare Cultura e imperialismo, uscito nel 1993). Tuttavia, questa scelta trasformò il professore di letteratura comparata della Columbia in una figura decisamente pubblica, adorata ed esecrata con pari intensità da milioni di lettori.

 

2 Ottobre 2025

L’uomo che resta

Nell'ambito della XXIII edizione della rassegna di incontri "Tutti i colori della pace"

promossa dal Comune Vallelaghi, dal Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani e dalla Biblioteca di Terlago

 

Venerdì 3 ottobre 2025, alle ore 18.00

Terlago, Sala Braidon

 

Presentazione del libro

L’uomo che resta

(Les Flâneurs Edizioni)

 

A parlarne saranno l’autore Marco Niro

in dialogo con Michele Nardelli

 

Un’avventura che si estende per venti millenni, intrecciando passato, presente e futuro, per parlare di cambiamento climatico e cultura del limite.

5 Settembre 2025

Dove Sharon porterà Israele? Un articolo di Edward Said, ventiquattro anni dopo.

Questo articolo è stato scritto l'8 febbraio 2001. Non è un errore, è stato pubblicato proprio ventiquattro anni fa. A scriverlo due anni prima di morire fu Edward Said, uno dei più prestigiosi intellettuali palestinesi, scrittore tradotto in ogni parte del mondo ("Orientalismo" il suo grande capolavoro) e docente alla Columbia University di New York, poco prima dell'elezione di un assassino come Ariel Sharon a primo ministro dello Stato di Israele. Come Said prevedeva, quella elezione sarebbe stata foriera di un tempo buio. Ma non immaginava certo così buio. Perché in questo quarto di secolo alcuni di quei caratteri che egli ben conosceva del sionismo sono diventati strategia genocida verso il popolo palestinese. Ma, ciò nonostante, credo che Edward Said avesse ragione nel ritenere che quella china non avrebbe che portato Israele al suicidio.

 

di Edward Said

Si racconta che il famoso scrittore Guy de Maupassant, subito dopo che fu costruita la Torre Eiffel, andasse in giro per la città a dire senza posa quanto non gli piacesse quella grossa struttura. Tuttavia, andava a pranzo ogni giorno nel ristorante della Torre stessa. Quando gli fu chiesto che cosa giustificasse questo paradosso del suo comportamento, Maupassant rispose tranquillo: "Ci vado perché è l'unico posto a Parigi da dove non si abbia a guardare e nemmeno si possa scorgere la Torre".

La mia impressione generale è che per la maggior parte degli israeliani la loro nazione sia invisibile. Abitare in essa significa una sorta di cecità o incapacità a vedere che cosa sia e che cosa sia stata e, di più, una mancanza di volontà di comprendere che cosa sia stata per gli altri nel mondo e in particolar modo nel Medio Oriente.

 

1 Luglio 2025

Nazionalismi e pulizia etnica in Bosnia Erzegovina (Prijedor 1990-1995)

Presentazione del saggio di Simone Malavolti «Nazionalismi e "pulizia etnica" in Bosnia Erzegovina (Prijedor 1990-1995)», Pacini Editore, 2024

 

Martedì 1 luglio 2025, ore 20.00

Mori (TN), Oratorio parrocchiale, Via G.Battisti

Un incontro dedicato alla storia e alla memoria di uno dei capitoli più drammatici della dissoluzione jugoslava. Prijedor, teatro di atrocità negli anni ‘90, diventa il centro di un’analisi che intreccia ideologia, violenza, media e geopolitica.

Prijedor, cittadina bosniaca di quella che un tempo era la Jugoslavia, sale alla ribalta della cronaca internazionale per le terrificanti immagini dei corpi emaciati dietro il filo spinato di un campo di concentramento. È solo la punta dell’iceberg di un progetto iniziato con l’occupazione militare della città da parte dei nazionalisti serbi nella notte del 30 aprile 1992.

Un’escalation di violenza di massa che provocherà la fuga e la deportazione di migliaia di cittadini, l’internamento di 5.000 persone, l’uccisione di oltre 3.000 individui, la distruzione di interi villaggi e l’imposizione di una memoria pubblica unilaterale e negazionista.

 

Introduce e modera

Edvard Cucek, Gruppo Bosnia Mori – Brentonico

Intervengono

Simone Malavolti, autore del libro

Edin Ramulic, ricercatore e Attivista di "Jer me se tie" (Perché mi riguarda) Prijedor (BiH)

Michele Nardelli, scrittore, già presidente del Forum Trentino per la pace e i diritti umani

16 Giugno 2025

«Dove troverai con il pane al sole la tavola imbandita»

L'incontro inaugurale del Collettivo di scrittura nato attorno a “Inverno liquido”

(Marettimo, 5 – 8 ottobre 2023)

 

di Michele Nardelli


Le Dolomiti, nel mare

Marettimo è di una bellezza che ti avvolge ma soprattutto è un'isola vera, che non ti liscia il pelo. Una montagna di settecento metri di altitudine che esce dal mare, pareti dolomitiche che vi si rispecchiano e che si modellano con le maree disegnando una morfologia unica e spettacolare.

Non aspettatevi negozi o fronzoli per i turisti, qui non si viene per lo struscio o per ostentare vanità. Un'infinità di barche invece, eredità di quando questo luogo era abitato quasi esclusivamente da famiglie di pescatori. Ce ne sono ancora di pescatori, ma quei pochi che sono rimasti integrano questa attività con l'accompagnamento in barca di chi vuol visitare Marettimo nei suoi meandri altrimenti raggiungibili solo a piedi. Qui, del resto, di strade ce n'è una sola, che collega il borgo al cimitero. Il resto sono sentieri per chi ama camminare.

La più piccola e lontana isola delle Egadi nel corso degli ultimi cinquant'anni ha perso buona parte delle persone che l'abitavano. Sono rimasti in meno di duecento. Difficile viverci per l'intero arco dell'anno: una scuola elementare con un'unica pluriclasse di nemmeno dieci bambini, la scuola media chiusa da tempo. La stessa cosa si può dire per i servizi sanitari e così, quando qualcuno sta proprio male, non resta che chiamare l'elisoccorso.

27 Maggio 2025

Sicurezza Dream. Musica e racconti da un paese impaurito

Merano, Museo delle Donne, via Mainardo 2

Mercoledì 28 maggio 2025, alle ore 19.00

 

SICUREZZA DREAM


Dalla pandemia alla criminalità, dalle migrazioni al lavoro precario fino ai cambiamenti climatici. Un racconto profondo ma leggero sui nostri giorni, sul tempo della rabbia e della paura. E sulla domanda crescente che genera, quasi un sogno, la "sicurezza".

Storie legate assieme dalla musica di Battiato, Elisa, Negramaro, De Andrè, Vanoni e altri.

Un itinerario narrativo che parte dal titolo di un libro – Sicurezza – e mira al cuore del nostro mondo impaurito. Per indagare le ragioni di questo malessere. E provare ad averne cura.

 

con

Mauro Cereghini, letture

Francesca Schir, voce e chitarra

Lucia Suchanska, violoncello

 

Tratto da M. Cereghini e M. Nardelli - Sicurezza, Edizioni Il Messaggero, Padova (2018)

9 Maggio 2025

La cospirazione del bene

Luca Casarini

La cospirazione del bene

Feltrinelli


Sabato 10 maggio, ore 18.30, presso la Libreria due punti, in via San Martino a Trento
Sarà presente l'autore, in dialogo con Federico Zappini

 

Cosa succede se la politica specula sulla cosiddetta “emergenza immigrazione”? Se l’antica legge del mare – le vite si salvano, e poi si discute –, recepita dalle convenzioni internazionali, viene messa in discussione da leggi interne spesso ispirate a principi disumani? Succede che il mare nostrum, da luogo di comunicazione fra popoli e civiltà, diventa il cimitero di chi è scappato dalla povertà, dalle guerre, dalle torture alla ricerca di una vita migliore. E la vita, invece, l’ha persa tra le acque.

7 Maggio 2025

La montagna: patrimonio materiale e immateriale. Quale tutela e valorizzazione?

Per la V Settimana del Patrimonio culturale, la Sezione trentina di Italia Nostra propone una riflessione sul tema della montagna. E' un'occasione per riflettere e far riflettere sul complesso processo che potrebbe rendere più efficace la salvaguardia dei siti minacciati da cambiamenti culturali e climatici, turismo di massa, migrazioni antropiche, interessi economici.

 

Venerdì 16 maggio 2025, ore 17.00

Trento, Sala Fondazione Caritro, via Calepina 1

 

Presentazione libri

Walter Nicoletti, Le Alpi per ricominciare. Una nuova alleanza fra umanità e natura (Vita Trentina editrice)

Luigi Casanova, Avere cura della Montagna. L'italia si salva dalla cima (Altreconomia)

 

Gli autori Walter Nicoletti e Luigi Casanova dialogano con Michele Nardelli

21 Aprile 2025

La guerra non è ineluttabile. Una conversazione con Ugo Morelli

Capire come la dimensione estetica e creativa funzionano nella mente chiarisce le ragioni dell’attitudine simbolica tipica degli esseri umani, ma non solo. Indagare questi temi significa anche ragionare sui presupposti fondamentali della relazionalità, della socialità, dell’educazione per la tenuta della democrazia e della pace.

A cura di Neve Mazzoleni *

Ugo Morelli è saggista, scrittore, professore di scienze cognitive applicate alla vivibilità, paesaggio e all’ambiente, di Psicologia del lavoro e dell’organizzazione e di Psicologia della creatività e dell’innovazione. Per nove anni è stato il Direttore del master in Management dell’arte e della cultura (MAC) della Trentino School of Management, fra i primi percorsi di formazione che mettevano in relazione discipline scientifiche, umanistiche e creative con elementi di gestione e sviluppo organizzativo, con lo scopo di diffondere la valorizzazione delle istituzioni e delle industrie creative italiane, settore che ha un impatto rilevante nel nostro Sistema Paese. (...)

Morelli da qualche mese ha pubblicato il fondamentale volume “Cosa significa essere umani?” (Cortina, 2024), scritto a quattro mani con il neuroscienziato Vittorio Gallese. Un testo altrettanto enciclopedico, multidisciplinare, modulare e nello stesso tempo onnicomprensivo, facile ed erudito, che risponde al quesito posto nel titolo sotto diversi punti di vista: dalle neuroscienze, alla biologia, all’evoluzionismo, fino alla psicologia, l’estetica, l’educazione, infine l’etica. Abbiamo avuto la possibilità di conversare con lui su un tema attuale e doloroso: la guerra.


Professor Morelli le vorrei porre una domanda scomoda: come è possibile che la mente umana, capace di empatia, creatività e bellezza, produca anche orrore, violenza e la guerra?

La guerra è l’altra faccia della bellezza, come racconta l’antico mito dell’attrazione passionale fra Ares e Afrodite. Non è possibile comprendere una senza l’altra. C’è bellezza anche nella distruzione assoluta. Non possiamo dare una spiegazione naturalistica completa della mente, senza tenere conto anche di questo aspetto. La guerra è una delle vie possibili ed effettive nella regolazione delle relazioni entro la specie umana. Se osserviamo scimpanzè e macachi, ovvero i primati superiori comparsi sul pianeta oltre venticinque milioni di anni fa, riscontriamo in loro forme di esperienze proto-estetiche, nonché forme di distruttività intraspecifiche. Essendo i nostri antecedenti evolutivi, possiamo dedurre che nell’uomo, comparso circa sei milioni di anni fa (e solo da circa trecento mila anni nell’attuale forma sapiens) ci siano forme simboliche più sofisticate, fra le quali ricadono anche la violenza, l’orrore, la guerra.