25 Aprile 2015

Il ricordare è il nostro perdono

(25 aprile 2015) Il 4 ottobre 2009, in occasione del 65° anniversario della strage di Marzabotto, Massimo Cacciari tenne una orazione che ho pensato di riprendere come riflessione in questo giorno a ricordo della liberazione.

di Massimo Cacciari

Buongiorno a tutti, ai miei colleghi e a voi e un ringraziamento in particolare al Sindaco di Marzabotto che mi ha onorato con questo invito. Ho riflettuto al significato che poteva avere questo invito e ho pensato che si dovesse a un’idea, che io sia in grado di aiutare un po’ tutti, me per primo, a riflettere su questa strage, sull’evento tragico che ha colpito questi luoghi.

È un giorno di ricordo e di pianto, perché i morti, soprattutto i morti ammazzati in questo modo, si piangono. Però c’è lacrima e lacrima. Ci sono lacrime che offuscano lo sguardo, che confondono, che impediscono di vedere, e ci sono le lacrime che tengono l’occhio sgombro, pulito, e che fanno vedere meglio. E dobbiamo piangere così. E così hanno pianto gli amici e i colleghi che mi hanno preceduto.

Di quale crimine parliamo? Perché è essenziale chiedercelo. È evidente che non si tratta di omicidi, o di semplici omicidi di massa. L’omicidio colpisce l’individuo. L’omicidio è qualcosa di facilmente definibile e determinabile. È un atto che colpisce una persona o un insieme di persone. Qui non siamo di fronte ad un omicidio, lo comprendiamo subito, non è una questione semplicemente quantitativa. Può esserci anche un omicidio di cento persone, di duecento persone, di mille persone, se si intende colpire l’individuo. Qui no. Qui anzitutto sono degli omicidi che sono avvenuti su un teatro, in un teatro, all’interno di una guerra. Sono allora crimini di guerra? Si tratta di crimini di guerra? No, perché il crimine di guerra, così come è definito anche nel diritto di guerra – perché, ahimé, vi è anche un terribile, tremendo, diritto di guerra, che le comunità internazionali hanno sempre riconosciuto, riconoscendo con ciò che la guerra è in qualche modo inevitabile… Vi è un diritto di guerra. Ma ci troviamo di fronte ad un crimine che offende il diritto di guerra? Il diritto di guerra regola i rapporti tra eserciti, regola il modo in cui vengono trattati i prigionieri. Qui noi ci troviamo di fronte sì a una guerra, ma non alla violazione del diritto di guerra, non ad un crimine di guerra.

 

11 Aprile 2015

Il Novecento, un secolo che nasce e muore a Sarajevo

(22 dicembre 2014) Nei giorni scorsi è uscito il Catalogo della mostra “L'Europa in guerra. Tracce del secolo breve”, inaugurata a Trieste il 29 novembre e che sarà a Trento (Castello del Buonconsiglio) dal 18 aprile al 6 settembre 2015. Oltre trecento opere curate da Piero Del Giudice che raccontano la prima guerra mondiale, osservata dalla parte di chi quella carneficina – costata la vita ad oltre sedici milioni di persone – l'ha subita.

Ho partecipato all'avvio del progetto originario che prevedeva una triangolazione fra Trento, Trieste e Sarajevo attorno alla riflessione su un secolo che inizia simbolicamente il 28 giugno 1914 nelle strade della capitale bosniaca con l'eccidio che darà il via alla prima guerra mondiale e finisce in questa stessa città con il lungo assedio che farà di Sarajevo una città martire.

28 Gennaio 2015

Artisti e soldati, devozione popolare e ribellione nelle trincee della grande guerra

L’EUROPA IN GUERRA. TRACCE DEL SECOLO BREVE

 

Conversazione–dibattito

 

Giovedì 29 gennaio 2015, ore 18.00

Magazzino delle idee, sala conferenze

 

Intervengono

Laura Dal Prà, direttrice Castello del Buon Consiglio, Trento; Gianni Torrenti, assessore alla cultura Regione Friuli Venezia Giulia; Tiziano Mellarini, assessore alla cultura Provincia Autonoma di Trento; Isabella Reale, conservatrice, direttore dei Musei di Pordenone; Luciano Rivi, storico dell’arte, docente; Giuseppe Ferrandi, direttore Fondazione Museo Storico del Trentino; Sergio Germani, giornalista, critico cinematografico; Michele Nardelli, ricercatore sui temi della pace ed esperto dell'area balcanica; Franco Rotelli, consigliere regionale; Stefania Grimaldi, cooperativa La Collina

 

«La storia dell’arte italiana del Novecento non ha presenze consapevoli e/o apertamente contro la guerra. Se si esclude Giuseppe Scalarini e, a fine conflitto, Alberto Helios Gagliardo, non c’è un’arte della rappresentazione della guerra contro la guerra. Eppure la Grande guerra è il big-bang del secolo, lo sturm che spazza via generazioni di giovani, scardina assetti sociali, induce il crollo di quattro imperi, apre a due grandi rivoluzioni sociali.


Trieste, Magazzino delle Idee, Corso Cavour (ingresso lato mare)
27 Novembre 2014

L’Europa in guerra. Tracce del secolo breve

Inaugurazione della mostra "L’Europa in guerra. Tracce del secolo breve" *

 

«... Hanno come un fervore di fabbrica gli ossari.
Vi si ricevono ordini, ordinazioni eterne. Vi si smista.
All’asilo, certi pazzi-di-guerra, ancora vivi
allevano maiali; traffici con gli ossari...». 

Andrea Zanzotto

 

29 novembre 2014 - 28 febbraio 2015

Magazzino delle idee - TRIESTE

28 marzo - 26 luglio 2015

Castello del Buonconsiglio - TRENTO

 

a cura di Piero Del Giudice

 

* per il catalogo della mostra, un breve saggio di Michele Nardelli "Il Novecento, un secolo che nasce e muore a Sarajevo"

 

Enti promotori

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Provincia Autonoma di Trento, Fondazione Museo storico del Trentino, Umjetnička Galerija Bosnie i Hercegovine (Galleria Nazionale d’Arte, Sarajevo), Kinoteka Bosnie i Hercegovine (Cineteca Nazionale, Sarajevo)

 


Trieste, Magazzino delle Idee, Corso Cavour (ingresso lato mare)

L'invito

25 Novembre 2014

Figlie dell’epoca. Storie di (alcune) donne nella grande guerra

FIGLIE DELL’EPOCA

storie di (alcune) donne nella grande guerra

 

Siamo figli dell’epoca, l’epoca è politica. (…)
Che ti piaccia o no, i tuoi geni hanno un passato politico
la tua pelle una sfumatura politica, i tuoi occhi un aspetto politico.
Ciò di cui parli ha una risonanza, ciò di cui taci ha una valenza (…)

Wislawa Szymborska

 

un progetto di e con Roberta Biagiarelli.

Dramaturg Simona Gonella. Advisor storico Gemma Bigi. Assistente Erica Girolimetti. Realizzazione elementi di scena Dubalcain snc. Produzione La Corte Ospitale – Rubiera (RE) con il sostegno di Babelia&C-progetti culturali, Echidnacultura Associazione Culturale, Mirano (VE), in collaborazione con Istoreco- Reggio Emilia.

Grazie a Bruna Bianchi, Raffaella Podreider, Maria Grazia Suriano, Stefania Azzolina, Paolo Rumiz, Andrea Rossini, Alessandro Scillitani, Elda Guerra 


Bolzano, Auditorium Liceo Torricelli

La brochure dell'evento

21 Novembre 2014

La Prima Guerra Mondiale alle origini del secolo breve

 

Nell'ambito dell'itinerario di incontri "Tra le pagine del conflitto" promosso dalla Comunità della Vallagarina, Antonio Carioti, giornalista del Corriere della Sera dialoga con Michele Nardelli, già presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani.

 


Rovereto, via Tartarotti 15. Ex scuole D.Chiesa

La brochure dell'itinerario

15 Maggio 2014

Reportage Chernobyl

Reportage Chernobyl
L'atomo e la vanga. La scienza e la terra

​Le storie non le cerchi, sono loro a trovarti. È  sempre così. Chernobyl è una storia dimenticata. Del destino delle persone che hanno vissuto e subito le conseguenze dell'incidente si sa molto poco. Eppure Chernobyl è una perfetta metafora del mondo che ci circonda, del rapporto spesso perverso che abbiamo con la tecnologia, della disinformazione di cui siamo vittime rispetto ai grandi disastri ambientali, del rapporto bulimico che stringe le società occidentali con l'energia. Ne consumiamo sempre di più, per il soddisfacimento di quelli che riteniamo essere i nostri bisogni inalienabili, trascurando spesso l'impatto che questi hanno sullo stato di salute del pianeta. Ma Chernobyl è soprattutto la lucida realtà del rapporto antico tra l'uomo e la scienza o, per dirla con le parole di uno dei testimoni della tragedia: tra l'atomo e la vanga.


Bolzano, Aula magna Liceo scientifico Torricelli, via Rovigo 42