Ieri 9 maggio, giorno dell'Europa, è stata riapertadopo molti anni di ristrutturazione, la Vijećnica,la Biblioteca Nazionale di Sarajevo, che venne distrutta dell'agostodel 1992 all'inizio dell'assedio di quella città. E' un avvenimentoimportante, non solo per la città di Sarajevo ma per ogni cittadinoeuropeo, o almeno così dovrebbe essere. Per ricordare questatragedia, vi voglio riproporre il capitolo “La neve nera” trattodal libro “Le stelle che stanno giù” (Edizioni Spartaco) di AzraNuhefendić,corrispondente di Osservatorio Balcani Caucaso.
di AzraNuhefendić
La Vijećnica è il simbolo della distruzione di Sarajevo e dellaBosnia Erzegovina. Custodiva, prima della guerra, un milione e mezzodi libri, tra i quali 155.000 esemplari rari e preziosi e 478manoscritti. Era l'unico archivio nazionale di tutti i periodicipubblicati in, o sulla Bosnia Erzegovina. Dopo tre giorni di rogo, dalla Biblioteca bruciata sono rimastisolo lo scheletro di mattoni e dieci tonnellate di cenere.
"Una grande catastrofe culturale", cosi il Consiglio diEuropa ha definito la distruzione della Biblioteca Nazionale diSarajevo. "La pazzia visibile", così il quotidiano inglese"The Times" intitolava l'articolo sulla devastazione dellaVijećnica.
Il 25 agosto 1992, poco dopo la mezzanotte, i nazionalisti serbispararono le prime bombe incendiarie sulla Vijećnica dalle collineche circondano la città. La Biblioteca Nazionale fu bombardata pertre giornate intere. La precisione dei lanci non lasciava dubbio cheil bersaglio fosse proprio la Vijećnica.












