9 Dicembre 2014

Il Paese delle sette giare

Le «Considerazioni generali» del 48° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2014
 

C'è una profonda crisi della cultura sistemica. Poteri sovranazionali, politica nazionale, istituzioni, minoranze vitali, gente del quotidiano, sommerso e comunicazione sono sette mondi non comunicanti, che vivono di se stessi e in se stessi in un parallelo sobollire. La politica sia arte di guida

 

(9 dicembre 2014) Una profonda crisi della cultura sistemica. Siamo una società

7 Dicembre 2014

Coltivare l’anomalia

(6 dicembre 2014) Oggi pomeriggio è previsto l’incontro promosso da Lorenzo Dellai allo scopo di aprire una nuova stagione dell’anomalia trentina. Se solo rappresentasse un sasso nello stagno di una politica ferma che ha smarrito da tempo la sua capacità di sperimentazione, sarebbe comunque un’iniziativa utile. Ne ho già scritto nei giorni scorsi e mi auguro che da lì possa prendere il via un percorso di analisi, elaborazione e proposta improntata a quella dimensione territoriale ed europea che è stata ed è al centro della riflessione del collettivo di “Politica responsabile“.

Nulla di più lontano dalla descrizione che ne fa il direttore de “L’Adige“ Pierangelo Giovanetti nel suo editoriale di stamane nel rappresentare l’incontro di oggi come una sorta di Opa di Dellai sul PD del Trentino. Starà all’ex presidente della PAT rispondere con le parole e i fatti sul significato di questo appuntamento.

6 Dicembre 2014

Oltre i centottanta secondi…

(dicembre 2014) L’incontro proposto da Lorenzo Dellai al Sanbapolis di Trento ha messo in luce l’inadeguatezza dell’attuale governo provinciale e ha fatto emergere le contraddizioni profonde che hanno accompagnato in particolare la scorsa legislatura fino a portarci a questo nuovo scenario. Ma soprattutto ha posto la necessità di una politica capace di rinnovare le proprie categorie per riprendere quel cammino originale che ha fatto diverso il Trentino negli anni della paura e dello spaesamento.

Un commento di Michele Nardelli.

5 Dicembre 2014

Darsi il tempo per costruire un’altra agenda politica

 

di Michele Nardelli e Federico Zappini

 

(5 dicembre 2014) 180 secondi sono un tempo brevissimo, eppure sufficiente per dire alcune cose. Dell'iniziativa proposta da Lorenzo Dellai (il prossimo 6 dicembre, a Trento) è facile elencare i possibili limiti. Questo esercizio lo praticheranno in molti, secondo un copione collaudato. Calata dall'alto, fuori tempo massimo, politicista. Con queste premesse sembrerebbe plausibile aspettarsi gli stessi risultati - non tutti esaltanti - degli ultimi esperimenti che hanno visto protagonista l'ex Presidente della Provincia di Trento. Ma è davvero questo il livello del dibattito al quale vogliamo partecipare e che siamo interessati a sostenere?

Sarebbe troppo semplice liquidare così l'appuntamento di sabato. Al netto della formula e persino del metodo (che mescola le nuove formule del marketing politico con le più classiche chiamate a raccolta dei partiti) ciò che andrebbe messo in risalto sono le motivazione che ne hanno fatto emergere - in Lorenzo Dellai, ma non solo... - l'esigenza.

 

4 Dicembre 2014

# 180 secondi. La tua idea per il Trentino

Riconoscere il carattere di straordinarietà dell’Autonomia trentina e saperlo alimentare attraverso un esercizio non ordinario della politica (senza buona politica, l'Autonomia diventa un giogo) e della cittadinanza, oltre i rischi contrapposti del localismo e della verticalizzazione.
 
Assumere questa prospettiva per andare oltre le difficoltà di un presente che sembra incapace di generare futuro. Dare senso alle sfide della grande metamorfosi provocata dalla crisi, che ci costringe a riscrivere i tradizionali codici economici, sociali e culturali.
 
Queste, in estrema sintesi, le direttrici lungo le quali Lorenzo Dellai, in un fondo pubblicato dal quotidiano “Trentino”, ha invitato chiunque abbia a cuore i destini della comunità trentina e, a qualsiasi titolo, si riconosce nell’esperienza del centro sinistra autonomista a sviluppare una riflessione aperta e creativa di futuro e speranza.
 
Sabato 6 dicembre dalle 15.30 alle 18.30, negli spazi adiacenti alla bellissima palestra di arrampicata di Sanbapolis nel quartiere di San Bartolomeo a Trento, ci incontreremo per avviare e condividere questa riflessione. Una riflessione che ci piace pensare libera e non irreggimentata in schemi preconfezionati; da qui la scelta di assicurare a tutti i partecipanti #180secondi per esprimere la loro idea di futuro e di Trentino.

 


Trento, Sanbapolis, quartiere san Bartolomeo
29 Maggio 2014

Questo voto ha aperto un ciclo politico nuovo

Il Corriere del Trentino del 28 maggio riporta un'interessante intervista a Lorenzo Dellai sul voto di domenica scorsa. L'idea di un luogo comune di progettazione politica del centrosinistra autonomista. Forse, piano piano...

di Tristano Scarpetta

«Questo voto ha aperto un ciclo politico nuovo». A Lorenzo Dellai non sfuggono gli aspetti contingenti che hanno catalizzato lo straordinario successo elettorale del Pd, ma non si ferma a quelli. Domenica è stato infranto un tabù: molti elettori che in passato non avrebbero mai votato a «sinistra» hanno votato Pd. Un dato che, secondo l'ex governatore, potrebbe diventare in parte «strutturale». Di qui la proposta: dare vita a «un'associazione politica che crei il campo comune in cui democratici, popolari e autonomisti possano andare oltre la coalizione tra partiti».

Onorevole, che valutazione dà del voto di domenica in Trentino? «Molto positiva, per due motivi. Per l'elezione di Dorfmann, la cui candidatura è stata un ponte tra il Pd, cui la Svp si era collegata facendo una chiara scelta di campo, e il Ppe. Ma anche per il grande divario, maggiore che nel resto d'Italia, tra la principale forza europeista, il Pd, e gli antieuropeisti, M5s in testa».

Anche molti elettori del suo partito, l'Upt, hanno votato Pd. «So bene che è andata così. Lo hanno fatto alla luce del sole, senza farsene un problema. Hanno visto nel Pd la diga all'avanzata del populismo, dello sfascio».

20 Maggio 2014

Un’interessante ricerca sul voto per il Parlamento Europeo del 2009

Astensione e comportamento elettorale nelle elezioni europee 2009

La presente sintesi si basa su una ricerca documentale condotta sull'astensione e sul comportamento elettorale nel giugno 2009. Rappresenta la prima fase della strategia commerciale sociale della DG Comunicazione in preparazione delle elezioni europee 2014.

I dati sono tratti dal sondaggio dell'Eurobarometro condotto da TNS Opinion dopo le elezioni del 2009. Lo studio è

5 Maggio 2014

Una narrazione europea. Conclusa con un bilancio molto positivo la spring school di Politica Responsabile

(3 maggio 2014) Si è conclusa oggi alle 13.30 la spring school “Territoriali ed europei”. E credo di poter dire che andata molto bene, per la qualità dei relatori, per l'apporto venuto dagli artisti invitati, per la partecipazione tanto nelle serate pubbl...iche quanto nei momenti formativi in senso stretto, per il clima che ha accompagnato ogni momento di queste quattro giornate...

 

6 Aprile 2014

Tra incudine e martello

di Federico Zappini

Non credo alle coincidenze, ma quando queste si verificano ne riconosco la potenza simbolica. L’arresto di ventiquattro secessionisti (veneti e lombardi) da un lato, l’approvazione alla Camera della “cosiddetta” abolizione delle Province dall’altro. Il tanko venetista – mix di folklore e follia ideologica – pronto a muoversi verso Piazza S.Marco e il “carrarmato” Renzi che elimina enti locali nel sacro nome della spending review. L’idea balzana di un ritorno alle città-stato teorizzata dai separatisti contro la fretta centralizzatrice che sembra guidare il Governo, sull’onda lunga delle mal sfruttate celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il rancoroso indipendentismo che innalza barriere e rivendica identità esclusive opposto ad una rinnovata retorica nazionale, che sembra non prendere in considerazione le specificità territoriali. Le rinvigorite ambizioni di essere “paroni a casa nostra!” rintuzzate dallo Stato che – sculacciati i suoi enti periferici, spendaccioni e inutili per definizione (!!!) – cerca di riportare a sé l’intera sovranità. 

23 Marzo 2014

Presenti al nostro tempo

di Luca Paolazzi

Introduzione alla Summer School di Politica Responsabile, Monte di Mezzocorona

Questa scuola, al pari dell'Associazione Politica Responsabile, nasce dalla necessità avvertita di riconnettere due sistemi, quello politico-istituzionale e quello socio-economico, al fine di coltivarne un confronto continuo. Lo scollamento tra questi due sistemi è alla base della difficoltà della politica di capire e raccontare il presente e i suoi cambiamenti, di farsi progetto collettivo, di pensare strategicamente, di capire i territori anziché sorvolarli, di promuovere una partecipazione sostanziale ed efficace, in grado di valorizzare le conoscenze diffuse (quella che Barca chiama mobilitazionecognitiva) nell'elaborare risposte condivise anziché risolversi in spesso vuoti esercizi di selezione del leader. Tale scollamento è anche causa della crescente delegittimazione di quei soggetti intermedi che del presente dovrebbero dare rappresentazione e guidarne lo sviluppo, ma che sono invece troppo spesso concentrati sui processi interni di costruzione del consenso e sull'affermazione autoreferenziale.

La crisi, che da fenomeno passeggero si sta trasformando sempre più in una nuova condizione di normalità, non è un fatto solo economico bensì anche sociale e politico. La crisi politica sta soprattutto nella difficoltà di istituzioni e corpi intermedi di elaborare norme, riferimenti culturali e visioni collettive. È crisi del sistema di rappresentanza basata sui partiti di massa e sulla loro attività di traduzione delle istanze e pulsioni locali e particolari in volontà e visione generale. Possiamo affermare che la crisi della politica è in primis difficoltà di interpretare il presente proprio nel momento in cui, come conseguenza di una globalizzazione e modernizzazione spesso non governata, le persone appaiono sono sempre più incapaci di orientarsi, spaesate e sole. È quindi indispensabile riuscire nel compito di ridare legittimità alla politica, allasua forma e al suo agire, ripensando le forme della rappresentanza in quest'epoca caratterizzata dalla sfiducia e dal rancore, dalla solitudine e dalla metamorfosi dei processi e dei rapporti territoriali, sociali, economici, produttivi e culturali. Perché "noi,passeggeri di passaggio in questo Paese spaesato: abbiamo bisogno di Politica. Perché senza Politica è impossibile prevedere. È impossibile progettare il nostro futuro."" (Ilvo Diamanti)

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