23 Marzo 2014

Territoriali ed europei, una prima sintesi di tre giorni di confronto

Quella che segue è una prima sintesi dei temi affrontati nella summer school che si è svolta da venerdì a domenica al Monte di Mezzocorona. Queste ed altre le parole per un possibile manifesto politico. 

(25 agosto 2013) La protagonista di questa Summer School è stata la politica. Di certo è un tempo in cui essa non gode di grande reputazione. Eppure in questi giorni non ne abbiamo celebrato l'ennesimo processo, ma anzi abbiamo provato a dare forma ad un piccolo atto d'amore nei suoi confronti.

Abbiamo descritto, cito uno degli interventi di ieri, la politica e le forme della politica come uno spazio urbano che ha bisogno di essere ripensato, riqualificato. Certamente attraverso percorsi sempre più collettivi, laddove invece vediamo crescere attorno a noi - ad ogni livello - sentimenti di spaesamento e spinte di natura individualista.

23 Marzo 2014

Presenti al nostro tempo

di Luca Paolazzi

Introduzione alla Summer School di Politica Responsabile, Monte di Mezzocorona

Questa scuola, al pari dell'Associazione Politica Responsabile, nasce dalla necessità avvertita di riconnettere due sistemi, quello politico-istituzionale e quello socio-economico, al fine di coltivarne un confronto continuo. Lo scollamento tra questi due sistemi è alla base della difficoltà della politica di capire e raccontare il presente e i suoi cambiamenti, di farsi progetto collettivo, di pensare strategicamente, di capire i territori anziché sorvolarli, di promuovere una partecipazione sostanziale ed efficace, in grado di valorizzare le conoscenze diffuse (quella che Barca chiama mobilitazionecognitiva) nell'elaborare risposte condivise anziché risolversi in spesso vuoti esercizi di selezione del leader. Tale scollamento è anche causa della crescente delegittimazione di quei soggetti intermedi che del presente dovrebbero dare rappresentazione e guidarne lo sviluppo, ma che sono invece troppo spesso concentrati sui processi interni di costruzione del consenso e sull'affermazione autoreferenziale.

La crisi, che da fenomeno passeggero si sta trasformando sempre più in una nuova condizione di normalità, non è un fatto solo economico bensì anche sociale e politico. La crisi politica sta soprattutto nella difficoltà di istituzioni e corpi intermedi di elaborare norme, riferimenti culturali e visioni collettive. È crisi del sistema di rappresentanza basata sui partiti di massa e sulla loro attività di traduzione delle istanze e pulsioni locali e particolari in volontà e visione generale. Possiamo affermare che la crisi della politica è in primis difficoltà di interpretare il presente proprio nel momento in cui, come conseguenza di una globalizzazione e modernizzazione spesso non governata, le persone appaiono sono sempre più incapaci di orientarsi, spaesate e sole. È quindi indispensabile riuscire nel compito di ridare legittimità alla politica, allasua forma e al suo agire, ripensando le forme della rappresentanza in quest'epoca caratterizzata dalla sfiducia e dal rancore, dalla solitudine e dalla metamorfosi dei processi e dei rapporti territoriali, sociali, economici, produttivi e culturali. Perché "noi,passeggeri di passaggio in questo Paese spaesato: abbiamo bisogno di Politica. Perché senza Politica è impossibile prevedere. È impossibile progettare il nostro futuro."" (Ilvo Diamanti)

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23 Marzo 2014

Senza parole. Nuove presentazioni sul territorio

"Senza parole. Cronache e idee dall'autunno della politica"", Erickson Live, 2013.

Incontri di presentazione del libro ""Senza parole"" realizzato dall'associazione Politica Responsabile e che raccoglie una parte significativa dei temi trattati all'interno del sito www.politicaresponsabile.it

Borgo Valsugana, 7 ottobre 2013, ore 20.30

Rovereto, The Hub - 10 ottobre 2013, ore 18.00

Trento, Café de la Paix - 15 ottobre 2013, ore 21.00

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23 Marzo 2014

Il caso Trentino

di Michele Nardelli

(26 maggio 2013) Sul piano politico sono giornate convulse. In gioco è, semplicemente, il futuro del Trentino. Dovremmo, almeno così la vedo io, cercare di salvaguardare la coalizione che ha reso possibile quindici anni di governo del centrosinistra autonomista in Trentino. Che oggi viene messa alla prova da una molteplicità di fattori che vanno dall'incertezza sulla leadership ad una diversa narrazione su ciò che è stata questa terra nell'era del governo di Lorenzo Dellai.

Abbiamo a che fare, per la verità, anche con cose meno nobili, i personalismi, gli interessi, i rancori, le rivincite... che pure attraversano la politica. Al di là delle miserie, ci sono nodi veri che danno corpo a diverse idee progettuali per il Trentino che poi si sono tradotti nel confronto, forse improprio, fra continuità e discontinuità.

21 Marzo 2014

Oltre il finale di partito…

Sabato scorso era a Trento per la scuola di formazione delle Acli Marco Revelli, amico ed attento osservatore del nostro tempo. Riporto questa cronaca/commento tratto da "Pontidivista", il blog di Federico Zappini.

di Federico Zappini

Fa sempre piacere dialogare con Marco Revelli, così come ho potuto fare attorno al suo ultimo libro “Finale di partito”. E’ ancora più interessante se lo si può fare all’interno di un incontro che ragiona sul come la comunità (quella trentina nello specifico, ma vale per tutte) debba attrezzarsi per uscire dalle secche in cui sembra essersi arenata. Questo l’obiettivo – giustamente ambizioso – che si propone la scuola di formazione immaginata dalle Acli trentine che coinvolge una ventina di persone provenienti da ogni angolo del territorio. 

20 Marzo 2014

Incroci romani

(Inizio febbraio 2014) Avevo programmato un viaggiodi qualche giorno a Roma, con l’obiettivo di incontrare alcuni deipossibili interlocutori di quell’itinerario politico “territorialeed europeo” che credo potrebbe rappresentare la vera alternativa al“finale di partito” disegnato da Marco Revelli nel suo saggio diun anno fa.

L’ambiente romano, rispetto a questo disegno, rappresenta in séuna sorta di ossimoro, tanto in quella città le dinamiche politichesembrano autistiche. Ma ciò non di meno è utile trovareanche nella capitale della politica italiana, per quanto residualerispetto ai processi del reale, delle possibili sponde per quelrovesciamento di paradigma che s’impone alla politica, nelle sueculture come nelle sue forme. 

20 Marzo 2014

L’epilogo

... Se avessimo a che fare con l’“ambizione smisurata” di un personaggio politico si tratterebbe di aspettare che gli eventi facessero il loro corso (rapidissimo, se pensiamo che le primarie con cui Pierluigi Bersani venne candidato premier sono state poco più di un anno fa...). Ma qui in gioco c’è qualcosa di più, ovvero il futuro di una comunità politica che rappresenta milioni di persone.

Temo infatti che ci stiamo rapidamente avvicinando all’epilogo di un progetto nel quale abbiamo creduto potesse realizzarsi quell’originale sintesi politico-culturale in virtù del quale abbiamo scelto di archiviare i percorsi più significativi della cultura democratica di questo paese e, per quello che mi riguarda, anche quella piccola eresia politico-culturale che in Trentino era rappresentata da Solidarietà ... 

2 Marzo 2014

Post politica

Non voglio esprimere un pre-giudizio sulla compagine governativa di Matteo Renzi. Tante donne, tanti giovani, numerosi volti nuovi: nel marketing politico non c’è che dire, una mossa efficace. Li misureremo nel loro lavoro. E però qualche pensiero s’impone.

 

Primo. Il governo di Enrico Letta era “di scopo”, non un’alleanza politica di legislatura bensì un governo d’emergenza per varare provvedimenti a tutela del difficile passaggio economico e una nuova legge elettorale per poi tornare al voto. Solo così si poteva giustificare un’inedita convergenza che, alla faccia del bipolarismo, metteva insieme schieramenti tanto diversi. Quello che si è proposto Matteo Renzi è al contrario un governo di legislatura, un governo politico che renda compatibili strategie (e dunque contenuti) fra loro alternative... 

20 Gennaio 2014

Terre sole. ’Fare politica’, un piccolo network abruzzese, territoriale ed europeo

Una lettera da Roseto degli Abruzzi ci racconta di quanto l’offerta politica nazionale sia lontana da un pensiero capace di affrontare le sfide del futuro e dalla necessità di sperimentazione politica originale sui territori.

 

Nasce così "Fare politica", un piccolo network abruzzese che si ispira a quel "Territoriali ed europei" che faceva da sfondo alla "summer school" che come "Politica responsabile" abbiamo realizzato ad agosto al Monte di Mezzocorona.

 

Sono le prime testimonianze di un’azione parallela che, nelle forme più diverse, attraverso il piacere del racconto del territorio e delle sue connessioni nel tempo dell’interdipendenza, il "pensare da sé" e la formazione, aiuti l’agire politico ad uscire dalle secche dell’opacità e dell’autoreferenzialità. 

 

18 Dicembre 2013

Campo democratico, ultima fermata

Si è svolto martedì scorso 12 novembre a Roma l’incontro “Campo democratico, ultima fermata”, un confronto con Goffredo Bettini promosso nell’ambito della “Scuola di formazione politica Danilo Dolci”. Fra gli invitati al dibattito c’ero anch’io, ma per varie ragioni non ho potuto essere presente, affidando ad un breve scritto il messaggio che avrei voluto portare.