6 Aprile 2017

Prologo 3. Il Trentino che ci sfugge fra le mani

(21 e 28 marzo, 19 aprile 2017) Nell'ambito della preparazione del "Viaggio nella solitudine della politica" una nuova giornata di prologo in questa nostra terra. Il Trentino ufficiale che ha smesso di interrogarsi e quello delle ombre, dove il significato profondo dell'autonomia non trova casa. Il “Terzo Statuto” visto da dentro. Una “tre giorni” di incontri e testimonianze dai luoghi di frontiera della vita quotidiana. Da Palù del Fersina, Castello Tesino, Manifattura di Rovereto, Villalagarina. Trento (nella sua duplice funzione cittadina e provinciale). Il 19 aprile, alla dimensione territoriale, l'indagine si estende agli ambiti sociali con nuove interviste a Rovereto, Trento e Lavis.


Rovereto, Trento, Lavis
26 Marzo 2017

Prologo 2. Il Trentino che ci sfugge fra le mani

Seconda puntata del prologo trentino del «Viaggio nella solitudine della politica».
 
Dopo la prima puntata che ha toccato Palù del Fersina, Castello Tesino, Rovereto e Villalagarina il 28 marzo si svolge un secondo momento di "indagine sul Trentino". Come abbiamo scritto «Il Trentino ufficiale che ha smesso di interrogarsi e quello delle ombre, dove il significato profondo dell'autonomia non trova casa. Il "Terzo Statuto" visto da dentro. Una "due giorni" di incontri e testimonianze dai luoghi di frontiera della vita quotidiana».
 
In questa occasione l'ambito di indagine sarà il capolugo trentino nella sua doppia dimensione di contesto cittadino e provinciale, attraverso il dialogo con persone che cercano nella loro attività professionale, sociale e politica di far vivere esperienze e pensieri improntati al cambiamento dei paradigmi con i quali leggiamo il nostro territorio.

Trento, luoghi vari
20 Marzo 2017

Prologo 1. Il Trentino che ci sfugge fra le mani

Prologo del «Viaggio nella solitudine della politica»

21 e 28 marzo 2017. Il Trentino ufficiale che ha smesso di interrogarsi e quello delle ombre, dove il significato profondo dell'autonomia non trova casa. Il "Terzo Statuto" visto da dentro. Una "due giorni" di incontri e testimonianze dai luoghi di frontiera della vita quotidiana. Incontri e testimonianze da Palù del Fersina (9.00), Castello Tesino (12.30), Manifattura di Rovereto (16.30), Villalagarina (18.30).


Palù del Fersina, Castello Tesino, Rovereto, Villalagarina
10 Marzo 2017

Incontro di preparazione del ‘Viaggio nella solitudine della politica’

In preparazione del "Viaggio nella solitudine della politica" sabato 11 marzo ci incontreremo a Formigine (Modena) con Luigi Ottani e Roberta Biagiarelli per parlare in particolare di due degli itinerari in cui è articolato il viaggio, quello sulla Valle del Po e quello lungo il dorsale adriatico, fra Marche e Abruzzo.


Formigine (Modena), magazzini San Pietro
8 Marzo 2017

Continuare a cercare per continuare a capire assieme.

Una lettera di Aldo Bonomi intorno al libro di Marco Revelli "Non ti riconosco" (Einaudi, 2016)

Caro Marco,

ti scrivo, come spesso accaduto anche in passato in analoghe circostanze, per ragionare insieme della discontinuità che attraversa il sociale, l’economia e la politica. Nelle passate occasioni mi era più chiaro comprendere le linee di discontinuità che andavano delineandosi. Nel passaggio dal fordismo al postfordismo mi era chiara la discontinuità tra le voragini urbane e sociali lasciate dalla FIAT a Torino e l’emergere della fabbrica diffusa, del capitalismo molecolare, orfani nella scomposizione sociale del soggetto operaio massa. Il motivo di questa mancanza di chiarezza credo risieda nel fatto che non di discontinuità dobbiamo parlare oggi, ma di vero e proprio salto d’epoca.

Guardando a ciò che resta dei modelli di sviluppo, loro la chiama crescita, della società e della politica, mi domando se non ci resti che sussurrare, o urlare, “non ti riconosco più” e ritirarci in buon ordine nel racconto di microcosmi e di territori resilienti, magari facendo rete con Magnaghi e la sua rete dei territorialisti alla ricerca del “vento di Adriano” o di un’altra globalizzazione “dal basso”, oppure se valga la pena di alzare lo sguardo e continuare a cercare per continuare a capire oltre l’invito di Candido “Dobbiamo coltivare il nostro orto”, evocato in un tuo scritto sul Manifesto. O ancore se valga la pena continuare nella fatica di Sisifo dello scomporre e ricomporre il farsi della società nel salto d’epoca dell’accelerazione, con lo sguardo delle lunghe derive braudeliane del potere, del mercato e della civiltà materiale.

 

 

28 Febbraio 2017

Incontri preparatori al ‘Viaggio nella solitudine della politica’

In vista del "Viaggio nella solitudine della politica", la giornata di mercoledì 1 marzo sarà dedicata ad una serie di incontri nella città di Milano, fra l'Università IULM e la Cascina Cuccagna, con possibili interlocutori del progetto. Chi dei numerosi lettori milanesi di questo blog fosse interessato, mi può chiamare al 347 4098578.


Milano, Università IULM e Cascina Cuccagna
24 Febbraio 2017

Distanze

Tempi interessanti (61)

(23 febbraio 2017) Nell'osservare il triste spettacolo che si consuma in questi giorni nel Partito Democratico avverto soprattutto distanza. Certo, c'è anche l'amarezza per il definitivo consumarsi di un progetto nel quale avevo creduto, l'idea che potesse nascere un soggetto politico che, nel portare a sintesi le migliori culture politiche del campo democratico, fosse in grado di esprimere un pensiero capace di rappresentare un'alternativa originale al neoliberismo dominante. “Abitare i conflitti“ mi dicevo e dunque perché non provarci anche in un partito che nasceva consapevole dell'inadeguatezza tanto dei partiti precedenti, quanto delle culture politiche novecentesche dalle quali proveniva? ...

17 Febbraio 2017

Alla ricerca delle lucciole

«Il viaggio a me sembra la forma d'intimità per eccellenza, forse perché consente il dialogo ma accoglie anche il silenzio: rispetta le solitudini, lascia spazio al discorso interiore e alla contemplazione. Il paesaggio che scorre cattura lo sguardo, è un pensiero condiviso. Così l'andare insieme assomiglia molto al vivere insieme: c'è un rapporto di coppia, un percorso più o meno accidentato, il tempo necessario ad arrivare in fondo»

Paolo Cognetti, "A pesca nelle pozze più profonde" (Minimum fax)


di Federico Zappini

(17 febbraio 2017) Se non fosse già stata usata in mille altre occasione si potrebbe far riferimento alla metafora biblica della traversata del deserto. Bene si adatterebbe alla solitudine da cui abbiamo deciso di partire, se non fosse che il contesto politico dentro il quale ci muoviamo non è caratterizzato solo da un'interminabile serie di vuoti (linguistici, valoriali, organizzativi) ma anche e soprattutto da un livello di saturazione ("l'abbagliante luce prodotta dalla modernità", così come la descrive Huberman [1]) che opprime e che disorienta. Lo spazio della riflessione, dell'approfondimento, dell'analisi e del confronto - alla base di qualunque sistema politico e sociale che pretenda di funzionare - è oggi quanto di meno praticabile e accogliente si possa immaginare. Saturo appunto, in un mix letale di conformismo e indifferenza.

15 Febbraio 2017

Un viaggio nella solitudine della politica

Incontro di presentazione

Sarà un momento fra amici per illustrare e condividere un viaggio un po' particolare che avrà come ambito di indagine "la solitudine della politica". Che cresce in virtù dell'incapacità di dare risposte ai grandi temi del nostro tempo e della rarefazione degli ambiti collettivi di confronto e di elaborazione.

A questa parola, solitudine, non assegno un significato in sé negativo. Vorrei dire piuttosto che si tratta semmai di una condizione dalla quale partire per non farsi prendere la mano dallo sconforto o dal rincorrere l'agenda politica, per inoltrarci nella crisi della politica, laddove ancora si fa fatica a riconoscere la sconfitta che segna la fine del Novecento e cercare sul piano del pensiero prima ancora che dell'agire strade inedite. Un viaggio che ci aiuti ad essere meno soli e ad osservare da vicino le molteplici esperienze che nascono malgrado tutto nella sperimentazione sociale, culturale e politica. E che nel viaggio vorrei conoscere e raccontare.

Un viaggio che avrà inizio il primo giorno di primavera e proseguirà per il tempo necessario, attraverso una serie di itinerari lungo gli ambiti scoscesi e poco camminati di territori che la politica nazionale tende a sorvolare o di cui ci si occupa solo in prossimità di emergenze e solo fin quando i riflettori di una comunicazione tanto cinica quanto superficiale non traslocano altrove, senza interrogarsi o trarre insegnamento.


Trento, Bookique, via Torre d'Augusto

Lettera

16 Gennaio 2017

Populista a chi?

«“Populisti” in politica sono sempre gli altri, gli avversari. In realtà ogni buon partito dovrebbe essere “populista”, cioè ascoltare cosa pensano e cosa chiedono le persone ordinarie, i semplici cittadini. Invece nel dibattito pubblico la parola viene usata in senso dispregiativo. No, non sono preoccupato per la presunta minaccia del “populismo”, ma per la possibile risposta autoritaria alla crisi della democrazia».

Zygmunt Bauman (1925-2017)



Va dato merito agli estensori del manifesto di Senso Comune di avere avuto il coraggio di rompere uno schema che voleva la sinistra (colpevolemente) autocompiacersi dell'essere altro/meglio del populismo, incapace di provare a leggere con maggior attenzione i segnali emersi dai risultati elettorali da un lato ma soprattutto da una trasformazione profonda della composizione sociale e delle condizioni materiali del contesto storico che stiamo attraversando.


Trento, Cafe de la Paix, Passaggio Teatro Osele
21 Novembre 2016

Roma/Trento. Così lontane, così vicine.

The battle of Rome... (3)

di Federico Zappini *

(30 settembre 2016) E’ difficile, ma estremamente stimolante, provare a interloquire a distanza – con una persona che nemmeno si conosce – fuori dal chiacchiericcio che ammorba il dibattito pubblico, nel solco di un ragionamento articolato che prenda in considerazione lo stato dell’arte del pensiero e dell’azione politica, a Roma come altrove. Dato per scontato – come si dovrebbe fare ormai senza dubbio alcuno anche in campo economico – che la crisi che stiamo attraversando non è congiunturale ma di sistema, si dovrebbero porre le basi per agire di conseguenze, ipotizzando interventi altrettanto sistemici e non estemporanei.

Rispondo con particolare piacere alle sollecitazioni romane di Silvano Falocco perché gli echi che provengono dalla Capitale trovano – non senza un pizzico di sorpresa – risonanza quassù al nord, in un contesto che a un primo sguardo potrebbe apparire totalmente altro dalla palude dentro la quale è bloccata la città di Roma. Area metropolitana contro piccola città montana. Simbolo del centralismo statuale contro capoluogo di una Regione e di una Provincia autonoma, ipotesi avanzata di decentramento e autogoverno del territorio. Stereotipo della disorganizzazione contro modello di efficenza riconosciuto e apprezzato. Differenze rilevanti, certo, ma che non riescono – almeno ai miei occhi – a nascondere le similitudini che avvicinano la condizione, per entrambe di difficoltà, delle due Giunte in carica.