11 Marzo 2016

Libia. Scenari della postmodernità

di Michele Nardelli

(11 marzo 2016) Postmodernità. Ho usato spesso negli ultimi anni questa espressione per descrivere nuovi scenari e nuove guerre. A cominciare dalla consapevolezza, maturata nel tempo della mia assidua frequentazione, su quanto era accaduto nell'area balcanica e poi, via via, nelle vicende che dalla Somalia alla Libia hanno attraversato il mondo intero.

Quando pongo la necessità di oltrepassare il Novecento, ne parlavo anche nei giorni scorsi con gli studenti e gli insegnanti dell'Istituto Tambosi-Battisti di Trento, mi riferisco proprio allo scarto necessario fra un tempo nuovo e per molti versi inedito e le categorie analitiche che non sono più in grado di leggerlo. “Non più e non ancora...” per richiamare un'altra espressione a me cara.

Quanto sta avvenendo in Libia rappresenta uno scenario tipico della postmodernità. Non è solo la dissoluzione di uno stato. La deregolazione è totale, il diritto naturale (la legge del più forte) ha preso il posto dello stato di diritto, il monopolio della forza non c'è più da tempo, scompare il pensiero e non ci sono più motivazioni nobili che muovono l'agire umano collettivo, la politica è ridotta a rappresentazione clanistica e interesse privato.

 

17 Febbraio 2016

Perdonare, per «accordarci al presente»

(17 febbraio 2016) «In modo sistematico e strutturale i vostri popoli sono stati incompresi ed esclusi dalla società. … Che tristezza! Quanto farebbe bene a tutti noi fare un esame di coscienza e imparare a dire: “perdono!” ... Il mondo di oggi, spogliato dalla cultura dello scarto, ha bisogno di voi!».

Queste le parole di papa Francesco pronunciate a San Cristobal de las Casas, nel cuore della foresta lacandona, nello stato del Chiapas (Messico).

Sono parole importanti e impegnative. Chiedere perdono significa riconoscere che la conquista delle Americhe, quella conquista nel nome dei bianchi, dell'oro e della croce, rappresentò un abominio. Le armi, le malattie, la schiavitù e la fatica portarono in pochi anni al genocidio.

 

10 Gennaio 2016

Segni del tempo

“Tempi interessanti” (31)

... Mentre le lacrime rigavano il volto di Obama, nello stato dell’Oregon un gruppo di miliziani armati di tutto punto occupavano la sede del Malheur National Wildlife Refuge, gli uffici di un grande parco naturale (80 mila ettari) per rivendicare il loro diritto di continuare nell’opera di conquista avviata nell’Ottocento. Un antico contenzioso fra rancheros e autorità federali che assume nelle forme di questi giorni un significato che va ben oltre l’immagine country di un west indomito, ben lungi dall’elaborare il tratto fondativo, ovvero la cancellazione delle popolazioni native. ...

21 Novembre 2015

Ritorno nel rancore

Diario messicano. Sesta ed ultima puntata.

... Nemmeno il tempo di rientrare a Trento e, nell’ascoltare in autostrada un radiogiornale, veniamo riportati all’amara realtà di un allucinante dibattito sul diritto delle persone a farsi giustizia da sé. Un sindaco padano, intervistato da un cronista accondiscendente, dice cose che fanno rabbrividire, sul diritto di sparare a casa propria ma anche per strada. Bentornati in questo mondo, dove la paura fa strame di buonsenso e di civiltà. Gli umori sono diventati rancore ed il rancore progetto politico. Mentre questo accadeva la sinistra, elitaria e un po’ snob, nemmeno si accorgeva di quel che stava covando nei luoghi del rancore, le nostre krčme, le locande balcaniche che a guardar bene potevamo vedere anche sotto casa nostra. Tutti contro tutti, con le unghie pronte all’aggressione verso tutto ciò che, diverso o famigliare che sia, ti insidia nel tuo possesso o nel bisogno spasmodico di sicurezza. Così va il mondo, ben prima di Parigi.

18 Ottobre 2015

Medellin, Moravia fiorisce

di Mauro Cereghini

Vedete? Un tempo questo era un piazzale sterrato, sporco e polveroso. Qui teneva i suoi discorsi Pablo Escobar, il re dei narcotrafficanti colombiani. Era l’unico spazio all'aperto del barrio Moravia, allora una delle baraccopoli più degradate di Medellin". Oggi quello che ci mostra Julio Castro Guaman, animatore sociale e nostra guida, è

5 Ottobre 2015

Quando si bombarda un ospedale…

di Tonio Dell’Olio

Il bombardamento dell“ospedale di Medici senza frontiere a Kunduz in Afghanistan non è un errore. L“errore è la guerra. L“orrore è la guerra. Continuiamo a pagare l“arretramento di civiltà che, per interessi economici, strategici o di potere non vuole cercare altri strumenti per risolvere i conflitti. Continuare a pensare che la violenza si possa contrastare soltanto con una violenza più forte, è la peggiore delle ipocrisie possibili. Le vittime dell“ospedale non sono effetti collaterali ma la sottrazione di vita calcolata e preventivata della barbarie della guerra...

6 Settembre 2015

Analogie

“Tempi interessanti” (25)

(6 settembre 2015) In questi giorni mi veniva da associare le immagini della stazione di Budapest affollata da migliaia di migranti a quelle del 1989, quando sempre in Ungheria (era il 19 agosto) per la prima volta vennero sfondate le frontiere della cortina di ferro. Fu, allora, l’inizio di una rivoluzione che cambiò il mondo. Neanche tre mesi dopo cadde il muro di Berlino, altri più o meno visibili si innalzarono. Di lì a poco cambiarono le geografie, scomparvero tre paesi (Jugoslavia, Cecoslovacchia, Unione Sovietica) e ne apparvero diciotto di nuovi (a guardar bene 21). La bandiera rossa sul Cremlino venne ammainata e finì una storia. L’astronauta sovietico Sergej Krikalev partito qualche mese prima con la nave spaziale Mir diventò l’ultimo cittadino di un paese che nel frattempo non esisteva più. La Jugoslavia, per decenni a capo (con l’India, l’Egitto e l’Indonesia) del movimento dei paesi non allineati, si sgretolò dilaniata da una guerra che per dieci anni insanguinò il cuore dell’Europa fra l’indifferenza dei più...

6 Agosto 2015

L’Europa politica che non c’è. Considerazioni dopo un compromesso.

Tempi interessanti (20)

(13 luglio 2015) Alla fine un accordo per impedire l’uscita della Grecia dalla zona euro è stato siglato. Non si conoscono ancora i dettagli ma è abbastanza chiaro che si tratta di una serie di condizioni e di una road map molto dure per la Grecia, solo in parte mitigate nel serrato confronto notturno fra chi voleva umiliare Tsipras e chi invece si è battuto contro la grexit. Ora la partita non è affatto conclusa perché l’accordo dovrà essere ratificato dai parlamenti nazionali e da quello greco in primis. Il che non è affatto scontato, per l’aprirsi dentro Syriza di un confronto tutt’altro che scontato visto che l’accordo raggiunto sembra essere più oneroso di quello respinto con il referendum dalla maggioranza dei greci (e che una parte del partito ha definito “umiliante“)...

23 Luglio 2015

Cittadini del nulla. La prima sabato a Trento

Cari amici e amiche,

vi invitiamo tutti alla prima proiezione a Trento sabato 25 luglio alle ore 21.00 presso la Bookique, in via Torre d'Augusto a Trento... Vi aspettiamo!

"Cittadini del Nulla", diretto dal regista Razi Mohebi, la cui sceneggiatura ha vinto il Premio Mutti nel settembre 2014 alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, racconta la storia di Monira: una rifugiata politica afghana appena giunta in Italia, degli incontri e delle situazioni che sarà costretta ad affrontare.

Trento, Caffé Bookique, via Torre d'Augusto