8 Settembre 2015

Turimo dolce. Alla fine di un’illusione?

Colloqui di Dobbiaco 2015 / 2-4 ottobre 2015

Turismo dolce. Alla fine un'illusione?

E' risaputo che il turismo, più di altri settori economici, modifica profondamente l’assetto e lo sviluppo di un territorio e anche la qualità della vita dei residenti. Proprio per questo, oggi sul turismo grava un dilemma sempre più stridente: da un lato, nelle regioni alpine come in tutto il mondo, gli operatori turistici devono far fronte a una concorrenza internazionale che li indurrebbe a creare costantemente nuove strutture alberghiere, funivie, impianti d’innevamento, centri benessere e parchi divertimento, offrendoli a condizioni sempre più vantaggiose. Dall’altro, proprio questi interventi distruggono i pregi per i quali molti turisti scelgono un luogo di villeggiatura, ossia la calma, l’atmosfera rilassata, la natura e l’autenticità. Come si può uscire da questo vicolo cieco? Quanto morbido« o »sostenibile« può essere oggi il turismo?

Dai Colloqui di Dobbiaco del 1985, dedicati proprio a quest’argomento, l’Alto Adige negli ultimi decenni ha fatto parecchia strada, assumendo un ruolo importante nel dibattito sulla nuova cultura turistica. L’edizione di quest’anno vuole quindi prendere spunto da questo confronto - da cui è nata anche l’idea di promuovere l’Alto Adige come «il luogo d’Europa» più ambito in cui vivere - per chiedersi come riuscire, nelle Alpi e non solo, a conciliare le esigenze economiche ed ecologiche, dando un futuro auspicabile e condiviso alle zone turistiche.


Dobbiaco (BZ)
27 Agosto 2015

Laudato si’. Sulla cura della casa comune

«... Se noi ci accostiamo alla natura e all’ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati...»

(18 giugno 2015) Non sono credente, ma avverto una grande sintonia con le parole dell'enciclica "Laudato si'"" di 

10 Agosto 2015

Gli uomini che volevano bucare le montagne

GLI UOMINI CHE VOLEVANO BUCARE LE MONTAGNE


Dopo più di quarant’anni si torna a parlare dell’autostrada A31 Valdastico.
Che cosa pensare e, soprattutto, che cosa fare?
Un’occasione per capire di cosa si parla e come ciò ha a che fare con il nostro futuro.

Incontro pubblico con
DARIO ZAMPIERI (Dipartimento di geoscienze Università di Padova): Progettare negando la geologia nel paese del Vajont e di Stava
ROBERTO ANTOLINI (giornalista di “Questotrenti-no”): A4 e A31: l’intreccio degli interessi
EMANUELE CURZEL (consigliere CdV Alta Valsugana): A31 e Valsugana. Dati e “interpretazioni”

Caldonazzo, ex Caseificio (viale Stazione)
Lunedì 17 agosto, ore 20.45
Organizza: comitato di Caldonazzo contro l’A31 Valdastico


Caldonazzo, ex Caseificio, viale Stazione
23 Maggio 2015

Valdastico, partita chiusa?

“Tempi interessanti” (37)

... alla buona notizia corrisponde una subordinata chiamata “corridoio d’interconnessione infrastrutturale fra la valle dell’Astico, la Valsugana e la Valle dell’Adige‘. Una formula che lascia aperta la possibilità di “un corridoio di collegamento viario‘ tra queste valli e di una “ottimizzazione dei collegamenti tra la statale 47 della Valsugana e la statale 12 del Brennero in prossimità di Mattarello‘.

Se l’esito della discussione nella Commissione istituita presso il ministero delle infrastrutture fosse che l’Autostrada della Valdastico diventa da Piovene Rocchetta verso il Trentino una superstrada a quattro corsie non credo che ci sarebbe di che cantare vittoria. E’ pur vero che di questa proposta non c’è nemmeno il progetto, ma la mia sensazione è che la partita non sia affatto finita qui...

(... e purtroppo le dichiarazioni di questi giorni sia di parte governativa che da parte veneta mi stanno dando ragione!)

2 Maggio 2015

Contadini di montagna

«Il paesaggio viene ad animarsi e a meglio splendere nel lavorio umano che vi opera» Andrea Zanzotto, Ragioni di una fedeltà, 1967.

Nell'ambito del Trento Film Festival internazionale della montagna sabato 2 maggio alle 19.15 al Cinema Modena verrà proiettato il documentario "Contadini di Montagna", un piccolo affresco di quel grande lavorio.


Trento, Cinema Modena
24 Aprile 2015

Le necessarie increspature della città

 

di Federico Zappini *

Il vero degrado è la vostra riqualificazione.” Così recita un tratto a bomboletta sull’intonaco all’incrocio tra via degli Orti e via Carlo Esterle a Trento. Una provocazione, certo. Un approccio estremo ma pur sempre uno spunto di riflessione, laddove non raramente le riqualificazioni urbane (così come le abbiamo conosciute negli ultimi decenni) hanno determinato fenomeni di gentrificazione e fallimentari esperimenti urbanistici.

Potrà dare fastidio – potrà anche sembrare un affronto al decoro e all’ordine – ma finché ci sarà chi scrive su un muro le proprie idee perché altri le leggano, possiamo essere certi che la città sarà ancora viva. Lo stesso accade quando qualcuno – con fatica, impegno e una buona dose di coraggio – decide di occupare uno spazio abbandonato da anni per farlo rivivere oppure organizza settimanalmente concerti negli angoli dimenticati dedicati ai musicisti di strada (come fa con grande costanza I Know a place da alcuni anni) con l’obiettivo di promuovere cultura, creatività e relazioni.

Questa premessa non suggerisce la “liberalizzazione” di ogni gesto urbano – anche il più insensato e autoreferenziale – in una sorta di giustificazione dell’estetica del gesto fine a se stessa, ma pone l’accento sulla necessità di non negare la presenza di differenti “linguaggi urbani” che dal territorio emergono costantemente. Tralasciamo allora per un momento il giudizio sui metodi e concentriamoci sul contesto in cui queste azioni prendono forma.

22 Febbraio 2015

Condotta Trento Slow Fod

L'assemblea della Condotta di Trento di Slow Food è convocata per lunedì 23 febbraio 2015, alle ore 20.30 presso il Barycentro, in piazza Venezia. all'ordine del giorno i seguenti punti:

- Relazione delle attività 2014
- Approvazione del bilancio
- Proposte delle attività 2015
- Elezione dei 3 delegati al congresso regionale
- Approvazione dello Statuto
- Firma dell'atto costitutivo
- Varie ed eventuali.
 
Guido Marini

Trento, Barycentro, piazza Venezia
19 Novembre 2014

Calabroni, alluvioni, principio di Daniel Bernoulli e Matteo Renzi

di Francesco Prezzi

(19 novembre 2014) Sarebbe troppo facile polemizzare sulle convergenze che si stanno avendo in questi giorni tra Matteo Renzi, il non comico Beppe Grillo, il non imprenditore Berlusconi e l’imprenditoria pitocca. Che la politica di Matteo Renzi sia avviata ormai verso la crisi è un dato inconfutabile perché non riuscirà a risolvere nessuno dei problemi in cui l’Italia si trova (burocrazia, mancati investimenti in nuove produzioni, mafia, dissesto idrogeologico, corruzione, ecc.). Certo, si possono vincere le elezioni trovando dei nemici interni: questa tattica è vecchia come il mondo, ma quando non si ha alcuna cultura minimamente scientifica si andrà verso la catastrofe. Quando si confonde l’Economia con Tecnica bancaria e ci si affida ai Sorbonagri, ai Sorbonicoli o ai Bocconicoli... il risultato è prevedibile, ormai quasi scontato.

 

15 Agosto 2014

Dal Fare al Dire. Imparare per l’era solare

Dal 3 al 5 ottobre 2014 la venticinquesima edizione dei "Colloqui di Dobbiaco": "Dal Fare al Dire. Imparare per l'era solare"

La trasformazione verso una società solare richiede una nuova coscienza, nuovi valori, nuove capacità. Nei Colloqui di Dobbiaco 2014 cercheremo di immaginare che cosa si deve imparare per una civilizzazione postfossile. Però, attenzione: Non è che la scuola si auto ostacola, quando si tratta dell’educazione alla sostenibilità? Occorrono di sicuro delle occasioni in cui la conversione ecologica, cioè un nuovo modo di consumare beni e servizi, di produrre energia, uno stile di vita sostenibile, mobilità dolce, tecnica a misura d’uomo, diventano temi scolastici. Ma le aule non sono luoghi di nuove esperienze e il curriculum scolastico non prevede avventure, entrambi elementi indispensabili per attivarsi e impegnarsi per un futuro solare. La scuola deve aprirsi o forse deve essere abbandonata del tutto per trovare i luoghi dei cambiamenti ecologici. È considerato un luogo comune che il sapere porta all’agire. Ma pure il contrario è vero. Esiste anche l‘imparare che dall‘agire porta al sapere. Imparare nell’azione e nella resistenza contro la distruzione ambientale è educazione alla responsabilità sovversiva. Imparare in un contatto diretto con la natura, la sua vita e le sue atmosfere è educazione dei sensi. E non per ultimo: come possono contribuire le tecnologie digitali e i media sociali nel web alla mobilitazione e alla formazione di reti?


Dobbiaco (BZ)
14 Agosto 2014

L’insostenibilità del nostro modello di sviluppo

“Tempi interessanti” (29)

E’ necessario che non solo a livello globale ma anche in ogni paese e territorio si misuri la propria impronta ecologica. E con essa la propria responsabilità...

... l’Italia nel 2011 consumava il 280% delle sue bio-capacità, collocandosi al 13° posto nella graduatoria dell’insostenibilità globale, preceduta in Europa soltanto da Cipro, Belgio e Olanda. Mentre è al 12° posto in quella relativa all’impronta ecologica. E se qualcuno va a Parigi a dire che l’Italia ha le carte in regola e fa la sua parte nell’impegno per ridurre il nostro peso sull’ambiente globale dice una bugia perché non è affatto così. Per soddisfare infatti gli attuali livelli di consumo in Italia avremmo bisogno di 4,2 territori nazionali. E sempre in questo paese, il “giorno del superamento“ è stato nel 2015 il 5 aprile. Questo significa che dal giorno successivo, e per i restanti 9 mesi, stiamo consumando risorse che non riusciamo a produrre...