24 Novembre 2016

La montagna nascosta

Sabato 26 novembre alle ore 11.00, a Salorno (palazzo An der Lan), prenderà il via la quarta edizione del progetto "A nord di Trento, a sud di Bolzano", con la mostra intitolata La montagna nascosta / Verborgene Berglandschaften.

Le immagini dei 4 fotografi invitati a dare il proprio contributo all’indagine (Luca Chistè, Heinrich Wegmann, Ivo Corrà, Francesca Padovan) e i video di Michele Trentini, si concentrano su altrettanti temi di ricerca: il limite tra antropico e naturale, il senso dell’abitare e del “frequentare” questi spazi, la forza morfologica del territorio, il lavoro d’alpeggio.


Salorno (Bolzano). Palazzo An der Lan

L'invito

12 Novembre 2016

Lo sviluppo sostenibile per cambiare la politica

Scegliendo di rispettare i 17 «goals» ONU si rivoluzionano le scelte economiche a casa

da L'Avvenire del 9 novembre 2016

Invitato di recente dal Pontificio Consiglio della Cultura a presentare i progetti di ricerca dell'Istituto Italiano di Tecnologia per ridurre le disuguaglianze globali, a partire da quella alimentare, il direttore scientifico dell'Iit, Roberto Cingolani, ha elaborato – da fisico quale è – un'interpretazione termodinamica dei fenomeni migratori.

Partendo naturalmente dai numeri. In base al primo, la popolazione mondiale consuma circa 17 terawatt di potenza energetica, con una sperequazione enorme a livello geografico: la fetta della torta per i cittadini americani è infatti di 11,4 kilowatt a testa. In Europa e Giappone si scende a 6 kw, a 2 in Cina, se ne consumano circa 0,2 pro capite in India e ancor meno nel resto del mondo (e soprattutto in Africa).

 

30 Ottobre 2016

Il diritto al cibo dall’ONU all’EXPO

Nell'ambito del percorso formativo dell'Università della terza età, mercoledì 2 novembre 2016, con inizio alle ore 15.30, presso il Centro per la cultura di Merano (Via Cavour 1) si svolge l'incontro dal titolo "Il diritto al cibo dall'ONU all'EXPO. Il tema della lotta alla fame ed all'insicurezza alimentare nel diritto e nell'agire della comunità internazionale, dal secondo dopoguerra fino ai nostri giorni". Relatore sarà Michele Nardelli.


Merano (BZ), Centro per la cultura, Via Cavour 1
22 Settembre 2016

C’è sempre l’alternativa!

di Francesco Prezzi

"Il concetto di entropia è stato introdotto in fisica per rendere ragione di un gran numero di fenomeni che sembrano manifestare una qualche direzionalità e che la meccanica classica non riusciva a spiegare. Si osserva che il calore fluisce sempre da un corpo verso l'ambiente più freddo, e mai in senso contrario. Una bottiglia di profumo in un angolo di una stanza spande il suo odore dappertutto, ma non si è mai assistito al graduale riempimento di una bottiglia vuota posta in una stanza invasa dal profumo. Si può distruggere una parete di mattoni facendo esplodere nei pressi un po' di dinamite, ma nessuno ha mai proposto di costruire una parete per deflagrazione di un mucchio di mattoni." (Enciclopedia Einaudi vol. 6 voce Entropia).

Questo passo di Yehuda Elkana e Yemima Ben-Menahem riassume in sintesi un processo irreversibile, che non può essere descritto attraverso la meccanica classica newtoniana ripetitiva e reversibile, ma attraverso la termodinamica. La termodinamica è la scienza che studia le trasformazioni di energia in lavoro e i processi di dissipazione della stessa, il passaggio dall'ordine al disordine e i moti molecolari, ecc. Tutti i sistemi sono sistemi termodinamici, secondo la formulazione del chimico-fisico Ilya Prigogine, premio Nobel del 1977, che ha formulato "la teoria delle strutture dissipative o Termodinamica di non equilibrio". Possiamo tradurre la parola entropia con "evoluzione verso il disordine" o "con dissipazione dell'energia e della materia".

1. Che cosa c'entra questo principio della fisica con il prof. Mario Monti, esperto in tecnica bancaria?

La risposta è molto semplice: la crisi che stiamo vivendo è il prodotto di un'enorme massa finanziaria che raggiunge dodici volte l'economia reale. L'economia reale scambia merci contro denaro o contro un suo equivalente. L'economia finanziaria si sta impadronendo dell'economia reale e degli Stati.

21 Luglio 2016

Amianto. La sentenza del Tribunale di Ivrea, l’impunità che scricchiola e una bonifica che procede a rilento.

(20 luglio 2016) Con la sentenza del Tribunale di Ivrea nel processo per le morti da amianto alla Olivetti è arrivata la condanna a cinque anni e due mesi di reclusione per Carlo e Franco De Benedetti, a un anno e 11 mesi per Corrado Passera. Le imputazioni, a vario titolo, vanno dal concorso in omicidio colposo alle lesioni e si riferiscono ai decessi di dieci operai, fra il 2008 e il 2013, che fra la fine degli anni 70 e l'inizio dei 90 lavorarono alla Olivetti e si ammalarono di mesotelioma pleurico. Siamo solo al giudizio di primo grado, ma intanto la cappa di impunità che fin qui ha coperto le responsabilità di chi conosceva il rapporto di causa-effetto nella lavorazione della fibra di amianto e l'insorgenza del mesotelioma pleurico comincia a scricchiolare.

Non dimentichiamo che l'amianto in gran parte del pianeta non è stato ancora messo fuorilegge e che anche laddove ciò è avvenuto, come in Italia, il lavoro di bonifica del territorio è ben lungi dall'essere realizzato. E lo stesso vale per il Trentino, dove pure nella scorsa legislatura abbiamo legiferato su mia proposta per l'obbligatorietà della bonifica. Si tratta della legge provinciale n.5/2012 la cui attuazione va purtroppo a rilento. Una legge all'avanguardia che però l'amministrazione provinciale ha finanziato a singhiozzo riducendo progressivamente gli stanziamenti e non attuando gli impegni di informazione previsti dalla legge presso la nostra comunità.

Un'eredità pesante ed ingombrante, per certi versi paradigmatica delle sorti magnifiche e progressive dello sviluppo.

Voglio riprendere la questione attraverso la ripubblicazione della scheda sull'utilizzo dell'amianto e il testo della LP 5/2012 (in allegato).

21 Maggio 2016

Reimmaginare i confini

di Ugo Morelli

(20 maggio 2016) Se vogliamo uscire dalle strettoie dei confini come gabbie, quei confini li dobbiamo reimmaginare. In questo compito storico le società locali hanno e possono avere una funzione decisiva. Quelle autonome e di frontiera, poi, potrebbero essere laboratorio di soluzioni originali.

Non si può, naturalmente, fare nulla di tutto questo oggi, senza connettere il tema dei confini con quello delle migrazioni e della crisi degli Stati-Nazione. Come si intuisce la questione è tale da indicare ai sistemi locali come Bolzano e Trento un autentico salto di qualità nel modo di pensare e di pensarsi.

30 Aprile 2016

Ha vinto l’astensionismo. Una brutta pagina per la democrazia

Il referendum per fermare le trivellazioni alla scadenza delle concessioni non ha raggiunto il quorum necessario del 50% più uno degli aventi diritto, fermandosi a quota 31,2%. E' prevalso l'appello all'astensionismo, nobilitando la diserzione dalle urne e la crescente disaffezione verso la partecipazione. Che il governo Renzi si faccia forte di questo risultato, manifestando disprezzo verso milioni di persone che hanno espresso con il voto la loro opinione e il loro senso civico non fa che approfondire la distanza (certamente la mia) da questa politica.

Per un quadro dettagliato sull'esito del referendum www.repubblica.it/static/speciale/2016/referendum/trivellazioni

 

27 Aprile 2016

Passi. Montagne accoglienti?

Una passeggiata interculturale tra suoni, parole, pensieri

“Un posto non può solamente esistere, deve essere inventato nell’immaginazione (Amitav Gosh, “Le linee d’ombra”). Posti e luoghi non sono quel che sono finché qualcuno non li crea con il pensiero, non li costruisce abitandoli o anche solo non li immagina, riempiendoli di significato.

Così la montagna non è solo un territorio fisico, definito da altitudine e morfologia, ma un complesso sistema culturale fatto di segni, tradizioni, esperienze, pratiche che si sono sedimentate nei secoli: un sistema culturale in continua trasformazione, impossibile da immobilizzare nel tempo.

La montagna, per le comunità trentine di lungo insediamento, rappresenta un importante elemento di costruzione identitaria. Spazio dell’economia (l’alpeggio, la silvicoltura, l’agricoltura di versante …), fronte di guerra con la tragedia della Guerra Bianca, frontiera del moderno turismo, luogo privilegiato dello svago, del tempo liberato, del loisir.

Ancora oggi, pur condizionato dai continui mutamenti culturali e sociali, la montagna rimane dunque un fattore di grande importanza nella “pratica dell’identità”: lo sci d’inverno, il trekking d’estate, il pranzo la domenica in malga o in rifugio, l’uscita in mountain bike, non sono semplici attività di svago, ma definiscono un terreno comune di identificazione comunitaria. Identità qui intesa come prodotto culturale, non come elemento primigenio, assoluto, cristallizzato fuori dalla storia.


Trento, percorso nel cuore della città e Piazza Fiera

Il programma

14 Aprile 2016

Le implicazioni del referendum sulle trivelle

di Michele Nardelli

(14 aprile 2016) E' la prima volta che il popolo italiano è chiamato ad un referendum proposto dalle Regioni, più precisamente da nove Consigli Regionali (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto). Che ciò avvenga su un tema che investe l'idea stessa di sviluppo ci racconta molte cose.

Il neo-centralismo statalista

Ci racconta in primo luogo di un decreto (il “Salva Italia”) che ha espropriato le Regioni dalla competenza in materia energetica che con fatica le stesse avevano conquistato. Solo grazie alla nostra autonomia in Trentino ci siamo salvati dalla ri-nazionalizzazione delle centrali idroelettriche, ma la tendenza neo-centralistica appare inequivocabile.

E' bastato creare nell'opinione pubblica un clima ostile alle Regioni ed è stato un gioco da ragazzi far riemergere una cultura centralistica avversa ad ogni forma di autogoverno. Su questo aspetto, ahimè, non c'è destra o sinistra che tenga, quello centralistico è un approccio che passa in maniera trasversale nell'insieme del panorama politico.