8 Giugno 2021

Resilienza o cambiamento?

“Tempi interessanti” (115)

... Resilienza viene dal latino resilire ovvero rimbalzare, la capacità di un materiale di assorbire un urto. Nell'accezione assunta nel gergo internazionale significa adattamento, la capacità di un individuo di superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Ora, la scelta e l'uso delle parole non è mai casuale, né tanto meno neutrale. Adattamento significa riconoscere l'ineluttabilità di una condizione considerata oggettiva, rispetto alla quale l'umano agire può ben poco, che si tratti dei processi di esclusione prodotti dal modello dominante o degli effetti della crisi climatica/ambientale non fa differenza. Imparare ad essere resilienti significa allora adeguarsi, abdicare all'azione di contrasto, rinunciare al cambiamento. Credo sia proprio questo il nodo che il concetto di resilienza ci pone, non nuovo per la verità, ma che nell'accelerazione dei processi che stiamo conoscendo assume tutta la propria valenza mistificatoria di anestetico culturale e sociale...

25 Maggio 2021

Rovesciamenti

“Tempi interessanti” (114)

In queste ore mi chiedo come sia stato e sia possibile il capovolgimento della verità, tanto da far diventare aggressori gli aggrediti. Potremmo darci le solite risposte più o meno corrispondenti ai nostri schemi interpretativi, scomodando il ruolo delle grandi potenze piuttosto che l'azione degli apparati del consenso o dell'influenza delle lobbies economico-finanziarie. Che pure ci sono e non sono di certo estranee in quella che Nelson Mandela definiva la più grande questione morale del nostro tempo. Al tempo stesso credo che sulla tragedia che si consuma dal 1948 nella Mezzaluna fertile del Mediterraneo si possa misurare oltre ogni immaginazione la falsa coscienza dell'Occidente. O forse pensiamo che quel che sta avvenendo in queste ore nel Vicino Oriente sia dovuto all'odio primordiale fra arabi ed ebrei? No, non c'è nulla di più falso di questa contrapposizione di comodo.

Perché arabi ed ebrei, di comune origine semita, sono state nella storia popolazioni culturalmente affini. Protagonisti, insieme, delle antiche civiltà orientali, alle quali dobbiamo le prime forme di urbanità e di architettura civile, la nascita delle religioni monoteiste, le magnificenze e i saperi dell'età dell'oro che creò i presupposti – grazie all'espansione araba nel Mediterraneo e al grande movimento delle traduzioni1 – dello stesso rinascimento europeo. Semmai lungo questa storia comune arabi ed ebrei sono state vittime degli stessi oppressori che hanno esercitato nei loro confronti logiche di dominio, crociate e guerre di religione, colonialismo e suprematismo razziale. ...

27 Aprile 2021

L’abisso.

“Tempi interessanti” (113)

Un tragico paradosso. E' quel che accade in queste ore lungo il limes spazio temporale che attraversa l'Europa e il Mediterraneo. O, se si vuole, attorno alla faglia dell'indifferenza e dell'ipocrisia. Perché mentre nel Parlamento Italiano si discute sul Next Generation EU e più precisamente sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, centinaia di persone affondano le loro speranze di futuro nel Mediterraneo. ...

Ma che cosa c'entra questa ennesima tragedia del mare con la Next Generation EU? E' forse l'Europa fortezza quella che immaginiamo per le generazioni a venire? Il diritto al futuro è solo quello di chi vive nella parte settentrionale del Mediterraneo? Come non capire che nell'interdipendenza i crimini che si consumano dall'altra parte del mare (e dei quali siamo spesso responsabili) ci ricadranno addosso, come del resto già avviene anche se ancora in minima parte? E, infine, come si può essere così miopi da non comprendere che le crisi di cui la sindemia è l'esito non si affrontano, e tanto meno risolvono, dentro i confini dei vecchi stati nazionali? ...

30 Marzo 2021

Incagliati

“Tempi interessanti” (112)

C'è un'immagine satellitare che descrive meglio di ogni considerazione la follia di un modello di sviluppo e di consumi nel quale ci siamo incagliati. Quell'immagine ci descrive l'ingorgo che la signoria del mercato e del profitto ha prodotto nella circolazione globale delle merci e più in generale nel nostro modo di vivere. E di cui spesso nemmeno ci accorgiamo, tanto consideriamo naturale l'artificialità del mondo che abbiamo costruito in questa infinitesima frazione della storia del nostro pianeta.

Poi accade che una nave portacontainer lunga 399,94 metri e alta come un condominio, che a pieno carico ha una stazza di 220.940 tonnellate, sia investita da una tempesta di sabbia peraltro piuttosto normale nella regione e s'incagli nel Canale di Suez con il suo carico di 18.500 container. L'ingorgo blocca quattrocento navi nel Mar Rosso, nel Canale di Suez e nel Mediterraneo per almeno una settimana (un'altra settimana servirà a ripristinare il corso “normale“). Nel frattempo un numero ancor più considerevole di navi mercantili vengono dirottate verso la circumnavigazione dell'Africa...

3 Febbraio 2021

Naufraghi nella neve. Una nuova disfatta europea?

“Tempi interessanti” (111)

C'è una tragedia che da mesi si consuma al confine con l'Unione Europea. Almeno duemila persone vagano nella neve, fra boschi e ruderi di vecchi combinat industriali nei dintorni delle città di Bihac e di Velika Kladusa, in Bosnia Erzegovina, alla ricerca di un varco per entrare in Croazia e da lì andarsene il prima possibile verso una nuova speranza di vita. In realtà si tratta di un frammento di quell'esodo che da anni viene chiamato “rotta balcanica“, a sua volta una delle tante rotte che percorrono i migranti nel cercare scampo da guerre, crisi climatiche, povertà estreme, regimi totalitari o semplicemente rispondendo all'istinto umano di cercare di migliorare la propria esistenza...

... In situazioni normali la società civile avrebbe messo in moto carovane, come già avvenne in questi stessi luoghi negli anni '90. Ma in queste ore l'unico soggetto che può sbloccare questa situazione è quel che resta di un'Europa politica che ha l'obbligo morale prima ancora che politico di costringere la Croazia ad una moratoria per riaprire le frontiere e i paesi dell'Unione a porre fine alla pratica insopportabile dei respingimenti che con ipocrisia chiamano “riammissioni“...

7 Gennaio 2021

Fra guerra civile e riconciliazione

“Tempi interessanti” (110)

... Una divisione profonda che, in buona sostanza, è stata confermata anche nelle elezioni del 2020, plasticamente raffigurata dagli Stati in bilico fra il voto delle città e quello dell'America profonda, separate da un solco che si è andato allargando e di cui si ha percezione nelle immagini che hanno accompagnato la campagna elettorale ma ancora di più nelle manifestazioni inquietanti che ne sono seguite, con schiere di guerrieri armati fino ai denti che non si rassegnano alla sconfitta di Trump ...

Ho la sensazione che Joe Biden l'abbia ben compreso, se è vero che le prime parole spese come neo eletto Presidente degli Stati Uniti sono andate proprio verso la necessità di una urgente quanto improbabile ricomposizione. Che non può ridursi ad un messaggio di buona volontà, ma un lungo lavoro di riconciliazione ed una nuova narrazione capace di indagare il profondo di questo paese e del suo rapporto con il mondo...

6 Gennaio 2021

La ’ndrangheta in Trentino

“Tempi interessanti” (109)

Nei primi giorni di marzo del 2013 come Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani organizzammo una Winter school dal titolo “Mafie senza confini“. Fu una tre giorni di particolare intensità e valore alla quale si iscrissero un centinaio di studenti provenienti da diverse università italiane. Vi parteciparono come relatori magistrati, ricercatori, investigatori, scrittori, giornalisti ed amministratori locali di particolare valore ... Una delle domande cruciali della Winter school si sviluppò attorno al quesito di come una realtà apparentemente estranea a fenomeni mafiosi (come il Trentino) fosse attrezzata o si attrezzasse per contrastare la penetrazione della criminalità organizzata sul proprio territorio...

... Da allora sono trascorsi sette anni, ma quel promemoria di azioni su cui ci eravamo confrontati ... è rimasto colpevolmente lettera morta...

5 Gennaio 2021

Le tendenze plebiscitarie e l’urgenza di un nuovo racconto

“Tempi interessanti” (108)

... Domenica voterò no. Perché prevale in me il giudizio di merito (la democrazia non è un costo), perché siamo ben lontani da una riforma in senso federalista ed europeo di uno Stato che dovrebbe devolvere i propri poteri verso il basso (le autonomie locali) e verso l'alto (l'Europa politica). E, non da ultimo, perché la logica che sottostà alla proposta di ridurre il numero dei parlamentari è quella che predilige il potere esecutivo...

... Esprimersi per il no, almeno nel mio modo di vedere, non significa affatto considerare intoccabile la Costituzione italiana. Che invece andrebbe ripensata alla luce dei profondi cambiamenti che segnano questo passaggio di tempo nel quale gli assetti di potere reali, l'interdipendenza, il prendere corpo di nuove geografie, la cultura della complessità, una nuova coscienza ecologica, la consapevolezza del limite, la rivoluzione digitale... renderebbero urgenti nuove regole di convivenza ed una vera e propria nuova fase costituente...

17 Agosto 2020

Non sono errori…

“Tempi interessanti” (107)

... L'INPS, le Regioni e le Province Autonome non hanno ancora reso pubblici gli elenchi di chi ha usufruito di sovvenzioni pubbliche in seguito al lockdown. Ma sono convinto che la vicenda dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno ricevuto aiuti destinati a chi ne avrebbe avuto effettivamente bisogno è ben più vasta dei casi sin qui segnalati. E se il primo diffondersi di nomi eccellenti ha giustamente suscitato indignazione, dovrebbe anche farci riflettere su come è cambiata la politica e sul profilo etico di quanti in questi anni hanno visto nella politica un veicolo per la propria carriera e per i propri interessi individuali...

... No, non c'è nessun errore. E non si rimedia con la beneficenza, forse mai così pelosa. E' proprio l'idea che si ha della cosa pubblica e della politica. Ben lontana dai valori di giustizia sociale, di fraternità, di bene comune (e dunque del cambiamento, posto che quello in cui viviamo non è certo il migliore dei mondi possibile), politica ed istituzioni sono diventate oggetto di una sorta di mutazione antropologica per niente estranea ai processi che sono avvenuti nella nostra società...

3 Agosto 2020

L’avversità verso la conoscenza e la cultura della pace

“Tempi interessanti” (106)

Sono anni ormai che periodicamente viene montata una polemica contro il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani e l'Osservatorio Balcani Caucaso – Transeuropa. C'è da chiedersi la ragione di tanta avversità verso istituzioni e organismi riconosciuti internazionalmente per il valore e la serietà del loro operato e che hanno fatto di questo nostra terra un luogo di primo piano nell'impegno per la pace e la mondialità...

... Si tratta di realtà che hanno contribuito all'immagine del Trentino ben oltre i propri confini e di cui la comunità trentina dovrebbe essere fiera. Perché, in un caso come nell'altro, l'azione di questi organismi ha fatto sì che il Trentino fosse connesso con questo nostro tempo glocale, che migliaia di persone si formassero alla mondialità e alla gestione nonviolenta dei conflitti, che una parte dell'Europa potesse trovare qui un punto di riferimento sul piano della costruzioni di relazioni virtuose e della solidarietà...

3 Luglio 2020

Una pietra tombale sulla pace

“Tempi interessanti” (105)

... Non siamo in presenza di una contesa tra due stati, ma di un'occupazione progressiva di territori in dispregio delle risoluzioni delle Nazioni Unite, dove l'asticella viene spostata unilateralmente dal governo israeliano per poi invitare a raggiungere un compromesso sempre più al ribasso.

Questo sarebbe l'esito del piano di Trump, un atto formale che legittima un crimine già in essere. E che spinge Israele verso una deriva fondamentalista: quella di uno stato etico, incompatibile con lo stato di diritto e dunque con la convivenza e la pace. Aggiungendo destabilizzazione ad una regione già lacerata. E che, al contrario, richiederebbe a tutte le parti di esplorare nuovi orizzonti, oltre il paradigma dello stato/nazione. ...

18 Giugno 2020

Magari abbattere le statue è necessario…

“Tempi interessanti” (104)

La statua di Kappler. Una bella statua di Herbert Kappler potrebbe troneggiare davanti a Caracalla come a suggerire il percorso che conduce alle Fosse Ardeatine. Potrebbe ma fortunatamente non c'è. Avremmo il diritto a buttarla giù oppure dovremmo contestualizzare, magari in modo critico?

La questione si capisce meglio parlando di criminali che ben conosciamo e di crimini che noi consideriamo contro l'umanità. Non avremmo alcun dubbio: Kappler andrebbe tolto.

Il problema è che, per noi, la tratta atlantica, lo schiavismo, la conquista coloniale, lo stupro (rapporti sessuali con persone non consenzienti) o, che dir si voglia, il matrimonio forzato con una dodicenne sono ancora oggi reati minori. E il problema non é se allora fosse "consentito" o meno - pure Kappler ha sempre sostenuto di obbedire alla Legge - ma se oggi quelle statue ancora ci feriscono o se feriscono una parte consistente delle nostre società...