17 Maggio 2023

Impronte e sostenibilità

Il 15 maggio è stato l'Italy Overshoot Day per il 2023, il giorno in cui questo paese ha superato nei suoi consumi quanto gli ecosistemi sono in grado di produrre. In altre parole, l'Overshoot Day misura l'impronta ecologica di un paese, tanto più pesante quanto prima sopraggiunge nel calendario annuale.

E se quello globale nel 2023 sarà (salvo aggiornamenti dovuti all'incrocio di dati fin qui indisponibili) il 27 luglio, significa che l'impronta ecologica dell'Italia è maggiore della media globale, laddove la classifica dell'insostenibilità vede ai primi posti il Qatar (10 febbraio), il Lussemburgo (14 febbraio), gli Stati Uniti d'America, Canada e Emirati Arabi (13 marzo) mentre agli ultimi (cioè le posizioni più virtuose) la Giamaica (20 dicembre) e i paesi che consumano meno di quanto sono in grado di generare i loro ecosistemi come ad esempioil Burkina Faso o il Madagascar. ...

15 Febbraio 2023

Che cosaè avvenuto?

«La maledizione di vivere tempi interessanti» (127)

... E' evidente che non basta un congresso, occorre molto di più. Non riguarda nemmeno un solo partito: la ricostruzione di un blocco sociale investe la società, un tessuto esteso che coinvolge associazioni, sindacati, mondo del lavoro, volontariato. E soprattutto quella parte della società – i giovani – per la quale è in gioco il futuro ma che oggi appare estranea tanto ai vecchi corpi intermedi come a larga parte di una società civile sempre più autoreferenziale.

Un lavoro improbo perché si tratta di un'esigenza che, nel dibattito pubblico come del resto nel sentire comune, nemmeno viene avvertita. Piuttosto che indagare le cause profonde e i paradigmi che ci hanno portati sin qui, si preferiscono le rese dei conti. Ci si affida ancora una volta alla ricerca di nuovi leader, in fondo non tanto diversi da quelli precedenti, invece di interrogarsi su categorie interpretative incapaci di leggere questo tempo e su paradigmi che sono all'origine del deragliamento. Il concetto di “progresso”, tanto per cominciare. Non capendo che gran parte dei nodi venuti al pettine abitano proprio qui, nell'idea dell'illimitatezza delle risorse che ha segnato la modernità. Sentir parlare ancora di “campo progressista” significa che il tema (questo sì cruciale) del limite continua a non avere cittadinanza...

14 Luglio 2022

Imprevedibilità e cultura del limite

“La maledizione di vivere tempi interessanti‘ (125)

Ormai quasi nessuno nega che quanto sta accadendo attorno a noi sia l'esito della crisi climatica generata dall'aumento delle emissioni di anidride carbonica e di altri gas climalteranti nell'atmosfera. Crisi che, peraltro, si intreccia con altre, generando interazioni di natura pandemica e gravi rotture di equilibri ecosistemici. Ciò nonostante ogni evento estremo ci coglie di sorpresa, nel territorio dell'imprevedibilità. E si insiste su questa parola, imprevedibilità, come se questa in qualche modo attenuasse le nostre responsabilità.

Certo, nessuno può sapere in anticipo il minuto, l'ora e il giorno in cui una massa di ghiaccio e roccia, fango e detriti, si stacca dalla montagna trascinando con sé e devastando ogni cosa e persona che incontra sul suo cammino. Eppure dovremmo imparare che gli eventi estremi avranno sempre più caratteristiche inedite e una frequenza esponenziale che – come abbiamo scritto – ci ricorda il monito della ninfea...

4 Giugno 2022

L’ingorgo delle crisi

Tempi interessanti (124)

Questa riflessione è stata scritta per il blog Passion&Linguaggi (https://www.passionelinguaggi.it/2022/06/01/lingorgo-delle-crisi/)

Quelle che ci ostiniamo a chiamare emergenze sono in realtà crisi. Non che non ci siano situazioni di emergenza che richiedono un intervento rapido per evitare il peggio. Ma continuare a definire in questo modo il manifestarsi di cambiamenti profondi a carattere strutturale è ipocrita e fuorviante.

Ipocrita perché induce a credere che si tratti di eventi casuali e privi di un nesso fra causa ed effetto. Fuorviante perché non ci porta ad indagare sulla natura di quel che avviene, ovvero sull'insostenibilità di un modello di sviluppo che abbiamo assunto come pensiero unico.

Potremmo dire che il concetto di emergenza è omologo a quello di resilienza. Anche in questo caso, di fronte al mutare di una condizione ogni essere vivente ricerca un suo modus vivendi che l'aiuti ad affrontare un contesto diverso. Ma emergenza e resilienza non pongono il nodo dell'intervenire alla radice dell'insostenibilità. Estranei alla politica...

30 Maggio 2022

Vita e pensiero nel cuore della città

“Tempi interessanti” (123)

Fin quando il meteo è stato clemente, la tre giorni di Slow Food "Aspettando Terra Madre" dedicata al tema delle Terre Alte è andata proprio bene. Il quartiere di San Martino a Trento colorato dalle bancarelle dei presìdi e affollato di persone incuriosite dalle specialità artigianali delle terre alte era davvero un bel colpo d'occhio. E poi i laboratori, le mostre, i libri, i piatti proposti dai cuochi dell'Alleanza... insomma c'era vita nel cuore della città. E insieme pensiero. In primo luogo perché dietro ogni prodotto c'è storia e cultura, dedizione e saperi. E poi perché negli spazi di confronto e approfondimento, quello su "Ecosistemi e nuove geografie" che nei fatti ha aperto venerdì la manifestazione e l'incontro di sabato per "Un green deal per le foreste dolomitiche" sul dopo Vaia, si è sviluppato il tema della complessità, l'approccio necessario per dare un senso compiuto all'idea del cibo buono, pulito, giusto e per tutti che caratterizza da anni l'azione di Slow Food...

15 Aprile 2022

Preparare la pace

“Tempi interessanti” (122)

Quello che segue è il testo di un appello presentato a Trento da un folto gruppo di persone espressione della società civile della nostra regione, dal quale è nato un "Cantiere di Pace" al lavoro da metà di aprile.

In questo momento così tragico per la guerra in corso in Ucraina e denso di incognite per le sorti dell'umanità, noi vogliamo guardare al futuro e scegliamo di preparare la pace. Siamo consapevoli che si tratta della strada più difficile, perché si scontra con il paradigma degli antichi (si vis pacem para bellum) che poi è rimasto lo stesso dei moderni, perché l'attitudine alla guerra ha accompagnato la vicenda umana e perché questo ci richiede di fare i conti con la parte più inconfessabile della nostra natura. Ma è anche l'unica strada/possibilità se intendiamo dare un futuro all'umanità.

11 Marzo 2022

Tempi storici, tempi biologici

“La maledizione di vivere tempi interessanti‘ (120)

“Un soldato nell'antica Bassora, pieno di paura, andò dal suo re e gli disse: “Salvami, sovrano, fammi fuggire di qua. Ero nella piazza del mercato e ho incontrato la Morte vestita di nero, che mi ha guardato con malignità. Prestami il tuo cavallo così che possa correre fino a Samarra. Temo per la mia vita a restare qua“. – “Dategli il miglior destriero“, disse il sovrano, “figlio del lampo, degno di un re“.

Più tardi il re incontrò la Morte in città e le disse: “Il mio soldato era molto impaurito. Mi ha detto che ti ha incontrato oggi al mercato e che lo guardavi con malignità“. – “Oh no“ rispose la Morte, “Il mio era solamente uno sguardo stupito perché non sapevo cosa facesse oggi qua, dato che lo aspettavo per stanotte a Samarra. Stamani ne era lontanissimo“...‘

20 Febbraio 2022

Tangentopoli, trent’anni dopo.

“Tempi interessanti” (121)

Non amo gli anniversari, carichi come sono sono di retorica e di ritualità. Spesso diventano l'occasione per riscrivere pagine di storia all'insegna dell'aria che tira, come è avvenuto in questi giorni con la diffusa riduzione della stagione di “Mani Pulite“ al tintinnar delle manette.

Eppure... se i trent'anni dall'arresto dell'allora presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano Mario Chiesa possono servire a riflettere sul passaggio di tempo che segnò la fine della prima Repubblica e del sistema politico che aveva retto il paese nel secondo dopoguerra, allora potrebbe valer la pena di parlarne e di scriverne. Anche perché il nostro presente è, almeno in una certa misura, figlio di quel tempo. E di quel gattopardismo, quando la caduta degli dei assunse un segno ben diverso da quello che avremmo auspicato.

Non eravamo fra quelli che tiravano monetine. Ci mettemmo tempo, pazienza, pensiero... altro che populismo. Scrivo queste righe solo perché mi fa incazzare una descrizione manichea secondo la quale o eri per un giustizialismo sommario oppure dalla parte del sistema dei partiti che avevano qualche problema di autofinanziamento. ...

1 Novembre 2021

G20, l’inversione di rotta che non c’è.

“Tempi interessanti” (119)

Roma in questi giorni è stata la capitale dei potenti della Terra.

Se è vero che il nostro pianeta sta correndo verso il baratro, se è realistico il Rapporto dell'IPCC ovvero della Commissione per il Clima delle Nazioni Unite (https://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=4671), se sono attendibili le previsioni dell'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), agenzia dell'ONU che nel suo Bollettino annuale sui gas serra (anidride carbonica, metano e protossido di azoto) afferma che siamo ben oltre le previsioni di aumento di 2 gradi oltre i quali le conseguenze sarebbero catastrofiche, i rappresentanti dei 20 più “grandi“ paesi della Terra avrebbero dovuto in primo luogo chiedere scusa.

Non facendolo, non mettendo in altre parole in discussione i modelli di sviluppo che ci hanno portati a questa situazione, non hanno né la credibilità ma, a guardar bene, nemmeno la volontà di invertire la rotta.

15 Ottobre 2021

O tutti quanti. O nessuno.

“Tempi interessanti” (118)

Se l'introduzione provvisoria del green pass per andare al lavoro non ha creato il caos che qualcuno aveva immaginato, le macerie non mancano e ricomporle non sarà facile.

E' vero, i numeri delle persone vaccinate ci descrivono un paese che ha saputo rispondere alla pandemia oltre ogni aspettativa, ma ho l'impressione che qualcosa di profondo si sia rotto. Nelle migliaia di persone che manifestano in nome della propria solitudine sovrana o contro un presunto complotto globale, nella cupezza di una conflittualità spuria dove le categorie sindacalmente più forti decidono di far valere il proprio potere di ricatto (e che ci riporta ad inquietanti passaggi della storia), nel grido “libertà“ diffusosi nel mondo intero alla velocità del Covid-19 e che altro non è che l'altra versione del ben più grebe "non nel mio giardino", negli stessi livelli di astensione elettorale... leggo i segni di un pericoloso deragliamento sociale...

23 Agosto 2021

Afghanistan, una tragedia moderna. Il cui bandolo non può che stare nella parte migliore della società afghana.

“Tempi interessanti” (117)

Nell'assistere ai drammatici avvenimenti e nell'ascoltare le informazioni e i commenti sull'evolversi della guerra infinita che devasta ed annichilisce l'Afghanistan, provo una forte ma anche soffocata indignazione. Forte perché nel tempo ho imparato a conoscere e ad amare questo paese; soffocata perché nel mettere al primo posto la necessità di salvare donne e uomini che si sono spesi contro i signori della guerra, m'interrogo se il dire dell'arroganza dei potenti e dell'ipocrisia di chi più o meno consapevolmente ha assecondato quel disegno, non possa mettere in pericolo la vita di qualcuno. Credo altresì che l'azione umanitaria non vada disgiunta dalla verità, a partire dal fatto che questa tragedia infinita qualcuno l'avrà pur causata, qualcun altro l'ha assecondata per convinzione o fedeltà, altri ancora hanno accettato di agire sotto l'ombrello militare degli occupanti senza esprimere una qualche forma di autonomia politica...

16 Luglio 2021

La crisi del M5S e noi

“La maledizione di vivere tempi interessanti‘ (116)

La crisi del M5S è irreversibile? Staremo a vedere, certo è che ergersi a giudicare piuttosto che analizzare non ci aiuta. Si può giudicare il comportamento elettorale di un terzo dell“elettorato? Comprendere dovremmo, per cercare risposte. Non prendere atto – quasi con soddisfazione – che quel movimento aveva effettivamente i piedi di argilla. Perché oltre tutto sbaglieremmo nel pensare di poterne beneficiare...

... Anziché celebrare l'ennesimo funerale di un movimento che voleva essere di cambiamento, quello che resta delle intelligenze di questo paese dovrebbe interrogarsi sui bisogni sociali inespressi, inascoltati, privi di corrispondenze organizzate sul piano del servizio e della rappresentanza che rischiano di alimentare la dissoluzione sociale...

Una riflessione di Michele Nardelli e Walter Nicoletti proposta per il blog di Sequs (Sostenibilità - Equità - Solidarietà)