BIBLIOTECA

16 Novembre 2017

Un imprenditore di idee

Franco Ferrarotti

Un imprenditore di idee.

Una testimonianza di Adriano Olivetti

Edizioni di Comunità, 2002 

Cinquant'anni fa moriva Adriano Olivetti, uno dei pensieri più fervidi del secondo dopoguerra italiano. La sua idea di un nuovo ordine politico basato sulle dinamiche della persona e delle comunità nelle quali si svolge la vita degli uomini, sull'incontro fra le ragioni dell'impresa e quelle della cultura, fanno di Olivetti uno dei grandi e controversi protagonisti del Novecento.

In questo giorno, gli dedichiamo la presentazione di Franco Ferrarotti di qualche anno fa e simbolicamente la presentazione del Disegno di Legge provinciale sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese.

 
16 Novembre 2017

Rovine e macerie.

Marc Augé

Rovine e macerie

Il senso del tempo

Bollati Boringhieri 2004

 

Ritrovare il tempo per credere alla storia

«L'esperienza che Camus fa delle rovine e del tempo è esemplare. Sappiamo perché la storia futura lo spaventa: essa sarà segnata dallo scontro fra coloro che ama e si concluderà con la perdita dei paesaggi della sua infanzia. Egli non è capace - né vuole esserlo - di prendere coscienza politicamente, cioè storicamente, della sua situazione. Il ritorno a Tipasa (possiamo immaginare che lo abbia rivissuto più volte nel pensiero) è dunque per lui una fuga al di fuori della storia verso la coscienza del tempo. Siamo posti oggi dinanzi alla necessità opposta: quella di reimparare a sentire il tempo per riprendere coscienza della storia. Mentre tutto concorre a farci credere che la storia sia finita e che il mondo sia uno spettacolo nel quale quella fine viene rappresentata, abbiamo bisogno di ritrovare il tempo per credere alla storia. Questa potrebbe essere oggi la vocazione pedagogica delle rovine». 

16 Novembre 2017

Su ’Stil Novo’ di Matteo Renzi

Matteo Renzi Stil Novo Rizzoli, 2016  

di Claudio Giunta *

Stil novo. La rivoluzione della bellezza da Dante a Twitter è un libro così complesso e sfaccettato che si fa fatica a credere che Matteo Renzi abbia potuto scriverlo tutto da solo, senza neanche un aiuto, qualcuno da ringraziare. Eppure è così: persino la scherzosa cronologia fiorentina che chiude il libro, dal 59 a.C. (nascita di Firenze) al 2012 (cinquecentenario della morte di Vespucci), sembra essere farina del suo sacco. 

(...)

Renzi è un politico, non un uomo di pensiero. Perciò, tutta l'intelligenza degli uomini del passato si presenta ai suoi occhi sottoforma di cose: la cupola di Santa Maria del Fiore, la flotta di Vespucci, il David di Michelangelo. E lo stupore, l'ammirazione che è giusto nutrire di fronte a queste cose si traduce non - per ipotesi - nell'esortazione a coltivare silenziosamente lo studio che ha prodotto quelle opere, bensì in un impulso ad agire. Il pensiero va bene, ma quella che conta davvero è l'azione.

16 Novembre 2017

La leggenda dei monti naviganti

Paolo Rumiz

La leggenda dei monti naviganti

Feltrinelli, 2007



«Ero partito per fuggire dal mondo e invece ho finito per trovare un mondo: a sorpresa, il viaggio è diventato epifania di un’Italia vitale e segreta. Ne ho scritto con rabbia e meraviglia. Meraviglia per la fiabesca bellezza del paesaggio umano e naturale; rabbia per il potere che lo ignora».

16 Novembre 2017

Kosovo tutto ok

Astrid Mazzola

Kosovo tutto ok

Attraverso un paese stanco di guerra 

Editrice il Margine, 2010 

"A metà strada tra il diario di viaggio e la raccolta di testimonianze in presa diretta, il libro offre le chiavi di lettura per capire il Kosovo di ieri e di oggi, e anche come si muovono le organizzazioni internazionali e la diplomazia popolare."

16 Novembre 2017

Petrolkimico

Gianfranco Bettin

Petrolkimico

Le voci e le storie di un crimine di pace

Baldini & Castoldi, 1998

 

All'inizio della storia ricostruita in Petrolkimico c'è un operaio, Gabriele Bortolozzo. Lavora in uno dei reparti dello stabilimento di porto Marghera e la sua battaglia perché venga detta la verità sui gravissimi rischi che pesano sulla salute di chi lavora in quella fabbrica, parte da una drammatica considerazione: moltissimi suoi compagni di lavoro, addetti alla produzione o alla movimentazione del cvm, sono morti o si sono ammalati di cancro. Per anni Bortolozzo predica quasi inascoltato, insieme a pochi in fabbrica, nel sindacato, in città. Poi, mentre alcune vite conoscono il calvario della malattia mortale e si spengono, mentre lo stesso Bortolozzo muore vittima di un incidente stradale, lentamente qualcosa comincia a muoversi, anche a livello giudiziario.

16 Novembre 2017

E se Fuad avesse avuto la dinamite?

Elvira Mujcic

E se Fuad avesse avuto la dinamite?

Infinito edizioni, 2009

 

 

Un giovane bosniaco vive da tempo in Italia. Torna a trovare i genitori e la vecchia nonna a Višegrad. E torna così sulle tracce del suo passato, e di quello del suo paese. "E se Fuad avesse avuto la dinamite?", il secongo libro di Elvira Mujcic. Una recensione di Mauro Cereghini.

 

16 Novembre 2017

La questione tibetana

Eva Pföstl La questione tibetana Prefazione del Dalai Lama Marsilio 

Autonomia non indipendenza: una proposta realistica

Eva Pföstl, collaborando con il governo tibetano in esilio, ha maturato l'idea che la migliore prospettiva realistica per progredire nella tutela delle minoranze consista in un rafforzamento dell'autogoverno nell'ambito dell'autonomia territoriale. Tra gli esempi "positivi" in questo senso spicca quello dell'Alto Adige/Südtirol. Lo stesso Dalai Lama, in visita a Bolzano nel 1997 per conoscerne meglio il modello di autonomia, rimase favorevolmente colpito dalla salvaguardia della cultura locale e della co-gestione del potere fra i vari gruppi linguistici presenti sul territorio.

 
23 Dicembre 2015

Prima che l’amore finisca

Raniero La Valle


Prima che lÕamore finisca


Ponte alle grazie, 2003




Il rapporto fra il presente ed il passato nelle figure di alcuni straordinari testimoni del proprio tempo


Il lavoro che ci offre Raniero, il profilo dei testimoni di questa ricerca incessante, ha un grande valore perché ci dice fra lÕaltro che un’altra politica è possibile. Riportiamo qui le parole con le quali Raniero La Valle ricorda il massaggio di un amico, Claudio Napoleoni, scomparso nel 1988.
«È su questa ricerca, su quest’ultima domanda, che Napoleoni ha chiuso la sua vita. Continuare Napoleoni, “cercare ancora”, vuol dire a mio parere, ripartire da qui. Da un lato riprendere con forza, in quest’alba del terzo millennio, la questione antropologica, la questione umana, riaprire l’unica ricerca che la cultura e la scienza moderne hanno trascurato o lasciato cadere, la conoscenza che l’uomo ha di se stesso e dell’altro, a partire dal riconoscimento della sua costitutiva ingigenza che, mentre lo radica nel fecondo e creativo bisogno, lo destina all’accoglienza, al servizio e all’aiuto reciproco. E dall’altro, in forza di questa ricostruzione antropologica, verso una antropologia, come diceva Franco Rodano, radicalmente non signorile, riaprire la domanda sulla salvezza e la domanda su Dio.»