BIBLIOTECA

22 Dicembre 2016

Essere senza destino

Venerdì e sabato sono due giornate tranquille. Mi vedo con Angioletta e Nino che mi parlano di vicende del Basso Sarca. Poi con il gruppo di lavoro per il progetto "Politica è responsabilità" che, chiuso il congresso e le primarie, vorrei finalmente portare alla luce. Poi ancora al Forum per la Pace e i Diritti umani dove ci vediamo con i responsabili della Cooperativa Kiné per definire le caratteristiche del nuovo sito web del Forum. Una nota di colore. Il giallo fiammante delle nuova sede del Forum (a Trento, in Galleria Garbari) è strepitoso e quella che inizialmente sembrava una corsia d’ospedale ha oggi tutto un altro aspetto. Quel che ci vuole per un programma innovativo come quello che ci si è dati. Durante questo tempo Roberto Pinter e Michele Nicoletti s’incontrano. L’ipotesi di lavoro che è emersa nell’assemblea di mercoledì sembra essere condivisa e con essa un accordo politico per una gestione unitaria del PD del Trentino. Anche Giorgio Tonini prende atto della situazione e decide di sostenere Nicoletti alla segreteria, proponendosi alla carica di presidente dell’assemblea. A sera il TGR parlerà di un accordo fra Nicoletti e Tonini, quasi ad indicare una soluzione ad escludere le altre componenti. Ma è una lettura distorta, o forse suggerita. Sento Roberto che mi rassicura. Che Michele Nicoletti sia il nuovo segretario del PD del Trentino in una prospettiva di convergenza sulle scelte e sui contenuti, credo sia la cosa più rispondente al voto e, a questo punto, più saggia. Non sarà certo un impegno semplice. Ma l’ultima parola spetta all’Assemblea, che si riunirà venerdì prossimo 6 novembre. Guardo con angoscia la mia agenda. Lunedì inizia un mese affollato di impegni, senza più nemmeno un fine settimana libero. Non resta che approfittare di questi giorni dai bei colori autunnali.  
24 Marzo 2015

Scoprire i Balcani, serate di presentazione

Storie, luoghi e itinerari dellÕEuropa di mezzo


 


Per festeggiare i dieci anni di attività lÕassociazione Viaggiare i Balcani ha deciso di pubblicare un libro-guida destinato a tutti coloro che vogliano mettersi in viaggio verso il Sud-Est Europa. Duecentocinquanta pagine dense di suggestioni e sguardi "altri" rispetto alle tradizionali narrazioni (anche turistiche) su questi territori, a comporre un imprescindibile strumento di conoscenza da mettere nello zaino al momento della partenza.


 


Il libro-guida per un turismo responsabile nei Balcani verrà presentato nel mese di aprile a Milano (13 aprile), Scandicci (14 aprile), Biella (15 aprile), Trento (16 aprile, ore 18.30 Caffé Bookique) e Trieste (17 aprile) in altrettante serate promosse da Slow Food e Viaggiare i Balcani.


 


"... Seduti al fresco di un grande tiglio o dellÕacqua che scorre, prendete un caffè. Non lÕespresso, simbolo delle nostre vite di corsa, ma la kafa, turca, bosanska o domaca che sia. Quel rito lento di cui abbiamo bisogno per riconnetterci con lo scoorrere del tempo" dalla prefazione di Michele Nardelli


 


Disponibile su ordinazione mandando una mail a info@viaggiareibalcani.net

17 Novembre 2017

Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II

Fernand Braudel Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II
 Einaudi, 1982
  Un grande affresco per capire quel passaggio di tempo che fu il secolo XVI e che ancora non si è concluso. L’opera straordinaria di una delle menti più fervide del Novecento.  
17 Novembre 2017

Le origini del totalitarismo

Hannah  Arendt

Le origini del totalitarismo

Edizioni di Comunità, 1999

 

«Lo Stato-nazione in realtà per la Arendt ospita già al proprio interno una logica contraddittoria, il cui motore è la tensione tra i suoi due elementi costitutivi ... se lo Stato è, almeno in via teorica, quella struttura volta a garantire i diritti di tutti, la nazione si regge invece sul presupposto di una comunità escludente...»

 

Nell’analisi del totalitarismo le categorie tradizionali della politica, del diritto, dell’etica e delle filosofia risultano inutilizzabili; quanto avviene nei regimi totalitari non si può descrivere in termini di semplice oppressione, di tirannide, di illegalità, di immoralità, ma richiede una spiegazione “innovativa”, che Hannah Arendt tratteggia in questo classico della filosofia politica.

Uscito per la prima volta nel 1951, questo capolavoro di Hannah Arendt mantiene intatta la sua straordinaria attualità e rappresenta un testo chiave per l'elaborazione del Novecento.

17 Novembre 2017

Autopsia dei Balcani

Rada Ivekovic Autopsia dei Balcani

Raffaello Cortina Editore, 1999



Ritrovare l’immagine dello specchio per descrivere il rapporto fra l’Europa (o meglio, quel mezzo continente che così si è autodefinito) e i Balcani (ovvero il sud est Europa) negli scritti di Rada Ivekovic, è stato emozionante. Una metafora che ho cominciato ad usare qualche anno fa, nei primi accenni di riflessione dopo l’immersione in quella moderna tragedia, e con l’andare del tempo questa immagine è divenuta via via sempre più nitida, quand’anche incompresa dai molti che hanno continuato a mantene-re verso ciò che stava avvenendo oltre l’uscio di casa un atteggiamento di rimozione oppure (o insieme) di natura emergenziale, tanto nell’intervento (diplomatico e militare) quanto nell’azione umanitaria. “Autopsia dei Balcani”, un saggio di psico-politica come lo definisce l’autrice, è un ritratto geniale del nostro tempo, di noi e del nostro rapporto con l’altro, quando ci rispecchiamo nel nostro contrario, in questo caso da una parte all’altra del mare Adriatico.

24 Marzo 2015

Storia intima della grande guerra

Quinto Antonelli


Storia intima della grande guerra


Lettere, diari e memorie dei soldati al fronte


Donzelli Editore, 2014


 


Con il dvd del film di Enrico Verra "Scemi di guerra"


 


Questo libro non è per noi. Siamo degli intrusi noi che oggi sbirciamo tra le lettere e i diari dei soldati. I loro testi erano infatti parte di una comunicazione intima, chiusa allÕinterno della cerchia famigliare. Se gli ufficiali colti, quando scrivono alla famiglia, scrivono un poÕ anche per i posteri, chi scrive queste pagine è per lo più un soldato subalterno (che prima di essere chiamato alla guerra faceva lÕoperaio, il contadino, lÕartigiano), con lÕunica ambizione di rivolgersi ai suoi famigliari, per difendere quel ponte comunicativo che il conflitto rischia di interrmpere: «Ti raccomando di scrivermi presto onde potermi rallegrare un poco, perché la mia vita di trincea è peggiore a quella dei nostri porci».


Si tratta di una ricchissima documentazione (che quasi sempre si sttrae alle norme ortografiche e sintattiche, e per questo può sembrare ingovernabile) raccolta presso il Museo storico del Trentino, e a lungo esclusa dal racconto nazionale, in quanto considerata marginale, se non conflittuale: gli autori sono infatti "tutti" gli italiani, anche quelli che un secolo fa erano sudditi dellÕAustria: trentini, giuliani, triestini.

17 Novembre 2017

Il progetto Lazarus

Aleksandar Hemon

Il progetto Lazarus

Einaudi, 2010

 

In ogni luogo, fuori posto

di Michele Nardelli

Era lì, su uno scaffale. Attendeva che trovassi il tempo per prenderlo fra le mani. Ogni libro è per me un oggetto animato, che chiede rispetto, che cambia nel tempo perché diversi sono i tuoi occhi, che si arricchisce dei tuoi appunti e diviene - ben oltre l'acquisto in libreria, dettato in questo caso dal richiamo balcanico - qualcosa di tuo. Quando ancora questa relazione non è cominciata, rimane lì, in attesa di appartenere a qualcuno. Poi accade che in un locale pubblico della mia città, venga fuori il nome di Aleksandar Hemon come possibile testimone di un incrocio di sensibilità, fra vecchie migrazioni austroungariche e moderni sguardi balcanici. E allora quel libro inizia la sua nuova vita.

17 Novembre 2017

Ritorno a casa

Natasha Radoji-Kane

Ritorno a casa

Adelphi, 2003

 

Halid ha molti conti in sospeso. Dalle trincee di Sarajevo è tornato con una reputazione da eroe, un incubo ricorrente e parecchio denaro di origine poco chiara. Per sbarazzarsi della prima gli basterà una battuta di caccia con due amici d'infanzia, finita sparando con armi da guerra agli unici animali sopravvissuti nei boschi intorno al villaggio – i gufi. Per non vedere più quella ragazza cadere al rallentatore, colpita a morte, sarà forse sufficiente smettere di dormire. Ma liberarsi del denaro, o moltiplicarlo – ed è il denaro con cui Halid vorrebbe riscattare il suo amore di un tempo, ora ostaggio di una donna e di una storia crudele – risulta più difficile. L'unica soluzione sarà rischiare tutto in un'estenuante partita a carte, fra puttane adolescenti e violinisti impazziti, contro l'avversario più temibile, il re degli zingari locali. Il ritorno a casa di Halid si consuma così in tre giorni freddi, fangosi e febbrili, che in questo suo primo, straordinario libro Natasha Radoji-Kane racconta attenendosi rigorosamente ai fatti e lasciando che dai gesti, dalle parole e dai silenzi dei personaggi si sprigioni il fantasma di un paesaggio – la Bosnia consumata dall'odio e da una guerra inesauribile – molto più vicino a noi di quanto vorremmo ammettere.

22 Gennaio 2016

Massimo Gorla: un gentiluomo comunista. Cinquant’anni della nostra storia

A cura di Roberto Biorcio, Ida Farè, Joan Haim, Maria Grazia Longoni


Massimo Gorla, un gentiluomo comunista


Sinnos editrice, 2005


 


«Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. Perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché era solo una forza, un sogno, un volo, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.


Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto quello slancio, ognuno era... come più di se stesso. Era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e, dallÕaltra, il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo e cambiare veramente la vita.


No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare... come dei gabbiani ipotetici».


Qualcuno era comunista, Giorgio Gaber

17 Novembre 2017

Intrecci. Stralci di narrazioni familiari sullo sfondo della ’piccola’ Europa

Micaela Bertoldi

Intrecci. Stralci di narrazioni familiari sullo sfondo della "piccola" Europa

Fondazione Museo Storico del Trentino, 2014

 

Protagonisti di questo volume sono solo alcune della piccole "comparse" che hanno animato il grande scenario della storia del Novecento: donne e uomini confusi e dispersi nella grande folla dell'umanità, schiacciati e trasportati dagli eventi come un fiume in piena, ma al tempo stesso ricettori e trasmettitori attenti di quanto intorno a loro stava accadendo. Ed è quanto viene proposto dall'autrice che, in uno stile proprio più alla letteratura che alla storiografia, con un'attenta scelta di espressioni, citazioni e ricordi recupera e collega fra loro non solo i tasselli di tante "microstorie" familiari, ma i tratti fondamentali di quell'universo d'intense emozioni che si celano nel passato di tutta la "gente comune". Ne scaturisce una rappresentazione che, al pari di quella offerta da ben più illustri personaggi, appare il completamento di un mosaico altrimenti povero di sfumature.