L'antica sede della Magnifica, Cavalese
Montagna, Autonomia, Comunità
9 Febbraio 2024
Crepax, Dialogo
Mai indifferenti. Voci ebraiche per la pace
15 Febbraio 2024
L'antica sede della Magnifica, Cavalese
Montagna, Autonomia, Comunità
9 Febbraio 2024
Crepax, Dialogo
Mai indifferenti. Voci ebraiche per la pace
15 Febbraio 2024

È come se avessimo perduto la lezione non solo della Shoah, ma di tutta la seconda guerra mondiale con i suoi 60 o 70 milioni di morti. Se a Gaza su una popolazione di 2 milioni e duecentomila abitanti siamo arrivati a decine di migliaia di morti e feriti e un’intera compagine etnica estirpata e distrutta, che cosa sarà mai quando si giungerà a colpire l’obiettivo finale, come il Corriere della Sera chiama il nemico ucciso, rappresentato da un miliardo e 400 milioni di cinesi?

Ebbene, la strage in corso a Gaza dimostra che con tale impostazione ogni guerra diventa un genocidio. Se infatti nella discrezionale percezione della minaccia l’imperativo nazionale della sicurezza è quello della prevenzione, la certezza del raggiungimento dell’obiettivo sta solo nella distruzione anche fisica dell’avversario.

Questo vuol dire che i mezzi tradizionali per porre termine alle guerre non funzionano più. Ormai c’è una sola uscita dalla guerra, che non è la vittoria, ma la riconciliazione. Questa è la vera risposta all’erompere della crisi di Gaza: la riconciliazione tra ebrei e palestinesi, ma anche di palestinesi ed arabi con i fratelli semiti del popolo ebreo della diaspora.

Come si fa? Non con le armi, ma nemmeno solo col diritto patrocinato dall’ONU. Ci vuole la pace, ma non una pace assoluta come sono accusati di volere i pacifisti, ci vuole una pace anche imperfetta, relativa, non una giusta pace, ma ci vuole una ingiusta pace. Perché è chiaro che oggi una pace fatta in queste condizioni sarebbe una pace ingiusta per i palestinesi, ma anche per i coloni, che pensavano di avercela fatta con i loro insediamenti, sarebbe una pace ingiusta perché ancora non in condizioni di costituire i due Stati per i due popoli, sarebbe ingiusta perché non sarebbe in grado di garantire, contro il dr. Stranamore di turno, l’astensione dall’uso dell’atomica e la pace nel mondo.

Eppure questa pace ingiusta è l’unica che oggi può salvarci, come ci ha salvato durante la guerra fredda. Una riconciliazione tra palestinesi e israeliani che renda possibile la loro convivenza in un’unica terra non è oggi una iperbole umanitaria, né una opzione del buon cuore, ma è una soluzione politica, l’unica soluzione politica che finalmente dopo una notte durata più di settant’anni possa porre termine alla tragedia palestinese e anche nostra.

Comments are closed.