21 Ottobre 2019

Da Oriente a Occidente, lungo gli scogli in cui si è incagliato il progetto politico europeo

Considerazioni sull'undicesimo itinerario del Viaggio nella solitudine della politica "Roma e Bisanzio. Guardando la Mezzaluna Fertile" (27 settembre - 8 ottobre 2019)

di Michele Nardelli

Quattromilaseicentonove chilometri, sedici frontiere attraversate di undici diversi paesi europei e due fusi orari, almeno una dozzina di città dove ci siamo fermati, non meno di sette lingue ascoltate come sette sono state le monete correnti scambiate, quindici sono stati i viaggiatori (otto donne e sette uomini1) di sei diverse regioni italiane...

Potrebbero bastare questi numeri per descrivere l'undicesimo itinerario del “Viaggio nella solitudine della politica”, certamente anche la fatica di comprimere tutto questo in dodici giorni, talvolta appena sfiorando luoghi che avrebbero meritato ben altra attenzione. Che pure abbiamo cercato di colmare negli spazi di conversazione, nelle letture dedicate (a partire dalla nostra piccola biblioteca mobile composta di oltre quaranta volumi e di numerose schede preparate) e nelle considerazioni emerse durante i nostri spostamenti.

L'intento del viaggio dentro la faglia fra Oriente e Occidente era di metterne a fuoco la complessità, di coglierne l'attualità e di intercettare sguardi e pratiche, pur nel disincanto, per rilanciare il progetto politico europeo e mediterraneo.

27 Settembre 2019

Roma e Bisanzio. Guardando la Mezzaluna fertile.

Storia, culture, ibridazioni nello spazio mediterraneo

27 settembre - 8 ottobre 2019

 

Itinerario n.11 del Viaggio nella solitudine della politica

 

Venezia – Senj – Mostar – Sarajevo – Dubrovnik – Kotor – Salonicco – Istanbul – Nis – Belgrado

(27 settembre - 8 ottobre 2019)


Viviamo in un ingorgo che si fatica a decifrare. Una difficoltà che non è solo l'esito della complessità in un tempo sempre più interdipendente, ma del venire a galla dei grandi nodi che l'umanità aveva erroneamente affidato alle magnifiche sorti e progressive. Come nelle parole di Walter Benjamin sull'Angelus Novus, quando le macerie della prima guerra mondiale già lasciavano presagire quale sarebbe stato l'esito del Novecento, è il concetto di progresso ad essere in discussione, così come il nostro rapporto con la natura e il tema del limite nell'agire umano.

Nodi di carattere filosofico e religioso che lungo la storia hanno prodotto vere e proprie faglie, spaccature profonde mai sanate che hanno lastricato il cammino dell'umanità. Fra tutte, quella fra Oriente e Occidente, che investe fra l'altro il rapporto fra modernità e tradizione, stato di diritto e stato etico, libertà e sovranità.

Quello che ci si propone con l'undicesimo itinerario del “Viaggio nella solitudine della politica” è di scandagliare questa faglia, forse quella che ha conosciuto più cesure ma che più di altre ha generato straordinari sincretismi.

18 Settembre 2019

Il nuovo governo e le autonomie

E’ possibile portare l'autonomia speciale del Friuli Venezia Giulia fuori dalle secche del gioco politico di propaganda?

di Giorgio Cavallo *

(12 settembre 2019) Una premessa. Ho comunque apprezzato il tentativo di M5S e PD di dare vita ad un governo di rottura con la deriva antipolitica a rischio autoritario della coalizione precedente. Le affinità dei capitoli di programma di questa maggioranza sono più vaste di quelle del contratto di governo. E, fino a prova contraria, le forze di destra (Lega, FdI e Forza Italia, più Casa Pound e Forza Nuova) non rappresentano nessuna maggioranza del paese, nemmeno alle elezioni europee di primavera (49,9% del 56% dei votanti), e tanto meno alle politiche del 2018 (37% del 72,9% dei votanti). Le urla scomposte di questi giorni segnalano un vuoto mentale che gioca sulla bassa predisposizione del “popolo” per la matematica, confondendo numeri immaginari per reali. Tuttavia come ha detto la senatrice Segre ci siamo fermati sull’orlo dell’abisso, ma non siamo certo in un “porto sicuro”. E il panorama intorno non è fatto da amene colline.

12 Settembre 2019

L’improbabile di fronte a noi

di Michele Nardelli

(12 settembre 2019) Non è facile esprimere una valutazione sul nuovo governo. In assenza di una visione comune, di fronte al carattere generico dei punti programmatici, preso atto di un profilo della squadra di governo che risponde più agli equilibri interni ai partiti che all'autorevolezza dei ministri designati, è il lungo ed articolato discorso di Giuseppe Conte in Parlamento ad indicare le linee d'azione per un governo che si vorrebbe di legislatura ma soprattutto di svolta. Un discorso che merita attenzione, al di là del suo segnare un argine – speriamo non momentaneo – alla deriva autoritaria, sovranista ed antieuropea verso la quale stava naufragando questo paese.

Quando indicavo la necessità di tentare l'improbabile1, avevo in cuor mio un'altra idea di ciò che immaginavo potesse significare imprimere un cambio di sguardo. Realisticamente, era difficile immaginare che da una politica in profonda crisi potesse emergere un diverso profilo, ma la storia non procede mai in maniera lineare, piuttosto invece per accelerazioni improvvise, come è stato negli anni '60 o nell'ultimo decennio del secolo scorso.

Devo riconoscere che il discorso del Presidente del Consiglio sembra proporre una di queste accelerazioni, aprendo – più di altri che l'hanno preceduto e che vedevano il sostegno della sinistra parlamentare – spazi di dialogo e di interlocuzione solo qualche mese fa inimmaginabili.

E' quindi con un atteggiamento aperto e costruttivo che provo ad indicare quello di cui a mio avviso avremmo bisogno per segnare effettivamente una svolta, tanto sul piano della visione come su quello programmatico. Uno scarto culturale e politico guardando sì a questo paese, ma in una prospettiva europea e mediterranea.

19 Agosto 2019

Per una Politica originaria, non solo originale

di Ugo Morelli e Federico Zappini

(19 agosto 2019) Da qualunque lato la si guardi quella che stiamo attraversando è una fase di grande disordine. L'entropia che satura questo tempo è insieme politica, sociale e culturale. Una confusione che crea spaesamento diffuso, che polarizza le posizioni ma allo stesso tempo le rimescola continuamente, ribaltando punti di vista, impedendo lo stabilizzarsi di un dibattito pubblico che si muove scompostamente. A questa generale sensazione di precarietà e insicurezza si è aggiunta nelle scorse ore anche l'apertura di una crisi che – se si prova a spostare la messa a fuoco oltre l'ingombrante volto di Matteo Salvini – non si può circoscrivere all'interno dei contorni dell'alleanza contrattizia tra Lega e M5s ma va allargata e fotografata a livello di sistema. È difficile, allora, cercare di trovare acqua potabile nel pozzo che abbiamo inquinato. Questo è quello che facciamo e si continua a fare, alla ricerca ansiogena di proposte originali, mestando e rimestando parole e slogan che durano un giorno, se va bene.

10 Agosto 2019

A proposito di sovranità e sovranismi

“Tempi interessanti” (95)

Così scriveva Hannah Arendt nel 1954:

“La famosa sovranità delle società politiche non è mai stata altro che un'illusione, che per di più può reggersi solo grazie agli strumenti della violenza, cioè con mezzi di per sé extrapolitici. Data la condizione dell'uomo, determinata dal fatto che sulla terra non esiste l'uomo, bensì esistono gli uomini, libertà e sovranità sono così lontane dall'identificarsi da non poter neppure esistere simultaneamente. ... Se gli uomini desiderano essere liberi, dovranno rinunciare proprio alla sovranità‘.

6 Agosto 2019

Se non lasciamo futuri saremo passati per niente

Consigli non richiesti per una nuova geografia e grammatica politica per Trento e il Trentino.

di Federico Zappini *



Sei vuoi andare veloce, corri da solo.
Se vuoi andare lontano, corri insieme a qualcuno.



Scrivo questo testo da una posizione di marginalità. Da solo. Una solitudine che non credo solo mia. Senza grandi elettori da spendere nella contesa elettorale.

Quella che sottopongo è una riflessione che nasce dalla fragilità e dai dubbi più che dalla forza e dalle certezze. È un pensiero frutto di un numero sufficientemente ampio di conversazioni a più voci. E’ il depositato di inquietudine e curiosità derivante dall’osservazione dell’evoluzione politica e sociale del territorio che vivo.

Non è un appello per costruire nuovi movimenti o soggetti politici. Non è la rivendicazione di un ruolo in quegli organi – penso al tavolo coalizionale che già in queste settimane comincia il suo lavoro di confronto – che avranno il compito di tirare le somme delle riflessioni all’interno delle forze politiche che esprimono una propria visione e organizzazione.

3 Agosto 2019

Una tela senza margine

I passi conclusivi del “Viaggio nella solitudine della politica”

di Michele Nardelli

Due anni fa la proposta di un viaggio che indagasse la solitudine – ovvero la fatica e l'urgenza – della politica. Ne sono venuti sin qui un un prologo trentino che ci ha mostrato con un anno e mezzo di anticipo lo sfarinarsi del blocco sociale che aveva resa possibile l'anomalia politica di questa terra, dieci itinerari in altrettanti limes cruciali per mettere a fuoco l'interminabile transizione verso un “non ancora” che stenta a prendere corpo, occasioni di incontro nelle forme più svariate e non meno di quattrocento persone coinvolte, ma soprattutto immagini e pensieri che quotidianamente ci aiutano a fare i conti con una cassetta degli attrezzi sempre più inservibile e con inediti scenari nei quali urgono nuovi paradigmi.

La stessa presentazione di un libro come “Sicurezza” – sin qui più di trenta incontri con oltre ottocento partecipanti e una prima ristampa – che indaga uno dei tratti più complessi ed insidiosi del presente, è diventata parte di questo viaggio nel nostro tempo.

15 Giugno 2019

Cornici, con Marianella Sclavi

La scuola degli spiazzi #4

Trova il tempo per ascoltare, imparerai a parlare.
Trova il tempo per pensare, sarai capace di scegliere.
Trova il tempo di leggere, diventerai sapiente.
Trova il tempo per sognare, potrai sperare.
Trova il tempo per fare una carezza, non ti sentirai inutile e solo.

Torna la #scuoladeglispiazzi e accoglie Marianella Sclavi.

Sabato prossimo 22 giugno, dalle ore 10.30 alle ore 12.30, a Trento in Via San Martino 78 (spazio antistante la libreria Due punti), ci sarà il quarto appuntamento della Scuola degi spazzi. La parola chiave dell'incontro è Cornici, un tema cruciale.

Nel 2000 Marianella Sclavi scriveva un importante testo, dal titolo "Arte di ascoltare e mondi possibili: come si esce dalle cornici di cui siamo parte". Un punto di vista che era visionario allora e rimane attualissimo.


Trento, Libreria due punti, Via San Martino 78
12 Giugno 2019

La Trento che vorrei. Riportando il fiume in città

Venerdì 14 giugno 2019 alle ore 18.00 a Trento presso la Libreria Due punti di via San Martino 78 Margherita Montanari sarà in dialogo con i curatori Alberto Winterle e Federico Zappini e con le autrici e gli autori del libro.

E' simbolico che la prima presentazione di questo volume si tenga lì dove scorreva l'Adige. L'idea di raccogliere questo caleidoscopio di visioni nasce dallo stimolo offerto da La Venezia che vorrei. Parole e pratiche per una città felice. e dall'urgenza di rimettere in moto un dibattito che sembra muto, assente. Estromesso dal cuore della città - proprio come il suo fiume, reso periferico per semplificare il quadro urbano - vogliamo torni a innervare lo spazio pubblico e le reti comunitarie, offrendo spunti per decodificare il presente e progettare il futuro. L'acqua che lambisce la riva, ora placida ora più impetuosa, è la metafora del tempo che scorre e porta con se le esperienza trasformatrici utili a pensare e realizzare la città che sarà.


Trento, Libreria Due punti, via San Martino 78
4 Giugno 2019

#Dove. Il terzo appuntamento della Scuola degli spiazzi

Trova il tempo per ascoltare, imparerai a parlare. Trova il tempo per pensare, sarai capace di scegliere. Trova il tempo di leggere, diventerai sapiente. Trova il tempo per sognare, potrai sperare. Trova il tempo per fare una carezza, non ti sentirai inutile e solo.

 

Sabato 8 giugno 2019, alle ore 10.30, a Trento in via San Martino 78 (davanti alla Libreria Due punti), c'è il terzo appuntamento della Scuola degli spiazzi. La parola chiave di questa sessione è "#Dove" e a svolgerla sarà Flaviano Zandonai.

Parliamo di luoghi, spiazzi e non solo. Della necessità di riconoscere nella prossimitàun punto di riferimento  (un centro di gravità...) necessario e decisivo per ridefinire le caratteristiche delle comunità, dei modelli economici, dei processi democratici.


Trento, via San Martino 78
25 Maggio 2019

Nel limes catalano, che ci parla di noi

Itinerario catalano. Un diario di viaggio nelle contraddizioni di un'Europa che deve imparare ad ascoltarsi

 

di Michele Nardelli

(31 marzo 2018) «Come può l'Europa farsi carico della questione catalana? Ascoltando la Spagna. Non il governo di Madrid, ma la realtà di questo paese...». Nelle parole di Alexis Rodriguez Rata, giovane studioso di Altiero Spinelli che incontriamo al Museo del Mar in una Barcellona battuta dalla pioggia, c'è forse l'essenza dei giorni di immersione nella questione catalana. Per comprendere – se ancora non l'avessimo capito – che siamo di fronte a una crisi europea, che l'Europa ha scelto di non ascoltare e di non vedere per timore che i nodi che la vicenda catalana pone non contagiassero un continente ritornato preda di vecchi e nuovi nazionalismi.

Un'agenda fittissima di incontri, tanto fitta da non riuscire ad assolvere l'agenda di lavoro che ci siamo dati e quelli che nel corso della nostra visita si andavano proponendo, cui cerchiamo di rimediare con una serie di interviste a lato dei nostri appuntamenti che andranno ad arricchire successivamente il racconto del viaggio. Voci diverse, intellettuali, esponenti politici o della società civile, militanti federalisti ma anche indipendentisti, per capire le posizioni in campo e dare voce a quelle realtà che, malgrado il radicalizzarsi dello scontro, lavorano per cercare vie d'uscita da una situazione bloccata e – in assenza di soluzioni politiche – destinata a degenerare.