di Alessandro Olivi
Il PD deve decidere se vuole essere spazio o progetto politico. La differenza è sostanziale e dirimente. E’ quella che c’è tra un insieme di individui e un collettivo.
Oggi il PD assomiglia più ad uno spazio che ad un progetto. Invece in una fase storica in cui si stanno dissolvendo i vincoli comunitari, c’è bisogno di partiti che non si limitano ad ospitare aspettative e aspirazioni personali, ma che assolvano alla funzione di costruire un tessuto connettivo che tenga insieme valori, idee e proposte condivise. No, quest’ultima non è un’idea vecchia di partito, come certamente si affretterà a dire qualcuno che ambisce invece, in nome del nuovo, a riproporre modelli ottocenteschi dove non erano previste organizzazione sociali e politiche attraverso le quali i soggetti più deboli potevano incidere nelle decisioni pubbliche. Al contrario, è l’essenza stessa di un modo di vivere ed interpretare la politica come avventura collettiva e di popolo.












