4 Giugno 2012

La passione per la terra, l’emozione del vino

di Tommaso Iori

(4 giugno 2012) "Storie di vite" è il racconto di una serie di incontri: alcuni ormai sedimentati in amicizia, altri recenti e tutti da approfondire, altri ancora in attesa di compiersi. "Storie di vite" è a sua volta un incontro: non facile, come tutte le "prime volte", ma inevitabilmente coinvolgente.

Venerdì 1 giugno, tra i fiori e le piante di Maso Pez, erano molte infatti le persone che non si erano mai conosciute prima: di certo non conoscevano molti volti i nostri amici moravi, i vignaioli Bogdan Trojak, Lubosz e Jaroslav Osicka e il traduttore Zdenek Vrbik, arrivati per l'occasione dalla repubblica Ceca. E' da loro, da Bogdan in particolare, che tutto è cominciato, ormai diversi anni fa: percorrendo in bicicletta, da sud a nord, i territori un tempo parte dello stesso stato multinazionale, ci siamo imbattuti in uno strano gruppo di vignaioli - gli Autentisti - che ci hanno offerto un racconto originale ed eccentrico della terra morava.

2 Giugno 2012

Una scelta condivisa

Il comunicato dei componenti del Consiglio del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani 

(1 giugno 2012) In merito alle pesanti critiche apparse negli ultimi giorni sulla stampa nei confronti di Federico Zappini, del presidente Michele Nardelli e indirettamente del direttivo stesso del Forum trentino per la pace e i diritti umani, vanno fatte alcune fondamentali precisazioni che smentiscono quanto pubblicato. La stampa ha, infatti, criticato l'affidamento di un incarico a Zappini per un importo complessivo di 46.700 euro, senza chiarire che si tratta di un incarico per 28 mesi di lavoro a tempo pieno.

1 Giugno 2012

Perché accanirsi contro il Forum?

di Michele Nardelli

(1 giugno 2012) Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Se ne sta parlando con titoli di rilievo che mai aveva ricevuto fino ad oggi, nonostante un agire che prosegue ininterrottamente dal 1991 quando il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento decise con una votazione pressoché unanime (e il solo voto contrario del MSI) che la pace era troppo importante per limitarsi ad esibirla nelle ricorrenze o semplicemente gridata nelle piazze quando ormai si era perduta. Che dunque occorreva dotarsi di uno strumento permanente di studio, elaborazione e condivisione della cultura pace e dei diritti umani. Così, grazie alla Legge Provinciale n.11/91 "Promozione e diffusione della cultura della pace", nacque il Forum.

Fu quello un anno cruciale che cambiò il mondo. Trasformazioni che richiedevano anche a chi era impegnato sul terreno della pace di interrogarsi sulla natura delle "nuove guerre" per accaparrarsi il petrolio e per trasformare la fine dei regimi comunisti in un'occasione per insediare vecchie nomenclature e nuovi criminali. Occorrevano sguardi diversi, capaci di leggere queste trasformazioni e di non consegnare la pace a quelle cancellerie che conoscevano solo il linguaggio delle armi. Insomma, un nuovo pensiero e nell'arco di qualche mese in questa terra presero corpo il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani e l'Unip, l'Università internazionale delle istituzioni e dei popoli per la Pace.

Realtà che hanno contribuito a fare diversa questa terra. Diventata non a caso un punto di riferimento della diplomazia parallela e della cooperazione di comunità.

1 Giugno 2012

Diciotto mesi con il Forum

(1 giugno 2012) Fra i tanti messaggi che mi arrivano in queste ore, quello di Francesca Bottari è forse quello che ho sentito più vicino, non tanto sul piano della solidarietà, quanto piuttosto nell'esplicare il valore delle persone che in questi mesi hanno lavorato in questo cammino. Perché nel Forum, contrariamente a quel che qualcuno malignamente ritiene (anche forse perché non conosce pratiche diverse), operano persone, non portaborse o ruffiani. Giovani, curiosi, intelligenti, belli e puliti dentro.

di Francesca Bottari

Oggi 31 maggio 2012 finisco il mio percorso (18 mesi) come volontaria in servizio civile al Forum Trentino per la Pace e i Diritti umani. Mai avrei voluto concludere un tale cammino con una eco tanto amara nell'animo. Non immaginavo di dover scontrarmi con una dialettica che personalmente non ritengo costruttiva nemmeno all'interno di una tifoseria da stadio. Dove "buono e cattivo" si palleggiano parole e battute prive di sobria criticità. Dove l'attacco viene sferzato e imperterrito infanga chi, invece di essere ascoltato per comprendere i motivi di quello che ha fatto e che fa, viene solamente aggredito.

1 Giugno 2012

Storie di vite

Buone pratiche nei campi e in cantina nelle esperienze dei vignaioli mitteleuropei

Incontro aperto tra vignaioli: dalla Moravia al Trentino per confrontarsi sulle diverse esperienze che accomunano regioni con una storia che scorre in parallelo. Sostenibilità, tradizioni, autenticità: come si declinano in territori così vicini e così lontani? Parlare di agricoltura significa parlare dell'uomo e del suo stare al mondo. Significa parlare di ambiente e paesaggio.

Significa parlare di nutrizione e gusto, di produzione e cultura, di tradizione e modernità, di padri e figli. Il vino racchiude meglio di qualsiasi altro prodotto questa sequenza di significati, e nessuna pianta come la vigna è capace di narrare e interpretare la terra.


Ravina di Trento, Maso Pez, Via Margone 11
28 Maggio 2012

Nel limite

A proposito della giornata della Terra, 22 aprile 2012

di Ugo Morelli

(22 aprile 2012) La prima cosa da fare per cercare di affermare la cultura del limite è individuare i limiti. Definire cioè quali sono gli ambiti nei quali si può migliorare. Se finalmente iniziamo a comprendere i guasti di uno sviluppo illimitato, non solo è necessario iniziare a fare scelte appropriate, ma anche porre rimedio ai settori dove ci sono problemi e sprechi.

Farlo non è facile, come non sarà facile cambiare rotta sulle aspettative crescenti che l'idea e la pratica di uno sviluppo inteso come illimitato hanno reso così diffuse e date per scontate. Non solo, ma tuttora da chi governa continuando a parlare di crescita, e dalla comunicazione dei media utilizzati per scopi commerciali, avvertiamo come l'opinione pubblica venga spinta a comportamenti all'insegna dell'idea che "di più è meglio".

24 Maggio 2012

Il libro dell’assedio

Osservatorio Balcani e Caucaso & Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani presentano 

"Sarajevo, il libro dell'assedio"

Serata di presentazione del libro che racconta la più lunga e tragica "blokada" della Storia - a 20 anni dall'inizio delle cronache cruente (4, 5, 6 aprile 1992), nel ventesimo degli annali di sangue. Il taglio dell'acqua e dell'energia elettrica, la penuria di tutto, il freddo, la fame, la morte e le amputazioni per i colpi di granata, la ricerca del cibo e il tiro dei cecchini, le miserie umane e le nobiltà, i sommersi e i salvati nella grande città inerme al tiro dei mortai e dei cecchini distesa nelle valli della Bosna e Miljacka. ... tutto è scritto nelle poesie dell'assedio di Abdulah Sidran dal funebre titolo La bara di Sarajevo, nella sfinita quotidianità dei versi di Izet Sarajlić, nei diari dell'assedio di Marko Vešović, nelle tragiche prose di Dževad Karahasan, nei frammenti abbaglianti di Tvrtko Kulenović, nelle short stories di dolore e disperazione nella città assediata di Miljenko Jergović. Insieme, il drammatico racconto per immagini del fotografo Danilo Krstanović, recentemente scomparso.

Giovedì 24 Maggio 2012 - ore 20.30

Castello del Buonconsiglio, sala refettorio clesiano - Piazza Mostra (Trento)

Partecipano: Andrea Rossini (Osservatorio Balcani e Caucaso), Piero Del Giudice (curatore del libro), Dzevad Karahasan (scrittore) e Michele Nardelli (Presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani)

Accompagnamento musicale di Abner Colombo che eseguirà musiche di Johan Sebastian Bach e Eugene Ysaye


Trento, Castello del Buonconsiglio

Il manifesto dell'evento

24 Maggio 2012

I nessi del dolore

di Micaela Bertoldi

(24 maggio 2012) E' proprio vero che, come scrisse Fedro, "Peras imposti Iuppiter nobis duas" e cioè che Giove impose agli uomini due bisacce: quella dei vizi degli altri tenuta bene in vista, quella dei propri tenuta invece ben nascosta dietro la schiena.

E' questa la sensazione chiara che si ha leggendo la presa di posizione di Ilda Sangalli Riedmiller (Sinistra per Israele)e di Giuseppe Franchetti (Presidente Federazione Sionistica) a proposito della replica da loro scritta ad una riflessione condotta dal Presidente del Forum per la pace e i diritti umani Michele Nardelli sulla situazione che contraddistingue i rapporti tra Palestina e Israele.

19 Maggio 2012

Ponti da ricostruire, appartenenze da tradire.

di Michele Nardelli

(19 maggio 2012) Gaza, 1.645.500 abitanti in una piccola striscia di terra di 360 kmq, viene considerata la più grande prigione a cielo aperto del mondo. In questo inferno, dove la densità è di 4.587 abitanti per kmq (quella del Trentino con una superficie di 6.206 kmq è di 85 abitanti per kmq), nel gennaio 2009 si è consumato l'ennesimo capitolo di una guerra infinita, venti giorni di bombardamenti che portarono alla morte di più di mille palestinesi, molti dei quali donne e bambini.

In quei giorni Desmond Tutu e il compianto Václav Havel così scrivevano «... quello che è in gioco a Gaza è l'etica fondamentale del genere umano. ...  Se vogliamo evitare che la Fertile Crescent, la "Mezzaluna fertile" del Mediterraneo del Sud divenga sterile, dobbiamo svegliarci e trovare il coraggio morale e la visione politica per un salto qualitativo in Palestina».

17 Maggio 2012

Una o più patrie? Tra esilio e appartenenze

Nell'ambito di "Officina Medio Oriente" presso Sala Conferenze della Fondazione Caritro di Trento, in via Garibaldi 33, si svolgerà un incontro pubblico con

David Gerbi (esule libico di origine ebraica, psicologo e operatore di pace)

dal titolo "Una o più patrie? Tra esilio e appartenenze"

Intervengono: Micaela Bertoldi e Michele Nardelli

Introduce: Erica Mondini


Trento, Fondazione Caritro, via Garibaldi 33