25 Maggio 2016

Passi. I confini, le montagne, le guerre del Novecento

Sabato 28 maggio 2016 il Forum trentino per la pace e i diritti umani, UISP, Centro Astalli, ATAS onlus e Fondazione Museo Storico del Trentino, nell'ambito del progetto UISP "Passi: montagne da attraversare", vi invitano a una passeggiata di condivisione e racconti sul tema dei conflitti e dei confini, dalle montagne trentine alle storie di terre lontane.

La partenza è prevista alle 9.30 per quelli che intendono arrivare a Cadine con i mezzi pubblici (ritrovo presso la statua di Dante in Piazza Dante). Per quelli che preferiscono i mezzi propri, ci si trova direttamente a Cadine al Parcheggio "Fer de Caval" alle ore 10.00.
La giornata prevede: giro del Sorasass in mattinata, pranzo al sacco e visita guidata al Forte di Cadine nel primo pomeriggio.
Accompagna e interviene: Michele Nardelli.


Cadine (Trento), Parcheggio fer de caval e Forte austroungarico

La brochure dell'iniziativa

21 Maggio 2016

Reimmaginare i confini

di Ugo Morelli

(20 maggio 2016) Se vogliamo uscire dalle strettoie dei confini come gabbie, quei confini li dobbiamo reimmaginare. In questo compito storico le società locali hanno e possono avere una funzione decisiva. Quelle autonome e di frontiera, poi, potrebbero essere laboratorio di soluzioni originali.

Non si può, naturalmente, fare nulla di tutto questo oggi, senza connettere il tema dei confini con quello delle migrazioni e della crisi degli Stati-Nazione. Come si intuisce la questione è tale da indicare ai sistemi locali come Bolzano e Trento un autentico salto di qualità nel modo di pensare e di pensarsi.

27 Aprile 2016

Passi. Montagne accoglienti?

Una passeggiata interculturale tra suoni, parole, pensieri

“Un posto non può solamente esistere, deve essere inventato nell’immaginazione (Amitav Gosh, “Le linee d’ombra”). Posti e luoghi non sono quel che sono finché qualcuno non li crea con il pensiero, non li costruisce abitandoli o anche solo non li immagina, riempiendoli di significato.

Così la montagna non è solo un territorio fisico, definito da altitudine e morfologia, ma un complesso sistema culturale fatto di segni, tradizioni, esperienze, pratiche che si sono sedimentate nei secoli: un sistema culturale in continua trasformazione, impossibile da immobilizzare nel tempo.

La montagna, per le comunità trentine di lungo insediamento, rappresenta un importante elemento di costruzione identitaria. Spazio dell’economia (l’alpeggio, la silvicoltura, l’agricoltura di versante …), fronte di guerra con la tragedia della Guerra Bianca, frontiera del moderno turismo, luogo privilegiato dello svago, del tempo liberato, del loisir.

Ancora oggi, pur condizionato dai continui mutamenti culturali e sociali, la montagna rimane dunque un fattore di grande importanza nella “pratica dell’identità”: lo sci d’inverno, il trekking d’estate, il pranzo la domenica in malga o in rifugio, l’uscita in mountain bike, non sono semplici attività di svago, ma definiscono un terreno comune di identificazione comunitaria. Identità qui intesa come prodotto culturale, non come elemento primigenio, assoluto, cristallizzato fuori dalla storia.


Trento, percorso nel cuore della città e Piazza Fiera

Il programma

16 Aprile 2016

Idomeni, frammenti di vita dal campo

Al confine tra Grecia e Macedonia più di diecimila rifugiati e migranti sperano ancora che il confine venga aperto. Le loro storie si intrecciano come in un caleidoscopio nel racconto del nostro inviato (da www.balcanicaucaso.org)

di Francesco Martino

(aprile 2016) &ldquo

4 Aprile 2016

Sans-papiers o sans droit?

Una possibile lettura della protesta dei richiedenti asilo in via Brennero

di Soheila Mohebi, Razi Mohebi e Nicole Valentini

(4 aprile 2016) Il primo aprile alcuni richiedenti asilo residenti a Trento hanno organizzato una manifestazione di protesta che ha bloccato il traffico di via Brennero per qualche ora. I manifestanti hanno esibito dei cartelli nei quali reclamavano i loro diritti alla protezione, alla giustizia e alla salute. Un giovane manifestante interrogato sui motivi della protesta ha affermato di voler solo avere il diritto di studiare e di lavorare. Ha poi aggiunto che alcuni richiedenti bisognosi di cure devono aspettare fino a due settimane per andare dal medico. Il Presidente della Provincia Ugo Rossi ha affermato che nove richiedenti che sono stati identificati verranno espulsi dal programma di accoglienza.

Questa la premessa dei fatti, ma chi sono queste persone e cosa li ha spinti ad organizzare questa protesta? I protagonisti di questa vicenda appartengono tutti ad un gruppo di richiedenti asilo ospitati presso la Residenza Brennero, eppure in comune non hanno solo il domicilio. Come affermato dagli stessi, molti di loro sono in attesa di una risposta da almeno due anni. Cosa è accaduto in questo tempo? Non abbiamo dati o testimonianze disponibili, possiamo però ricostruire alcuni eventi attraverso gli articoli apparsi in questi due anni sui giornali trentini e aventi come protagonisti i richiedenti della Residenza Brennero. Forse qui potremmo trovare, se non la risposta a queste domande, almeno uno spunto che inviti alla riflessione. Rivediamo quindi questi eventi in ordine cronologico:

 

9 Marzo 2016

Mediterraneo, l’Europa allo specchio

Incontro con l'eurodeputata Kashetu Cécile Kyenge
 
Prima presentazione in Italia del progetto di relazione che rappresenterà il documento di riferimento per la politica europea sulle migrazioni nel Mediterraneo.

Le politiche migratorie attuate negli ultimi vent’anni in Europa hanno inteso la migrazione come un fenomeno di carattere emergenziale e fortemente collegato al tema della sicurezza. Un tale approccio non è riuscito a incidere né sulle cause che spingono milioni di persone ad abbandonare i loro Paesi né a gestire in modo costruttivo la presenza dei migranti nei Paesi d’arrivo. Diventa dunque prioritario un cambio di rotta che poggi le sue fondamenta sui principi della solidarietà e della piena condivisione delle responsabilità tra gli Stati aderenti al...l’UE al fine di gestire in modo coordinato e solidale le frontiere esterne dell’Europa.

Presentazione del rapporto
Kashetu Cécile Kyenge, Europarlamentare eletta nella
Circoscrizione dell’Italia nord-orientale

Introduce
Luca Zeni, Assessore alla Salute e alle Politiche Sociali della
Provincia autonoma di Trento

Modera
Mauro Cereghini, Presidente del Centro per la Formazione alla
Solidarietà Internazionale

Intervengono
Rappresentanti delle Istituzioni, dell’Università, della ricerca, del sociale, della solidarietà internazionale, dei media

Trento, Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, vicolo San Marco 1
9 Marzo 2016

Nei luoghi del dolore, per riprendere il bandolo della matassa

“Tempi interessanti” (38)

Abbiamo fatto bene ad andare al Brennero sabato scorso, per manifestare il nostro sdegno verso il riapparire dei confini e del filo spinato in un’Europa che ci auguravamo li avesse archiviati. Non era così, nella cultura come nei comportamenti. Perché Schengen ha facilitato sì la circolazione interna ai paesi dell’Unione Europea, ma l’ha resa una fortezza umiliante ai suoi confini, discriminando migranti e profughi provenienti da altri continenti o da quell’altra Europa, cinicamente immaginata come terreno sperimentale di un’interessata postmodernità. E considerato che aperti e solidali non lo si è a corrente alternata, ora in molti hanno pensato bene che ripristinare le frontiere nazionali, oltre a meglio rispondere al proprio immaginario, potesse rappresentare quel senso di paura e di xenofobia che serpeggia fra la gente laddove tende a prevalere l’idea che ci si possa salvare da soli di fronte alle grandi contraddizioni del nostro tempo...

4 Marzo 2016

Rifugiati: il muro macedone

La solitudine in cui viene abbandonata la Grecia è solo il più recente segnale dello smarrimento dell'Europa nella gestione della crisi dei rifugiati (da www.balcanicaucaso.org)

di Andrea Oskari Rossini*

(4 marzo 2016) Le nuove procedure introdotte lungo la rotta balcanica stanno comportando nei fatti la progressiva chiusura della rotta stessa. È

3 Marzo 2016

Frontiere, confini, migrazioni, cittadinanze

Alle radici della paura / 2

Nell'ambito del percorso "Fra il non più e il non ancora" proposto dall'associazione "territoriali#europei"

Venerdì 11 marzo 2016, alle ore 20.30 presso il Social Store, Via Calepina 10 a Trento

Incontro con Cecile Kyenge (europarlamentare e ex Ministra all'Integrazione)

Intervengono: Vincenzo Passerini (presidente Cnca - Trentino), Vanja Zappetti (Welcome Refugees Bolzano e Brennero) e Federico Zappini (associazione territoriali#europei)

Il dialogo sarà moderato da Simone Casalini (caporedattore Corriere del Trentino)

 


Trento, Social Store, via Calepina 10
19 Febbraio 2016

Un Brennero che unisce. Le adesioni

Quello che segue è un appello firmato da numerosi esponenti del mondo politico, sociale e culturale per dire no al ripristino di barriere contro le persone al confine del Brennero. L’appuntamento è sabato prossimo 20 febbraio 2016, alle ore 11.00 per una catena umana sulla linea del vecchio confine.

Riteniamo che l‘annunciata intenzione delle autorità austriache di costruire al Brennero una barriera per separare e registrare i migranti, sia incompatibile non solo con l‘idea di un‘Europa aperta, ma sia anche inconciliabile con il profondo significato anti-nazionalista che è racchiuso nella nostra autonomia speciale. Come ha scritto qualche tempo fa étienne Balibar: i confini sono sempre meno geografici e sempre più sembrano ritagliarsi la funzione di “frontiere per l‘interiorità”, diventando non solo la linea che divide due Stati, ma il luogo nel quali sono in gioco “le concezioni del mondo” e quindi – anche – “le concezioni dell‘uomo”. E se in questo modo i confini diventano il punto “in cui bisogna scegliere” – quali i migranti e chi è di casa, quali i cittadini e chi non ha cittadinanza, dove quelli che i diritti li hanno e dove gli altri che invece, solo, li richiedono – il prossimo sabato 20 febbraio alle ore 11 saremo al passo del Brennero per darci la mano, disposti al di qua e al di là di un confine che non vogliamo diventi una linea d‘esclusione.

Per aderire scrivere a Giovanni Agostini giovanni.agostini@consiglio.provincia.tn.it (vedi di seguito l’elenco delle persone aderenti)