6 Ottobre 2025

Gaza, la Global Sumud Flotilla e noi.

Mercoledì 8 ottobre 2025, ore 18.00, presso la libreria due punti, via San Martino 78 a Trento

Dialogo con Ivan Grozny Compasso

Evento in collaborazione tra libreria due punti e Il T quotidiano.

 

Gaza – e i suoi cittadini – da due anni sono vittime di una violenza indicibile. Migliaia di morti e migliaia di feriti. Milioni di persone lasciate senza casa, senza cibo, senza nessun sostegno sanitario.

Il popolo palestinese – a Gaza, quanto in Cisgiordania – da decenni subisce l’occupazione israeliana, attraverso una strategia coloniale che coordina nuovi insediamenti, pressione militare e violazione costante di una miriade di norme del diritto internazionale.

 

 

2 Ottobre 2025

Chi era Edward Said?

Pubblichiamo un estratto dalla prefazione di Tony Judt al volume di Edward Said, La pace possibile (Il Saggiatore).

Quando morì, nel settembre 2003, dopo aver lottato per un decennio con la leucemia, Edward Said era forse l’intellettuale più conosciuto al mondo. Orientalismo, il suo controverso libro sull’assimilazione dell’Oriente nel pensiero e nella letteratura dell’Europa moderna, ha dato origine a un intero filone di studi universitari, e a un quarto di secolo dalla sua uscita continua a suscitare irritazione, venerazione e tentativi di imitazione. Se anche non avesse scritto altro e si fosse limitato a insegnare alla Columbia University di New York – dove lavorò dal 1963 alla morte – Said sarebbe comunque uno degli studiosi più importanti del tardo Novecento.

Ma non si limitò a insegnare. A partire dal 1967, animato da una passione e da un’urgenza crescenti, Edward Said fu anche un commentatore eloquente e assiduo della crisi mediorientale e un sostenitore della causa palestinese. Questo impegno morale e politico a ben vedere non rappresentò uno spostamento dei suoi interessi intellettuali: la sua critica dell’incapacità occidentale di comprendere l’umiliazione dei palestinesi riprende l’interpretazione della letteratura e della critica dell’Ottocento condotta in Orientalismo e in opere successive (in particolare Cultura e imperialismo, uscito nel 1993). Tuttavia, questa scelta trasformò il professore di letteratura comparata della Columbia in una figura decisamente pubblica, adorata ed esecrata con pari intensità da milioni di lettori.

 

18 Settembre 2025

Per Gaza. Per la Palestina

Il Governo israeliano da mesi porta avanti un’operazione che oggi persino un comitato indipendente delle Nazioni Unite definisce per quello che è: un genocidio contro la popolazione di Gaza.

Donne, uomini e bambini vengono privati di acqua, cibo, medicinali, della possibilità stessa di vivere. Con l’invasione dell’esercito a Gaza City e i bombardamenti incessanti, il governo Netanyahu – con il pieno sostegno dell’amministrazione americana – ha imposto deportazioni di massa e un’occupazione militare brutale, calpestando ogni logica umanitaria.

In queste ore l’emergenza è drammatica. Decine di imbarcazioni sono partite da porti europei e nordafricani: è la Global Sumud Flottilia, una missione internazionale per rompere l’assedio e portare cibo e medicinali alla popolazione stremata.

11 Settembre 2025

Viaggio della Memoria 2025 in Bosnia Erzegovina. Una mattinata formativa a Parma.

Organizzato dal Liceo classico "Romagnosi" di Parma si svolgerà nel mese di settembre un Viaggio della Memoria in Bosnia Erzegovina, rivolto a studenti dell'ultimo anno dei Licei di Parma, che vede l'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Parma come partner.

Il Viaggio della Memoria in Bosnia 2025 (il quarto che realizziamo dal 2017) farà tappa a Mostar, Konjic, Sarajevo e Srebrenica e avrà come focus la guerra in Bosnia, con uno sguardo anche alle dinamiche precedenti (Jugoslavia titina) e presenti (situazione Balcani oggi).

Venerdì 12 settembre, dalle ore 9.00 alle 12.30, presso la sala dell'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Parma, Vicolo delle asse 5) è previsto un incontro di approfondimento, in modo da fornire agli studenti e agli insegnanti gli strumenti per "leggere" più consapevolmente le tracce passate e presenti di una storia complessa, come quella bosniaca/jugoslava.

 

6 Settembre 2025

Basta guerra a Gaza. Presidio per la Pace

Sabato 6 settembre 2025, alle ore 17.00

a Trento, presso i girdini di Piazza Garzetti

 

in concomitanza con l'avvicinamento al Porto di Gaza delle centinaia di imbarcazioni provenienti da tutto il Mediterraneo,

nell'intento di rompere l'assedio, portare aiuti alimentari alla popolazione civile e far sentire la voce di protesta di ogni parte del mondo per il genocidio in corso in Palestina

per fermare il nuovo capitolo di occupazione dei territori della Cisgiordania in spregio verso ogni risoluzione delle Nazioni Unite

 

ANPI del Trentio, ARCI del Trentino, Centro per la Pace di Rovereto, Cgil del Trentino, Unione degli Studenti Universitari, FNSI, Comunità islamica trentina propongono

un Presidio per fermare il massacro in corso e riaffermare il pieno diritto della popolazone palestinese a vivere nella loro terra.

 

Non far mancare la tua voce.

5 Settembre 2025

Dove Sharon porterà Israele? Un articolo di Edward Said, ventiquattro anni dopo.

Questo articolo è stato scritto l'8 febbraio 2001. Non è un errore, è stato pubblicato proprio ventiquattro anni fa. A scriverlo due anni prima di morire fu Edward Said, uno dei più prestigiosi intellettuali palestinesi, scrittore tradotto in ogni parte del mondo ("Orientalismo" il suo grande capolavoro) e docente alla Columbia University di New York, poco prima dell'elezione di un assassino come Ariel Sharon a primo ministro dello Stato di Israele. Come Said prevedeva, quella elezione sarebbe stata foriera di un tempo buio. Ma non immaginava certo così buio. Perché in questo quarto di secolo alcuni di quei caratteri che egli ben conosceva del sionismo sono diventati strategia genocida verso il popolo palestinese. Ma, ciò nonostante, credo che Edward Said avesse ragione nel ritenere che quella china non avrebbe che portato Israele al suicidio.

 

di Edward Said

Si racconta che il famoso scrittore Guy de Maupassant, subito dopo che fu costruita la Torre Eiffel, andasse in giro per la città a dire senza posa quanto non gli piacesse quella grossa struttura. Tuttavia, andava a pranzo ogni giorno nel ristorante della Torre stessa. Quando gli fu chiesto che cosa giustificasse questo paradosso del suo comportamento, Maupassant rispose tranquillo: "Ci vado perché è l'unico posto a Parigi da dove non si abbia a guardare e nemmeno si possa scorgere la Torre".

La mia impressione generale è che per la maggior parte degli israeliani la loro nazione sia invisibile. Abitare in essa significa una sorta di cecità o incapacità a vedere che cosa sia e che cosa sia stata e, di più, una mancanza di volontà di comprendere che cosa sia stata per gli altri nel mondo e in particolar modo nel Medio Oriente.

 

26 Luglio 2025

Anche a Trento disertiamo il silenzio su Gaza

Appuntamento domenica 27 luglio, alle ore 21.45, in Piazza del Duomo a Trento (analoghe iniziative si svolgeranno in tutto il Trentino)

L’assordante silenzio attorno al genocidio in corso a Gaza non è più accettabile. Come singole persone comuni, così come membri di associazioni, gruppi di attivismo e partiti politici, non abbiamo intenzione di smettere di far sentire la nostra voce perché le istituzioni locali, nazionali ed europee si attivino e facciano pressioni con tutti gli strumenti di cui dispongono non solo per arrivare nel più breve tempo possibile ad un cessate il fuoco, ma anche per favorire l’accesso nella Striscia di acqua, cibo, farmaci e quant’altro sia necessario per permettere alla popolazione civile di sfuggire alla morsa della carestia. Affamare un popolo è un crimine di guerra, uccidere minori, donne e uomini mentre sono in fila con una ciotola e tanta pazienza per una razione di cibo è quanto di più disumano si possa attuare.

 

13 Luglio 2025

Cinque per cento in armi… Forse “solo un dio ci può salvare”

di Marco Revelli *

(10 luglio 2025) Il cinque per cento del PIL!!! Quando al vertice NATO dell’Aja del 24 e 25 giugno il Segretario Generale dell’Alleanza Mark Rutte ha sparato quella cifra iperbolica, in molti hanno pensato che fosse una sorta di scherzo, come dire? Un corollario dell’imbarazzante messaggio grondante servilismo da lui indirizzato, la vigilia, a Donald Trump, da prendere come la captatio benevolentiae di un maggiordomo zelante priva di valore reale. Un grido nel buio per confermarsi di esistere…

Quella percentuale corrisponde a una cifra terrificante: quasi un trilione di euro. Mille miliardi che ogni anno i Paesi europei aderenti alla Nato si impegnano a spendere dal 2035 per il settore militare . Un malloppo che fa impallidire il già mostruoso ReArm Europe di Ursula von der Layen. E che costituisce più del triplo dell’attuale spesa militare dei Paesi UE consistente in circa 330 miliardi, mica poco dal momento che già ora(!) rappresentano il doppio della spesa militare russa, la quale nel 2024, in piena guerra con l’Ucraina, non ha superato i 150 miliardi.

1 Luglio 2025

Nazionalismi e pulizia etnica in Bosnia Erzegovina (Prijedor 1990-1995)

Presentazione del saggio di Simone Malavolti «Nazionalismi e "pulizia etnica" in Bosnia Erzegovina (Prijedor 1990-1995)», Pacini Editore, 2024

 

Martedì 1 luglio 2025, ore 20.00

Mori (TN), Oratorio parrocchiale, Via G.Battisti

Un incontro dedicato alla storia e alla memoria di uno dei capitoli più drammatici della dissoluzione jugoslava. Prijedor, teatro di atrocità negli anni ‘90, diventa il centro di un’analisi che intreccia ideologia, violenza, media e geopolitica.

Prijedor, cittadina bosniaca di quella che un tempo era la Jugoslavia, sale alla ribalta della cronaca internazionale per le terrificanti immagini dei corpi emaciati dietro il filo spinato di un campo di concentramento. È solo la punta dell’iceberg di un progetto iniziato con l’occupazione militare della città da parte dei nazionalisti serbi nella notte del 30 aprile 1992.

Un’escalation di violenza di massa che provocherà la fuga e la deportazione di migliaia di cittadini, l’internamento di 5.000 persone, l’uccisione di oltre 3.000 individui, la distruzione di interi villaggi e l’imposizione di una memoria pubblica unilaterale e negazionista.

 

Introduce e modera

Edvard Cucek, Gruppo Bosnia Mori – Brentonico

Intervengono

Simone Malavolti, autore del libro

Edin Ramulic, ricercatore e Attivista di "Jer me se tie" (Perché mi riguarda) Prijedor (BiH)

Michele Nardelli, scrittore, già presidente del Forum Trentino per la pace e i diritti umani

25 Giugno 2025

Quale Dio dopo Gaza

Cari amici,

“Dio mio, Dio mio, perché ti abbiamo abbandonato?”. Questo rovesciamento del Salmo 22 sarebbe, come ci viene suggerito, la preghiera più appropriata a questo punto della storia umana: dovrebbe essere unanime, oltre ogni distinzione tra credenti e non credenti, perché dopo Francesco l’umanità non può che essere riconosciuta come una cosa sola, amata nella sua integrità, non condannata ad essere divisa tra “benedizione” e “maledizione” secondo la sorte che ne ha preconizzato Netanyahu all’ONU.

Tanto più questa unità si impone, quando nel pieno del genocidio di Gaza, compare la bomba più grande del mondo, che non ha neanche bisogno di essere nucleare per soggiogare e mettere a repentaglio la terra; una bomba che eventualmente, bontà sua, può cancellare il Cremlino, la piazza della Pace celeste a Pechino o il “Berlaymont” di Bruxelles, mentre provoca l’ovvia ritorsione dell’Iran. Allusivamente si chiama B2 (Bibi) Spirit, ispirata al patto d’acciaio che unisce il Pio Torturatore (in preghiera al Muro del Pianto) e il grande Mentitore che assicura due settimane di attesa mentre i suoi bombardieri sono già in volo senza scalo. Non c’è pietà, mentre il diritto, più che trasgredito, è oltraggiato, e la volontà di morte, che papa Francesco nelle sue ultime parole del messaggio di Pasqua sperava si rovesciasse in una umanità risorta, dilaga nel mondo.

31 Maggio 2025

Rima Hassan: «La liberazione non è la Palestina nella mappa ma è il ritorno»

Intervista all'europarlamentare della France Insoumise, prima palestinese a ricoprire un simile ruolo: «Antisemitismo, nazismo, colonialismo sono nati in Europa, per questo la soluzione va trovata qui. La liberazione non è uno stato, non è la Palestina nella mappa, ma è il ritorno. Non vogliamo un’altra Nakba, ma vivere con uguali diritti sulla nostra terra»

a cura di Chiara Cruciati *

Rima Hassan sta per imbarcarsi. Il primo giugno, con altri attivisti politici tra cui Greta Thunberg, salirà sulla Madleen a Catania. Destinazione Gaza, la nuova sfida della Freedom Flotilla dopo il raid israeliano che poche settimane fa ha messo fuori uso una nave della coalizione al largo di Malta. Europarlamentare eletta con la France Insoumise, prima palestinese della storia, Hassan ha alle spalle un lungo attivismo politico. L’abbiamo incontrata a Napoli.

Perché salirà a bordo?

È una questione di coerenza, la lotta per il popolo palestinese va combattuta su diversi fronti, nelle strade, in azioni come quelle della Flotilla o la Marcia globale verso Rafah, a livello politico dentro i parlamenti. Siamo chiamati in causa in quando cittadini. La nostra è una piccola barca, non porterà aiuti: si tratta di un’azione politica e simbolica. Se ho paura? Mi rifiuto di averla, l’obiettivo di Israele è paralizzarci, generare terrore nell’esprimere un’opinione.

Che dfficoltà incontra all’Europarlamento? Quanto il suo immobilismo è imputabile alle distanze tra gruppi e alle divisioni interne ai progressisti?

L’accordo di associazione tra Ue e Israele poteva essere sospeso subito: le violazioni dei diritti umani, come previsto all’articolo 2, erano già state documentate. Erano stati documentati apartheid, occupazione, detenzioni arbitrarie, omicidi, distruzione di villaggi. Solo adesso, dopo venti mesi e le grandi mobilitazioni di piazza, Kaja Kallas è riuscita a mettere insieme una maggioranza di stati per riesaminare l’accordo, non per sospenderlo. Alla commissione dove lavoro, quella per i diritti umani, ho provato di tutto per far per far approvare un testo sui diritti dei palestinesi, sui bambini, le infrastrutture civili distrutte…tutti bloccati dai gruppi progressisti.

9 Maggio 2025

Fermiamo l’eccidio di Gaza, fermiamo il piano Netanyahu

Contro genocidio e occupazione, per l'autodeterminazione palestinese, per il rispetto del diritto internazionale e umanitario

 

Presidio

Sabato 10 maggio 2025 - ore 17.30

Trento, Piazza Loderon

 

Il piano approvato dal Consiglio di Sicurezza del Governo israeliano che prevede l’invasione, l’occupazione e l’annessione della Striscia di Gaza ad Israele, con la deportazione e l’espulsione della popolazione palestinese, viola i più elementari fondamenti del diritto internazionale e umanitario e darà vita a nuove violenze, guerre e potrà condurre solo a una ulteriore destabilizzazione della regione mediorientale.

Ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica, al Governo, al Parlamento italiano, alle istituzioni europee e internazionali affinché agiscano con immediatezza, mettendo in campo ogni strumento politico, diplomatico e di pressione economica nei confronti del governo di Israele per chiedere di fermare immediatamente questo piano di occupazione e deportazione del popolo palestinese dalla propria terra.