Molte delle fosse comuni del conflitto degli anni '90 nell'area di Prijedor, in Bosnia Erzegovina, si trovano all'interno di complessi minerari. Che ora vengono progressivamente privatizzati senza alcuna garanzia di tutela nei confronti di questi luoghi della memoria.
(30 gennaio 2019) Un’altra svolta triste del, fino ad oggi, impossibile processo di condivisione in Bosnia Erzegovina del passato recente e del conflitto degli anni novanta. La città di Prijedor, nella Bosnia settentrionale – sul cui territorio e nei territori limitrofi vennero rinvenute decine di fosse comuni – è nuovamente protagonista di una mossa sconcertante del governo locale.
“La Banca dello sviluppo ' degli investimenti della RS il 30 gennaio di quest'anno, notizia confermata dalla Direttrice Snjeana Vujni e trasmessa dai vari giornali del 5 novembre scorso, attraverso la borsa di Banja Luka, venderà un pacchetto di azioni della “Miniera di ferro Ljubija' di Prijedor. Vendendo il 65% del capitale statale delle miniere il Governo della RS 'vende' complessivamente anche quattro fosse comuni che saranno di proprietà del futuro proprietario di maggioranza”, ha reso noto Mirsad Duratovi, presidente dell’Associazione dei detenuti di campi di concentramento “Prijedor ‘92” in un'intervista rilasciata lo scorso 6 gennaio al quotidiano bosniaco Avaz.












