18 Maggio 2026

Borghi, spopolamento e nuovi stili di vita

Nell'ambito della XXI edizione del Festival dell'Economia

(Trento, 20 – 26 maggio 2026)

 

Giovedì 21 maggio 2026, ore 14.30

Trento, Sala di Rappresentanza – Palazzo Geremia



Un confronto sul tema

Borghi, spopolamento e nuovi stili di vita



partecipano

Aldo Bonomi, Fondatore e coordinatore, Consorzio AASTER

Maria Carmela Colaiacovo, Presidente, Gruppo Il Sole 24 ORE

Luisa Corazza, Università del Molise

Paola Dezza, Il Sole 24 Ore

Stefano Bruno Galli, Università di Milano

Michele Nardelli, Scrittore

9 Maggio 2026

Perfido – Porfido

Le Acli trentine, in collaborazione con l'Osservatorio trentino legalità, Più democrazia in Trentino, Coordinamento Lavoro Porfido 

promuovono un incontro dibattito

 

"Perfido - Porfido"

Sabato 9 maggio 2026, ore 9.30

Sede provinciale ACLI - Trento, via Roma 57

 

 

 

La presenza mafiosa di tipo 'ndrangatista per la prima volta accertata in Trentino dalle risultanze del processo "Perfido".

Davvero eravamo convinti di esserne immuni?

Un ragionamento pubblico sulla base della sentenza definitiva, per restituire alla comunità trentina quanto emerso in sede giudiziaria e stimolare un possibile percorso di riscatto.

18 Gennaio 2026

La montagna oltre la neve. Un interessante articolo nella rivista del Touring Club

Si stanno avvicinando le Olimpiadi invernali di Milano – Cortina 2026, evento che coinvolge oltre il Veneto e la Lombardia (Regioni che le hanno fortemente volute) anche il Trentino e l'Alto Adige / Südtirol. Erano state presentate all'insegna della sostenibilità e dell'utilizzo delle infrastrutture esistenti, ma nel frattempo i budget sono lievitati in maniera esponenziale, come era già accaduto con le olimpiadi invernali di Torino (2006), come avevamo previsto nel capitolo dedicato alle Olimpiadi invernali in “Inverno liquido” e come descrive Gigi Casanova nei suoi libri e nell'articolo che potete trovare nella home page dedicato al fallimento del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e dell'“Agenda Olimpica 2020 + 5”.

Oltre all'insieme delle contestazioni di Casanova, non si può nascondere che di neve naturale sulle aree sciistiche delle Olimpiadi 2026 ce n'è davvero pochina, a testimoniare l'impatto del cambiamento climatico sugli ecosistemi montani.

Una realtà inequivocabile che emerge anche da un interessante articolo del giornalista Tino Mantarro pubblicato sulla rivista del Touring Club con il titolo “La montagna oltre la neve” che potete trovare in allegato: la quasi totalità degli impianti vive solo grazie all'innevamento artificiale, con un impatto sempre più insostenibile che viene scaricato sulle istituzioni, sulle comunità locali e sugli utenti dello sci. Che impone una svolta radicale nel rapporto con la montagna e le sue risorse.

Buona lettura. (m.n.)

PS. A proposito di impatto ambientale delle Olimpiadi invernali 2026 visionate il servizio del quotidiano la Repubblica https://www.repubblica.it/green-and-blue/2026/01/16/news/olimpiadi_milano-cortina_2026_fotoconfronto_prima_e_dopo_i_lavori-425097539/?ref=RHLM-BG-P23-S3-T1-i254 

4 Ottobre 2025

L’Alto Adige/Südtirol e il supersfruttamento turistico. Proposte concrete per uscirne

di Thomas Benedikter *

In Alto Adige/Südtirol il supersfruttamento turistico si è fatto largo già da tanti anni. Oggi le cifre marcano questo territorio come una destinazione turistica per eccellenza in Europa ma questa industria, pur avendo già superato i limiti di sostenibilità ecologica e sociale, non smette di crescere.

Ne cito alcune per inquadrare il fenomeno: nel 2024 la regione ha registrato l’arrivo di 8,7 milioni di turisti e 37,1 milioni di pernottamenti turistici, scontando quelli nelle seconde case. Nonostante un limite massimo applicato alla costruzione di nuove strutture ricettive – freno legislativo del 2022 che non ha funzionato – il numero di letti prenotabili nel febbraio 2025 ha superato 260mila unità, quindi un letto turistico per ogni due residenti.

L’intensità turistica (pernottamenti per 1.000 abitanti) è quella più alta di tutte le Alpi orientali; la sua densità ricettiva (letti per chilometro quadrato) si trova sopra la media alpina. Tra le aree turistiche più assediate in tutta la penisola, nel 2024 ha raggiunto il terzo posto nella graduatoria delle regioni Nuts-II dell’Unione europea (intensità turistica). Il Comune di Castelrotto, settemila abitanti, nel 2024 ha registrato 1,8 milioni di pernottamenti, cioè quasi tre volte i residenti. Un ultimo dato significativo: l’Alto Adige/Südtirol ogni anno ospita un numero di turisti pari al 60-61% di quello annualmente registrato nell’intera Svizzera, destinazione turistica di fama mondiale e un Paese di nove milioni di abitanti.

14 Agosto 2025

Qualcosa si muove sotto la superficie. Forse un altro modo di abitare la montagna.

di Rita Salvatore *

Nel riflettere sulle dinamiche socio-relazionali attualmente presenti in molti luoghi delle nostre montagne risuonano con particolare enfasi le parole che James Clifford scrisse alcuni decenni fa in un testo divenuto ormai un classico delle scienze sociali contemporanee, con riferimento alla categoria di cultura identitaria.

Le culture non sono mai né pure né statiche: sono costantemente in relazione, attraversate da scambi, conflitti, prestiti, traduzioni […] ogni cultura è frutto di viaggi, migrazioni, transiti. I frutti puri impazziscono. Le identità più forti, quando isolate, marciscono. Le culture non si conservano, si vivono – in relazione, in tensione, in traduzione […] l’ibridazione è la condizione stessa della modernità.

Dunque, se è vero – come è vero – che ogni realtà sociale è in continuo movimento, senza confini netti tra centro e periferia, tra città e campagna, tra pianura e montagna, allora questa verità ci appare ancora più evidente oggi, soprattutto quando ci immergiamo nei paesi delle terre alte. Qui ci sono anche quei luoghi che il Rapporto Montagne Italia 2025 dell’UNCEM racconta come segnati da una “stagione del risveglio”: un’espressione che dice molto. Perché qui, dove per anni si è solo parlato di spopolamento e di declino, oggi si intravede qualcosa di nuovo. Per la prima volta dopo molto tempo, tra il 2019 e il 2023, più persone sono salite in montagna per andarci a vivere di quante se ne siano andate via: quasi 100.000 in più. Ma la vera sorpresa è che oltre 64.000 di queste sono italiane. Giovani, spesso ben formati, con idee, progetti, voglia di fare. Non una fuga verso luoghi lontani e isolati, ma una scelta consapevole. Si tratta certo solo di un segnale, ma carico di significato. Un segnale che invita a riflettere, perché – al di là delle previsioni più fosche e della condanna implicita contenuta nel nuovo Piano strategico per le aree interne emanato dal governo, che sembra decretare l’irreversibilità dello spopolamento in alcune zone – la vita continua comunque a pulsare. Sotto la superficie, qualcosa si muove. Forse un nuovo inizio. Forse un altro modo di abitare la montagna, trainato da nuovi abitanti e da nuove pratiche di vita, ma che evidentemente ha bisogno di essere consolidato e sostenuto attraverso un’altrettanto nuova stagione politica, per potersi imporre come un cambiamento strutturale e non solo congiunturale.

4 Luglio 2025

Cosa significa essere poveri? Una denuncia e qualche traccia di lavoro.

di Federico Zappini

Socialismo o barbarie. Il celebre motto di Rosa Luxemburg risuona oggi con una pregnanza che impressiona. Non si tratta di nostalgia ideologica o di una provocazione. Il sistema neoliberista accumula macerie – crisi ricorrenti, premesse di collasso ecologico, moltiplicazione dei fronti di guerra a “normalizzazione” dell’instabilità globale – tanto da ostruire ogni proiezione verso destini desiderabili. Non stupisce che l’uso della forza diventi il linguaggio utilizzato per intervenire in ogni questione, geopolitica, economica o migratoria che sia.

È di fronte a questo quadro destabilizzato che dobbiamo collocare la questione cruciale del nostro tempo, ossia la sfida per la giustizia sociale. Al centro di questa sfida sta il tema delle povertà, vlutamente poste al plurale per descriverne la varietà di cause e conseguenze.

Non si scappa dai numeri

Non mancano i numeri per analizzare i contorni del fenomeno. Anzi, essi compongono ormai un doloroso rosario. L’ultimo rapporto in ordine di tempo è quello nel quale Caritas fotografa un aumento del 62% delle richieste di supporto nell’arco di dieci anni (2014/2024), intercettando nella prossimità dei propri centri l’ampliarsi delle fragilità che colpiscono famiglie e singoli, in particolare anziani o lavoratori poveri tra i 35 e i 50 anni. Si tratta della spia di una tendenza che attraversa la società italiana.

12 Giugno 2025

A otto minuti dal Sole. L’energia come bene comune

Con le Comunità energetiche rinnovabili si è attuata una rivoluzione del mercato: l’energia è passata da essere un servizio di pubblica utilità a bene comune che si sottrae al mercato e al profitto, al quale tutti possono accedere. Alla base delle Cer c’è il principio della porta aperta che consente a tutti di parteciparvi nel rispetto delle condizioni stabilite.

di Alessandro Mengoli *

Quale elemento è più intimamente legato al vivente? Quale elemento è più necessario agli organismi viventi dell’energia? Che cosa provvede ad alimentare ogni minuto i processi metabolici? Persino l’ulivo di Cordova, che da mille anni non si è mai spostato, ha bisogno dell’energia del Sole. Lo stesso vale per il genere umano che alla fatica di vivere dell’ulivo aggiunge anche quella di spostarsi. Con il fuoco, che secondo la mitologia riceve in dono da Prometeo dopo averlo rubato agli Dei, l’umano compie la prima trasformazione volontaria dell’energia, scoprendo che può mangiare meglio, può riscaldarsi, può illuminare la notte.

12 Maggio 2025

Le mani sulla città. Osservazioni tra le righe di un’inchiesta.

di Federico Zappini *

Ho visto crescere l'”Operazione sciabolata” da vicino, dentro una delle zona della città di Trento (il quartiere di San Martino) che frequento di più. Nel biennio del Covid ho visto crescere la presenza di uno dei gruppi protagonisti nelle dinamiche di spaccio, di riciclaggio di denaro e di tentativi di corruzione nei confronti di società pubbliche.

Non posso dirmi stupito. I comportamenti sopra le righe erano visibili. Se c’è un sentimento che ha attraversato questi anni (lunghi e faticosi, soprattutto per alcuni e alcune in quartiere) di convivenza forzata è la frustrazione, sostituita solo in parte oggi dal sollievo per l’emersione di un quadro accusatorio ampio e circostanziato. Chi si occupa della cosa pubblica non può accontentarsi della cronaca giudiziaria, ma deve trarre da essa qualche insegnamento più generale.

Il nostro sguardo strabico sulla droga

Nei confronti dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti corriamo il rischio di vivere dentro un pericoloso corto circuito interpretativo. Ciò che ogni giorno viene denunciato è lo “spaccio a cielo aperto” che coinvolge nello spazio pubblico chi si occupa soprattutto della vendita delle cosiddette droghe leggere, oltre il 60% del traffico globale secondo vecchie stime. Si tratta in genere di fasce marginali della società, manodopera precaria dentro un pezzo di mercato che si potrebbe – e dovrebbe – asciugare con interventi di legalizzazione progressiva, capaci di sviluppare in parallelo processi di controllo e di cura, di gestione trasparente e di educazione all’uso consapevole.

 

14 Aprile 2025

Panarotta, fra crisi e opportunità

Mercoledì 16 aprile 2025, ore 20.30

Pergine Valsugana, Auditorium Don Milani (via Monte Cristallo 2)

 

Una serata sul futuro della Panarotta

 

Intervengono

Giacomo Poletti, ingegnere ambientale

Stefano Musaico, attivista ambientale, autore del progetto "Panarotta: una montagna di comunità"

Michele Nardelli, saggista e scrittore, autore del libro "Inverno liquido"

Alberto Frisanco, candidato sindaco a Pergine Valsugana

Modera l'incontro

Viola Ducati, attivista Rete Climatica Trentina

 

13 Aprile 2025

Restanza. Qualità della vita nelle comunità di montagna.

Sette serate per 7 valori 

L'associazione Destinazione Val di Cembra promuove 7 incontri pubblici sui valori del Cammino delle terre sospese. 

 

Martedì 15 aprile 2025, alle ore 20.30 

Grauno - Altavalle, Sala consiliare ex Municipio

 

RESTANZA

Qualità della vita nelle comunità di montagna.

Un patto tra restanti, ritornanti e arrivanti.

 

Ne parliamo con

Michele Nardelli, scrittore e ricercatore politico e

Domenico Sartori, giornalista

2 Aprile 2025

Le comunità di montagna e l’idea di una nuova economia della neve

di Aldo Bonomi

Abbassare lo sguardo al territorio per commentare un lavoro di ricerca come quello portato avanti da Legambiente nel suo monitoraggio annuale sullo stato dell’industria della neve nella montagna italiana può apparire esercizio velleitario, perché la crisi ecologica morde, ma non certo quanto la crisi da riarmamento, che sostenibile non potrà mai esserlo per definizione.

Il rapporto sullo stato dell’inverno liquido ha il merito di porre in luce il confronto tra due visioni della comunità locale in evoluzione dialettica sui territori alpini e appenninici. Da un lato, ciò che resta dell’industria fordista che insegue sempre più in alto la ritirata delle nevi a suon di investimenti, non sempre razionali a quanto pare, in nuovi impianti di risalita e in bacini artificiali di raccolta delle acque per alimentare la produzione di neve a quote medie. Dall’altra, tracce di comunità in itinere che partendo dalla coscienza di luogo sperimentano modalità dolci di fruizione turistica della montagna cercando di tradurre anche sul piano degli interessi materiali le istanze di un cambiamento strutturale reso necessario dal cambiamento climatico.

 

30 Novembre 2024

Prendere Parola. Il documento di area Cisl a favore della mobilitazione del 29 novembre scorso.

Nei giorni precedenti lo sciopero generale promosso da CGIL, UIL e Rappresentanze di base è stato dato scarso rilievo al documento promosso da un centinaio di esponenti CISL (fra i quali Sabino Pezzotta, già segretario naz.le della CISL, Gianni Italia e Adriano Serafino, già segretari nazionali della FIM, Gian Giacomo Migone, intellettuale di primo piano del movimento sindacale) di dissenso rispetto alla scelta della CISL di non promuovere con le altre sigle la mobilitazione del 29 novembre contro le politiche del governo Meloni.

Un documento che non riuscivo a trovare nella sua versione integrale fin quanto non ho aperto il blog “Sindacalmente” (www.sindacalmente.org), realizzato qualche anno fa da esponenti piemontesi della CISL (fra loro il compianto amico Alberto Tridente) e oggi coordinato da Adriano Serafino, che così si presenta:

"Il senso critico e il pluralismo sono lievito per la democrazia partecipata, per una cultura antagonista al dominio della finanza sull’economia reale, per perseguire un nuovo ordinamento economico. Per una società solidale, fondata sull’eguaglianza dei diritti mai disgiunti dai doveri, serve una democrazia partecipata a livello popolare, un sindacato che ridia “un volto e un’anima alle tessere”, una rappresentanza radicata e determinata a misurarsi con le innovazioni, una rete attiva di cittadinanza nel territorio e nelle periferie capace di dialogare e di dare risposte agli interrogativi di sguardi che già parlano, di percepire la realtà anche con gli occhi degli ultimi, dei tanti lavoratori invisibili e precari. Per essere protagonisti nelle scelte, non spettatori tifosi. Per nuove frontiere di solidarietà".

Un documento – quello firmato da 100 esponenti della CISL – che, a mio avviso e non solo, rappresenta un importante tentativo di rilancio dell'esperienza unitaria che in passato ha fatto grande il movimento sindacale e che avrebbe potuto dare un peso oltremodo signficativo alla mobilitazione del 29 novembre. Sul quale è caduta una cappa di silenzio e che, anche per questo, qui voglio riprendere integralmente.