22 Agosto 2016

La scomparsa del federalismo

Quello che segue è l'editoriale del Corriere del Trentino di Simone Casalini (domenica 21 agosto 2016)

di Simone Casalini

(21 agosto 2016) Da quando si aprì la falla sulla nave claudicante della Prima repubblica, un argomento più di altri affiorò nel dibattito politico come possibile architrave di un nuovo modello statuale: il federalismo. La ristrutturazione del comparto dei poteri e la valorizzazione delle autonomie locali sono stati vessilli della lunga transizione verso un Eldorado istituzionale mai raggiunto. Non sono mancate le riforme né il decentramento, un processo a singhiozzo che ha introdotto trasformazioni virtuose (responsabilizzazione degli enti locali, decentralizzazione delle decisioni, un’idea di politica territoriale) e distorsioni eloquenti (spese fuori controllo, conflittualità con lo Stato di fronte alla Consulta, assenza di un’armonizzazione su alcuni principi fondamentali).

14 Agosto 2016

Una «comunità di progetto» per il nuovo statuto

di Alessandro Dalla Torre *

(6 luglio 2016) Sabato 9 luglio è convocata l’assemblea delle associazioni che, dopo aver risposto ad uno specifico bando del Consiglio provinciale di Trento, sono state accreditate per designare tre dei venticinque membri della Consulta per lo Statuto speciale per il Trentino Alto Adige/Sudtirol.

Gli altri ventidue membri della Consulta sono invece espressione di distinte componenti rappresentative della comunità trentina: Consiglio provinciale, mondo economico e del lavoro, autonomie locali, minoranze linguistiche, Università di Trento.

Compito della Consulta: elaborare proposte di riforma dello Statuto e promuovere un processo di partecipazione popolare. Ne sarà capace?

10 Agosto 2016

Il referendum sulla riforma costituzionale, il dibattito che non c’è.

di Roberto Pinter

(9 agosto 2016) Il dibattito riguardante il referendum sulla riforma costituzionale è partito male e prosegue peggio. Ci sono due schieramenti in campo: chi vuole la testa di Renzi e chi vuole rilanciare Renzi. In mezzo ci sta la maggioranza degli elettori: quelli che non sono interessati, quelli che non conoscono nel merito la riforma, quelli che la voterebbero ma non vogliono più Renzi e quelli che non la voterebbero ma non vogliono far cadere Renzi.

Nessuna discussione di merito che non sia ipotecata dal futuro del governo, ed è un peccato perché del merito si dovrebbe discutere. La colpa è senz'altro di Renzi che fin dall'inizio ha scelto come sfida simbolica questo referendum, convinto che sarebbe stata più facile che scommettere sulla ripresa economica, sulla legalità o sui diritti per tutti, e convinto che sarebbe stato un suo trionfo. Annunciare la riforma delle riforme ed un paese che cambia, poteva essere una facile scommessa, ma in realtà è difficile appassionarsi al superamento del bicameralismo perché nessuno l'ha mai visto come il motivo di un'Italia che non cambia. Allora Renzi ha provato a giocare la carta più comoda, quello del populismo: “riduciamo i politici”! Finendo per scegliere un terreno dove altri sono più capaci, vedi i 5stelle, e finendo per scontentare una sinistra che non si trova a suo agio nell'agitare gli slogan che, quand'anche in parte giusti, finiscono per togliere alla politica il residuo di credibilità.

26 Giugno 2016

Pierluigi Bersani vince il ballottaggio: sarà lui il candidato del centrosinistra alla guida del paese

(2 dicembre 2012) Non ci sono ancora i dati definitivi ma con oltre il 61% dei voti Pierluigi Bersani vince il ballottaggio nelle primarie lasciando Matteo Renzi sotto il 40%.

Anche nel ballottaggio una grande partecipazione intorno ai 2 milioni e ottocentomila di votanti. Il risultato non lascia dubbi e Bersani si sfferma in maniera netta, ottenendo così un mandato forte per la battaglia vera, quella per il cambio politico alla guida dell'Italia.

Anche in Trentino netta l'affermazione di Bersani che supera il 59%.

Il voto nelle regioni:

http://www.repubblica.it/static/speciale/2012/primarie-pd/risultati/

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3 Giugno 2016

Le autonomie che aiutano a crescere

In un contesto globale caratterizzato da una crescente competizione tra territori e da grandi flussi di merci, denaro e persone, possono i modelli istituzionali autonomistici rappresentare un fattore di crescita e di sviluppo, nonché un’opportunità per definire nuovi modelli di convivenza? E possono esserlo senza cadere in tentazioni identitarie e di rinserramento nelle “piccole patrie”? Partendo dal caso di una regione autonoma, la Catalogna, che sta discutendo in modo acceso il proprio futuro, il Consiglio provinciale propone una riflessione sulla dialettica tra autonomia territoriale, stato nazionale e processo di integrazione europea.

Con:

Josep Borrell Fontelles (già presidente del Parlamento Europeo)

Sergio Fabbrini (Direttore Luiss School of Government)

Modera Steven Forti (ricercatore di storia contemporanea- Universidade Nova de Lisboa).


Trento, Piazza Dante (Palazzo PAT)
25 Aprile 2016

Oltre il referendum

Andare oltre il referendum. Esistono infatti procedure altrettanto efficaci, capaci di coinvolgere i cittadini in maniera più completa ed esaustiva.

di Alessandro Branz *

(24 aprile 2016) L'istituto del referendum è sempre stato oggetto di strumentalizzazioni, anche a causa della sua natura rigorosamente binaria (o Si o No). Ne abbiamo avuto conferma in occasione della consultazione referendaria di domenica 17 aprile, caratterizzata dalla caduta di stile e dall’atteggiamento pesantemente diseducativo di coloro che, pur ricoprendo ruoli istituzionali di primo piano, hanno invitato i cittadini (purtroppo con successo) a non recarsi alle urne, salvo poi menar vanto di un risultato così poco edificante.

Per fortuna le cose non sono andate sempre cosi. Ricordo, ad esempio, il dibattito argomentato e competente che circa due anni fa si è aperto sulle colonne del Corriere del Trentino a proposito delle definizioni da attribuire al termine «democrazia» (fra cui anche quella «diretta»).

20 Aprile 2016

Diciamo no alla censura

I direttori di quotidiani e Tg firmano un documento: "Non verremo meno al dovere di informare""

(25 maggio 2010) Ecco il testo del documento comune concordato dai direttori delle maggiori testate italiane che hanno preso parte all'incontro promosso dalla Fnsi sul ddl intercettazioni.

""I direttori e le redazioni dei giornali italiani, con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, denunciano il pericolo del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche per la libera e completa informazione. Questo disegno di legge penalizza e vanifica il diritto di cronaca, impedendo a giornali e notiziari (new media compresi) di dare notizie delle inchieste giudiziarie - comprese quelle che riguardano la grande criminalità

28 Marzo 2016

L’accordo sul federalismo fiscale

Un commento a  margine dell'accordo tra governo e Provincia

di Roberto Pinter

Non entro nel merito di un accordo le cui premesse erano note. Il Presidente conosce senz'altro le simulazioni per sapere se le nuove norme, oltre a tutelare questa legislatura con gli arretrati, garantiscono sufficienti risorse all'autonomia.

27 Marzo 2016

Democrazia è partecipazione

«Cos’è fare politica, se non dire al tuo prossimo che non è solo?»
Per riannodare il filo di una comunicazione che si è interrotta nel perdersi della politica, nel suo smarrire la capacità di indagare sulla condizione umana.

18 Marzo 2016

Italicum: quale modello di partito e quale strategia politica

Carissime/i, 

ho il piacere di invitarvi ad una serata di riflessione che credo e spero vi possa interessare. Si tratta del primo di una serie di incontri promossi dall’Associazione PERCORSI (RI)COSTITUENTI, dedicati ad un’analisi critica delle riforme che nel campo istituzionale e costituzionale sono promosse dal governo Renzi.

Nella fattispecie la serata in oggetto si incentra su una disamina attenta del c.d. Italicum, la legge elettorale approvata nel 2015 dal Parlamento: naturalmente si tratta di un tema decisivo non solo per il PD, ma anche per lo stesso funzionamento del sistema politico italiano, stante gli aspetti (a mio avviso) preoccupanti di novità che tale legge introduce e l’influsso che essa certamente eserciterà sullo stesso modello di partito del futuro.

Proprio per questo, data l’importanza e la complessità dell’argomento, abbiamo chiamato a parlarne uno dei più attenti studiosi in materia, Antonio Floridia, che in Trentino è conosciuto per aver preso parte in più occasioni ad iniziative incentrate sulla forma partito o sui modelli di democrazia.


Trento, Café de la Paix, Passaggio Teatro Osele