7 Febbraio 2017

I nostri talebani

Nei giorni scorsi se ne andato l'amico Predrag Matvejevic. Dopo le parole scritte in suo ricordo, volevo omaggiarne la scomparsa con la pubblicazione del piccolo saggio che nel 2005 costò a Predrag la condanna da parte del Tribunale di Zagabria a cinque mesi di carcere. Un diario fra luoghi cari che in questi anni ho imparato a conoscere e ad amare. (m.n.)

di Predrag Matvejevic

Con una comitiva delle rete televisiva franco-tedesca "Arte", che ha realizzato una trasmissione dedicata ai Balcani, sono arrivato recentemente a Mostar. Due settimane dopo ho raggiunto Sarajevo, dove il "Centar André Malraux", francese, ha organizzato un incontro di scrittori europei. Noi, nati in quel paese, possiamo fare ben poco da soli: ci siamo accapigliati, inimicati, divisi, riducendoci alla miseria. Nel mio diario le impressioni riportate nei due viaggi si intrecciano e si accavallano.

La prima volta sono arrivato dall'Italia via mare, col traghetto Ancona-Spalato, proseguendo lungo la valle del fiume Neretva fino a Mostar. La seconda volta sono arrivato a Sarajevo passando per Vienna. E da Sarajevo, in compagnia di un centinaio fra scrittori e giornalisti, mi sono avviato verso la mia città natale - Mostar. Abbiamo viaggiato in un treno che, dopo l'ultima guerra, fa raramente la spola su quella linea ferroviaria. Una volta i vagoni, passeggeri e merci, passavano ogni giorno, e più volte al giorno.

Da studente, lavorai alla costruzione del tratto di strada ferrata fra Konjic e Jablanica con le brigate giovanili. Si chiamavano "azioni di lavoro volontario". Il nostro accampamento si trovava nei pressi di Ostrozac. Si andava al lavoro prima che il sole riscaldasse fino all'arsura la terra e l'aria; dopo mezzogiorno facevamo il bagno nei rami del fiume Neretva. Ricordo gli strani, fiabeschi colori dell'alba, il biancore della pietra che emergeva dalla notte, i cespugli bagnati di rugiada, le limpide acque del fiume, i suoi vortici, le sue sponde, le rocce carsiche dell'Erzegovina. A incoraggiarci era il sole che si levava, la luce si spandeva. "Costruiremo il nostro paese più bello di prima", dicevamo. Era il nostro sogno. Molti di noi credevano nella propria fantasia. Io compreso. Invidiavo i miei compagni più forti che erano in grado di lavorare di più e di fare meglio: quella ferrovia collegava la Bosnia all'Erzegovina, univa la Jugoslavia.

2 Febbraio 2017

I Balcani, un caleidoscopio sulla modernità

Stamane mi sono incontrato per un momento formativo con i ragazzi di due quarte classi del Liceo Da Vinci di Trento. Si trattava di una prima lezione in preparazione del viaggio in Bosnia Erzegovina previsto nella prossima primavera. Attraverso tre storie ho raccontato loro che cosa sono la Bosnia Erzegovina e Sarajevo, quel che è accaduto negli anni '90 e la necessità di elaborare i conflitti se non si vuole che le tragedie si ripetano all'infinito. 

Quando sento dire che i giovani di oggi sono refrattari alla conoscenza o semplicemente distratti, beh devo dire (o meglio, ne ho avuto la conferma) che non è affatto così. Ho parlato con loro (e i loro insegnanti) per un'ora e mezza e ho avuto la percezione di una forte attenzione e di un grande coinvolgimento.

Che allora il problema sia che noi adulti non sempre sappiamo catturare la loro attenzione? E magari di aver qualcosa da raccontare loro in grado di connettere vicende storiche con i temi del loro presente e futuro? O, ancora, della qualità degli ambiti formativi? Quando sapremo far tesoro del passato per leggere il presente?

Fra due o tre mesi questi ragazzi andranno a Sarajevo. Forse il primo vero e proprio viaggio della loro esperienza di vita. Spero di averli aiutati un pochino a capire che cosa è accaduto venticinque anni fa in quel paese che si chaimava Jugoslavia e ad osservare il loro tempo alzando lo sguardo.


Trento, Liceo Da vinci
25 Gennaio 2017

Balcani, quale elaborazione del conflitto?

Nell'ambito del percorso formativo per un viaggio di studio in Bosnia Erzegovina degli studenti delle quarte classi, Michele Nardelli svolgerà una lezione sul contesto balcanico a vent'anni dalla fine della guerra dei dieci anni.


Mezzolombardo, Istituto Martini
11 Dicembre 2016

Balcani. La guerra dei dieci anni

"Il caso Kosovo"

Conferenza promossa dal circolo ARCI "Radio Aut" di Pavia (ore 21.30 Via di Porta Salara 18) nell'ambito di un ciclo di incontri rivolto ai soci, alla comunità pavese e agli studenti dell'Università di Pavia per avere una visione più limpida degli avvenimenti che scossero i Balcani negli anni '90. Interviene Michele Nardelli (Osservatorio Balcani Caucaso - Transeuropa)


Pavia, via Porta Salara 18

La locandina dell'evento

28 Novembre 2016

Trentino e Balcani. Legami e ponti tra ieri e oggi

Nell'ambito della settimana "Balcani... un'altra storia" (28 novembre - 3 dicembre 2016) si svolgerà l'incontro "Trentino e Balcani. Legami e ponti tra ieri e oggi", con la partecipazione di Marzia Bona (Osservatorio Balcani Caucaso - Transeuropa) e di Michele Nardelli. Moderatore sarà Davide Sighele, giornalista (OBC-T).

La settimana è organizzata dall'Associazione Trentino con i Balcani insieme a Forum Trentino per la pace e i diritti umani,Osservatorio Balcani e Caucaso - Transeuropa, Viaggiare i Balcani, Forum ALB Trentino, Associazione Progetto Prijedor, Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, Oratorio S. Antonio, Operazione Colomba.

Potete trovare tutto il programma della settimana su https://balcanialtrastoria.wordpress.com/


Trento, Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, vicolo San Marco 1
11 Novembre 2016

Lamponi di pace

Al "Festival Tutti nello stesso piatto", il 12 novembre a Trento, si racconta la storia della cooperativa agricola bosniaca "Insieme" con il documentario DERT e il dibattito con i protagonisti

Il Festival Tutti nello stesso piatto organizzato da Mandacarù Onlus e Altromercato è un’occasione di incontro con il cinema e la cultura di Europa, Africa, Asia e America Latina, attraverso i temi del cibo, della biodiversità, della sovranità alimentare, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. "Orizzonti latini", "La salute nel piatto", "Cibo e diritti umani" e "Le culture del cibo" sono i focus dell'edizione 2016 e nella quale il 12 novembre si parlerà di Bosnia Erzegovina.

Presso il Teatro Sanbàpolis di Trento alle 20.30 si terrà infatti la proiezione del documentario di Stefano e Mario Martone "DERT" (ITA, 2016, 62'), che racconta la storia della cooperativa agricola bosniaca “Insieme” e dell’amicizia che l’ha resa possibile: quella tra i due fondatori – Rada Zarkovic e Skender Hot, rispettivamente presidente e direttore - il fotoreporter italiano Mario Boccia e la grande rete di amicizia solidale che si è costituita tra Bosnia Erzegovina e Italia fin dalla nascita della cooperativa. A seguito della proiezione i protagonisti dialogheranno con Nicole Corritore di OBC Transeuropa.

 


Trento, Sanbapolis, quartiere san Bartolomeo
22 Agosto 2016

In Bosnia, 25 anni dopo

L'associazione Terra Libera, il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani e il Comune di Lavis promuovono una mostra fotografica e un incontro sulla Bosnia Erzegovina a venticinque anni dalla guerra che ha sconvolto il cuore rimosso dell'Europa.

La mostra verrà inaugurata il 25 agosto 2016, alle ore 21.00 al Parco Urbano di Lavis con un momento di incontro nel quale intervengono Michele Nardelli, ricercatore sulle tematiche della pace e dei diritti umani, Massimiliano Pilati, presidente del Forum trentino per la Pace


Lavis, Bar Parco Urbano

La locandina dell'incontro

17 Luglio 2016

La Bosnia del «nuovo» censimento

Dopo quasi tre anni di attesa, e a più di un ventennio dall'ultimo censimento effettuato nel paese, le autorità bosniache hanno pubblicato i dati completi del censimento 2013

di Rodolfo Toé (da www.balcanicaucaso.org)

La sala della conferenza stampa allestita all'interno dell'Hotel Europa, a Sarajevo, pare quasi colta di sorpresa quando sullo schermo si materializza la diapositiva che tutti, visibilmente, aspettavano. Evo ih, eccoli, mormora qualcuno, riscuotendosi e iniziando febbrilmente a prendere appunti, scrivendo le cifre - le nuove cifre - che finalmente sono lì

16 Aprile 2016

Idomeni, frammenti di vita dal campo

Al confine tra Grecia e Macedonia più di diecimila rifugiati e migranti sperano ancora che il confine venga aperto. Le loro storie si intrecciano come in un caleidoscopio nel racconto del nostro inviato (da www.balcanicaucaso.org)

di Francesco Martino

(aprile 2016) &ldquo

28 Marzo 2016

Karadžić, 40 anni

Genocidio, persecuzione, sterminio: Radovan Karadžić è stato riconosciuto colpevole e condannato a 40 anni. La sentenza, però, delude parte delle vittime e, forse, arriva davvero troppo tardi per favorire la riconciliazione

di Andrea Oskari Rossini*

Alla fine, il verdetto ha deluso sia le vittime che la difesa. Vasvija Kadić, dell'associazione Madri di Srebrenica, ha definito “vergognosa” e “offensiva” la condanna di Radovan Karadžić a 40 anni, e non all'ergastolo. Il presidente dell'associazione dei veterani della Republika Srpska, Milomir Savičić, ha invece definito “ingiusto” il verdetto, mentre gli avvocati della difesa annunciavano il ricorso. Sono passati troppi anni, venti, dalla fine della guerra, e in questi anni le diverse narrazioni sugli anni '90 non hanno fatto che allontanarsi, in un paese in cui tutto, a partire dal sistema dell'educazione, è diviso. Era dunque prevedibile che ognuno si sarebbe sentito rafforzato nelle proprie opinioni dalle parole del giudice O-Gon Kwon, qualunque esse fossero state.