28 Marzo 2019

Vittime altrui. Crimini di guerra dimenticati

Per iniziativa del "Gruppo Bosnia Mori - Insieme per Stara Rijeka" e in collaborazione con "Atlante delle guerre", "46° Parallelo", Osservatorio Balcani Caucaso - Transeuropa sabato prossimo 30 marzo, alle ore 20.30, si svolgerà a Trento, presso l'Oratorio S.Antonio, l'incontro "Vittime altrui. Crimini di guerra dimenticati". Porterà la sua testimonianza Ivo Atlija, superstite della strage di Brisevo. Introduce e modera l'incontro Nicole Corritore, giornalista di OBC-T.

Analoghi incontri si svolgeranno nei giorni precedenti a Mori (28 marzo, ore 20.00 Teatro Oratorio) e a Rovereto (29 marzo, ore 20.00, Urban Center).


Trento, Oratorio S.Antonio
28 Marzo 2019

Melita, parte di noi

Si è spenta venerdì 1 marzo a Trieste Melita Richter, una voce importante e un punto di riferimento per chi si occupa di cultura transfrontaliera, migrazioni ed ex Jugoslavia

di Luca Zanoni *

Con Melita se ne va un’altra parte di noi. Non è facile definire questo “noi”. Penso a tutta quella rete di relazioni e amicizie, intelligenze e saperi, esperienze e vissuti tra le due sponde dell’Adriatico. Un Noi che da tempo ormai ha iniziato a disperdersi. L’avevo percepito con la morte di Predrag Matvejevi, per il quale Melita aveva scritto “Grazie Maestro”, si era rafforzato con la scomparsa di Piero Del Giudice, al quale ancora Melita sempre sulle nostre pagine aveva scritto un bel ricordo.

Con l’addio a Melita, questo Noi diventa ancora più piccolo, il nostro cerchio si stringe. Sociologa, saggista, poetessa, docente universitaria, mediatrice culturale, molto attenta al tema del confine, delle migrazioni, alla questione femminile, ai nazionalismi che ben ha conosciuto negli anni Novanta, lei che veniva da Zagabria e si era trasferita a Trieste.

26 Marzo 2019

Pasqua in Bosnia Erzegovina

Dal 20 al 25 aprile 2019 sarò ancora una volta in Bosnia Erzegovina ad accompagnare un nuovo viaggio del turismo responsabile promosso dall'associazione "Viaggiare i Balcani".

Per molti dei partecipanti sarà il primo viaggio nel cuore a molti sconosciuto dell'Europa e dunque l'opportunità di conoscere oltre al fascino di questa regione anche un tratto rimosso della nostra storia, quella che nell'incontro fra oriente e occidente ha plasmato i caratteri europei e quella di un Novecento che nasce e muore a Sarajevo.

Per me il piacere di riabbracciare questa mia terra d'adozione, che tanto mi ha aiutato a comprendere questo povero tempo nostro.

 

Per saperne di più e leggere il programma: http://www.viaggiareibalcani.it/proposta/pasqua-2019-in-bosnia-erzegovina/


Mostar, Blagaj, Sarajevo, Travnik, Prijedor
25 Marzo 2019

I Balcani, il cuore inascoltato dell’Europa

Nell'ambito delciclo di conferenze "Tra Danubio e Balcani: l'Europa si incontra" promosso dal Comune di Asola (Mantova), domenica 31 marzo 2019, alle ore 16.00 presso il Museo Civico Goffredo Bellini di Asola (MN) si svolgerà una conferenza dal titolo "I Balcani, il cuore inascoltato dell’Europa". Relatore sarà Michele Nardelli, cofondatore dell’Osservatorio Balcani Caucaso - Transeuropa

Nonostante il nuovo secolo sia ormai inoltrato, siamo ancora nell'incubo del Novecento. L'Europa è di nuovo attraversata dal vento del nazionalismo, nelle sue forme più tradizionali del predominio etnico/religioso come in quello più subdolo dello scontro di civiltà.


Asola, Museo Civico Goffredo Bellini

Il programma del ciclo di incontri

22 Marzo 2019

Sentenza d’appello: ergastolo a Radovan Karadžić

di Nicole Corritore *

(20 marzo 2019) Alle ore 15.00 di oggi la corte d’appello del Meccanismo residuale per i tribunali penali internazionali (MICT) ha dichiarato l'ex leader dei serbo-bosniaci durante il conflitto in Bosnia Erzegovina Radovan Karadzic colpevole di genocidio e crimini contro l'umanità condannandolo al carcere a vita. La sentenza è stata emessa da una corte formata da 5 giudici e presieduta da Vagn Prüsse Joensen.

A seguito della dichiarazione di indipendenza della Bosnia Erzegovina, nel 1992, Radovan Karadzic proclamò la creazione della Repubblica Serba di Bosnia Erzegovina (poi Republika Srpska), con capitale a Sarajevo. A dicembre 1992 ne divenne presidente e comandante supremo dell’esercito della stessa autoproclamata Repubblica.

30 Gennaio 2019

Come si cancella il passato *

Molte delle fosse comuni del conflitto degli anni '90 nell'area di Prijedor, in Bosnia Erzegovina, si trovano all'interno di complessi minerari. Che ora vengono progressivamente privatizzati senza alcuna garanzia di tutela nei confronti di questi luoghi della memoria.

 

di Edvard Cucek

(30 gennaio 2019) Un’altra svolta triste del, fino ad oggi, impossibile processo di condivisione in Bosnia Erzegovina del passato recente e del conflitto degli anni novanta. La città di Prijedor, nella Bosnia settentrionale – sul cui territorio e nei territori limitrofi vennero rinvenute decine di fosse comuni – è nuovamente protagonista di una mossa sconcertante del governo locale.

“La Banca dello sviluppo ' degli investimenti della RS il 30 gennaio di quest'anno, notizia confermata dalla Direttrice Snjeana Vujni e trasmessa dai vari giornali del 5 novembre scorso, attraverso la borsa di Banja Luka, venderà un pacchetto di azioni della “Miniera di ferro Ljubija' di Prijedor. Vendendo il 65% del capitale statale delle miniere il Governo della RS 'vende' complessivamente anche quattro fosse comuni che saranno di proprietà del futuro proprietario di maggioranza”, ha reso noto Mirsad Duratovi, presidente dell’Associazione dei detenuti di campi di concentramento “Prijedor ‘92” in un'intervista rilasciata lo scorso 6 gennaio al quotidiano bosniaco Avaz.

23 Dicembre 2018

Microcosmi. Sarajevo centro del mondo (4)

Quello che segue è il quarto racconto breve che trae spunto dal percorso formativo “Ex Jugoslavia, una guerra postmoderna. Viaggio nel cuore dell'Europa”. Esce in contemporanea sul sito di Osservatorio Balcani Caucaso - Transeuropa (www.balcanicaucaso.org)

 

 

di Michele Nardelli



«... Sarajevo è diventata ben presto metafora del mondo.

Il luogo in cui differenti volti del mondo si sono raccolti in un punto

come nel prisma si concentrano i raggi di luce dispersi ...

E' diventata un microcosmo,

centro del mondo che, come ogni centro secondo l'insegnamento degli esoterici,

contiene tutto il mondo»

Dzevad Karahasan



Questo breve racconto non è dedicato ad una persona ma ad una città. Una città che è fatta di tante cose che nel tempo sono diventate genio del luogo: ambiente, storia, cultura, tradizioni, saperi e, ovviamente, persone.

Quelle che ho incontrato e attraverso le quali ho amato e amo una città del tutto speciale che si è presa un posto di rilievo nella storia, in quella più lontana con la S maiuscola, come in quella ancora da elaborare di un infinito presente.

Scrivere di Sarajevo può risultare retorico, perfino banale. Un fiume d'inchiostro è stato versato per descrivere “la polveriera d'Europa” o per altro verso “la culla della cultura europea”, per confermare gli stereotipi o per celebrarne il fascino malgrado ciò che le ha riservato il Novecento. Cosa potrei mai aggiungere di nuovo a quanto già scritto?

Eppure c'è qualcosa che mi spinge a scriverne, perché a ben vedere del suo cuore balcanico (e dunque di sé) questa nostra Europa conosce ben poco. Tanto che ancora oggi, proprio nei giorni del centenario della fine della prima guerra mondiale, sentiamo voci autorevoli affermare stoltamente che l'Europa da settant'anni non avrebbe più conosciuto la tragedia della guerra.

19 Ottobre 2018

Nel gorgo della Diamond Route (3)

Il terzo racconto breve è ambientato nella Bosnia centrale, nei pressi di Gornji Vakuf, teatro venticinque anni fa di una tragica vicenda dove persero la vita Sergio Lana, Fabio Moreni Guido Puletti, tre volontari italiani che cercavano la pace1

 

di Michele Nardelli

«Nell'epoca della globalizzazione

la guerra non è più monopolio degli stati nazionali

né, come voleva von Clausewitz,

“la continuazione della politica con altri mezzi”.

Al suo posto c'è un altro tipo di violenza organizzata,

in cui confluiscono ragioni militari e criminalità,

economia illegale e violazione dei diritti umani...»

Mary Kaldor

Le nuove guerre

 

Non so quale fosse la ragione per la quale l'UNPROFOR2 avesse chiamato così quella strada sterrata nella Bosnia centrale, forse per via della miniera di Radovan cui si poteva accedere proprio attraverso la rotta che collegava Prozor a Travnik lungo il torrente che scende dalle pendici della Vranica.

Di certo c'era che quella strada avrebbe dovuto essere sotto il controllo delle Nazioni Unite e dunque percorribile per i convogli umanitari. Ma in quegli anni imparammo che il vecchio ordine stava proprio per finire, che nelle nuove guerre non ci sarebbero state nemmeno formalmente delle regole cui attenersi e che il monopolio della violenza non sarebbe più stato riconducibile alle sole istituzioni statuali, figuriamoci in un paese dove le vecchie istituzioni erano svanite come neve al sole.

5 Ottobre 2018

La leonessa della Lijeva Obala (2)

Il secondo dei racconti brevi che prendono spunto dal percorso formativo “Ex Jugoslavia, una guerra postmoderna. Viaggio nel cuore dell'Europa”1

 

di Michele Nardelli

 



«La Commissione di indagine sui crimini di guerra delle Nazioni Unite

presieduta da Tadeusz Mazowiecki, nel suo rapporto del 1994,

ha dichiarato che la distruzione sistematica della comunità bosniaca

nell'area di Prijedor merita il nome di genocidio».

Luca Rastello

La guerra in casa”



In un primo momento non voleva incontrarci. Troppo tempo trascorso nel silenzio, troppe delusioni, fors'anche una sorta di – peraltro reciproco – senso di colpa. Anni nei quali le speranze di una nuova vita dopo la tragedia che aveva segnato quella precedente si sono infrante in una dura quotidianità che non ti riconosce nemmeno il dolore, che di nuovo ti respinge e ti discrimina, che ti fa sentire sola, che ti fa capire quanta ipocrisia e falsa coscienza ti circonda.

Finiti gli anni del fervore, quando nel ritorno e nella ricostruzione ti dicevi “malgrado tutto sono ancora qui” e ti sentivi forte di questo e sapevi guardare negli occhi chi ti aveva cacciata e che ora faceva finta di nulla, non è facile trovarsi a dover fare i conti con una realtà dimezzata, negli affetti più cari che se ne vanno e con gli amori che non riescono più a nascere.

C'è un sole ancora caldo a Rizvanovici, uno dei villaggi sulla riva sinistra del fiume Sana, nel territorio della municipalità di Prijedor. Malgrado l'apparente normalità e i fiori alle finestre, ancora si scorgono qua e là i segni di quei tragici giorni della primavera del 1992 in cui venne raso al suolo senza risparmiare nulla, nemmeno i cimiteri o le strade, l'acquedotto o i pali della luce. Nella “Lijeva Obala” si contarono circa millecinquecento vittime. Jasna scappò attraverso i boschi tenendo per mano i suoi due figli piccoli. Una storia simile a quella di tante altre donne.

27 Settembre 2018

L’intellettuale europeo e l’orologiaio catalano (1)

 

 

Quello che segue è il primo di una serie di racconti brevi che prendono spunto dal percorso formativo “Ex Jugoslavia, una guerra postmoderna. Viaggio nel cuore dell'Europa” realizzato nel settembre scorso dall'Istituto storico di Modena e che ho avuto il piacere di accompagnare.

 

di Michele Nardelli

 

«Ho conosciuto ad Alessandria un Catalano,

di mestiere orologiaio,

che tentava di ricostruire,

sulla base dell'esiguo numero di dati a disposizione,

il catalogo della devastata biblioteca di quella città,

la più grande dell'antichità...»

 

Predrag Matvejevic,

Breviario Mediterraneo

 

Scrive Claudio Magris che Predrag Matvejevic – nella sua ricerca filologica sul Mediterraneo – aveva qualcosa in comune con quell'orologiaio catalano che non desisteva dalla sua impresa malgrado il carattere impossibile del suo proponimento. Predrag era così, un cuore mite che “viveva pericolosamente”, perché questo era il suo modo di stare al mondo..

20 Settembre 2018

Piero Del Giudice, il partigiano con la Bosnia nel cuore

Dopo una breve malattia, il 30 agosto è morto a Milano Piero Del Giudice. Docente, giornalista e scrittore, inviato nei paesi della ex Jugoslavia, curatore di edizioni italiane dell’opera di diversi poeti e scrittori del sudest europeo è stato anche collaboratore di OBC Transeuropa. Un ricordo dal sito www.balcanicaucaso.org

di Melita Richter *

Era uno dei grandi. Un appassionato, collerico, visionario, schierato dalla parte delle vittime e della ragione, competente e pronto sempre ad approfondire, a conoscere, a dedicarsi alla ricerca. I Balcani nel cuore, la Bosnia, la sua Sarajevo. Era e rimane un partigiano.

L’ultima volta che lo vidi a Trieste si muoveva con difficoltà, ma con l’eterno spirito giovanile. E tanti progetti ancora. Abbiamo collaborato in diverse occasioni, chiedeva l’aiuto, anche quello “alla Piero”, immediato, di contatti balcanici, di traduzioni istantanee… Si accaldava se le cose stentavano a partire, critico e severo. Un fiuto fine a riconoscere i nazionalismi anche camuffati da posizioni dotte degli intellettuali su misura del nuovo corso, ma vecchie ideologie.

30 Agosto 2018

Viaggio nel cuore dei Balcani. Formazione per i partecipanti

Tre incontri di formazione per i partecipanti al viaggio Ex Jugoslavia, una guerra postmoderna.Viaggio nel cuore dell'Europa.

 

La prima giornata si svolge Venerdì 31 agosto 2018, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 e si articola in due momenti:

Novecento, il secolo jugoslavo con Eric Gobetti, storico

Quel che avremmo dovuto capire con Michele Nardelli, ricercatore


Modena, Sala G. Ulivi via Ciro Menotti 137