18 Febbraio 2014

Riflessioni e metafore

Guardare l'Europa, attraverso i Balcani. Un pensiero dell'amico Emilio, attraverso le nostre discussioni di viaggio e l'attualità.

diEmilio Molinari

Sequalcuno in vista delle elezioni europee volesse capire qualcosa dipiù del lato oscuro dell'Unione Europea, del fiscal compat e delvincolo del 3%, di sicuro dovrebbe piantarla di “guardare” aBerlino. Dovrebbe prendersi una settimana di ferie e correre inBosnia: a Zenica, Tuzla, e sopratutto a Sarajevo, dove la protesta,questa volta sociale ed operaia, attraversa le divisioni della guerrae della pulizia etnica.

Andarea Sarajevo viaggiando nella storia. Da dove 100 anni fa il colpo dipistola di Gravilo Princip dava il via alle due guerre mondiali (laseconda è il continuo della prima), partorite dall'Europa del“lassez fair capitalista”, dei nazionalismi e del fallimentodelle socialdemocrazie.

19 Dicembre 2013

Diventare Europa

... il viaggio attraverso i luoghi sarà il nutrimento del mio sguardo. Lungo le strade dimenticate delle regioni italiane, nell’Europa che ancora non ha coscienza di sé, nel Mediterraneo da cui abbiamo appreso (quasi) tutto ma che non riesce ad affrancarsi dall’infelicità dello splendore smarrito, nei Balcani che sanno essere la sfera di cristallo dove leggere la postmodernità...

Bergamo, Convento di Sant’Agostino. Sabato 16 novembre 2013. E’ importante che si svolga qui, in questa città ancora segnata dal rancore e dalla paura, la Conferenza internazionale "Diventare Europa ". Perché ad avere bisogno dell’Europa sono in primo luogo i cittadini europei.

8 Dicembre 2013

Capodanno a Sarajevo 2013

Non sei mai stato a Sarajevo? Una buona occasione per un viaggio di quelli veri, fra storia e cultura.  D'inverno poi la Gerusalemme dei Balcani ha un fascino tutto speciale.

Sei  giorni attraverso la Costa Dalmata e la Bosnia-Erzegovina, con capodanno a Sarajevo. Un'occasione unica per poter ammirare queste terre immerse nel diafano biancore della neve che durante l'inverno scende copiosa coprendo rive di fiumi, boschi e minareti. Tutto questo attraverso la rete di Viaggiareibalcani, per un turismo alternativo e responsabile, per conoscere e divertirsi rispettando culture, storie e luoghi.

6 Dicembre 2013

Racconti di viaggio. Bosnia Erzegovina

Un gruppo di ragazzi e ragazze racconta la propria esperienza in Bosnia Erzegovina attraverso le proprie emozioni, foto, video e testimonianze degli incontri con la popolazione. Seguirà un assaggio di piatti tipici bosniaci da noi preparati.

"Ventun'anni sono passati dal referendum con cui il popolo bosniaco decise di separarsi dalla Confederazione jugoslava. Quest'atto segnò l'inizio dell'atroce conflitto che dilaniò il paese fino al 1995, dividendo etnicamente una popolazione che aveva vissuto pacificamente fino a quel momento. Abbiamo cercato di comprendere cosa comportò la guerra nella vita di tutti i giorni, raccogliendo testimonianze di persone e famiglie che hanno vissuto in prima persona il conflitto. Questo è quello che cercheremo di raccontarvi il 6 dicembre 2013, alle ore 20.30, presso l'Oratorio S. Antonio". Organizza: Associazione Oratorio Sant'Antonio in collaborazione con Forumpace Trentino. Partecipa all'incontro Michele Nardelli.

 


Trento, Oratorio Sant'Antonio
12 Novembre 2013

Diventare Europa.

Dalla solidarietà all'integrazione europea dei Balcani e della Turchia

Osservatorio Balcani e Caucaso, Fondazione Serughetti La Porta e Cattedra Unesco - Università di Bergamo; in collaborazione con Fondazione Zaninoni, Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, Moltefedi - ACLI Bergamo e Associazione BergamoeBalcani; con il patrocinio di Comune di Bergamo; con il contributo di Unione Europea e Provincia autonoma di Trento; media partner Radio Radicale, Radio Capodistria e L'Eco di Bergamo

Convegno internazionale   

L'Unione Europea, Nobel per la Pace, misura nei Balcani e in Turchia la forza del suo progetto politico. L'eredità degli anni Novanta e le sfide del presente. Ne discutono studiosi, giornalisti, politici e diplomatici. Conferenza internazionale conclusiva del progetto sostenuto dalla Commissione Europea e dalla Provincia autonoma di Trento "Racconta l'Europa all'Europa - Tell Europe to Europe"

Nel 2013, anno dell'ingresso della Croazia nell'Unione europea quale 28mo stato membro, Osservatorio Balcani e Caucaso e dieci partner europei sono impegnati a diffondere la conoscenza e a stimolare il dibattito pubblico su Balcani e Turchia nell'opinione pubblica degli stati membri.

 


Bergamo, Aula delle Conferenze, Università di Bergamo - Sede di Sant'Agostino,
11 Novembre 2013

Mostar, il vecchio, vent’anni dopo

di Azra Nuhefendic (www.balcanicaucaso.org)

Il 9 novembre di venti anni fa l'esercito croato bosniaco distruggeva a cannonate il Ponte di Mostar, tesoro dell'architettura ottomana e uno dei simboli della Bosnia Erzegovina. La gente, quando apprese la notizia, reagì

9 Novembre 2013

Fascismi… Vent’anni fa, nel cuore di un’Europa distratta.

1914-2014. Inchiesta sulla pace nel secolo degli assassini. Cartolina da Mostar. Sabato 9 novembre 2013, ore 18.00. Trento, Café de la Paix, Passaggio Teatro Osele

Sono passati vent’anni da quel 9 novembre 1993 quando, dalle colline intorno a Mostar, le milizie dei nazionalisti croati decisero che quel ponte che da seicento anni collegava le due sponde della Neretva, simbolo della raffinata architettura ottomana, doveva essere tolto di mezzo (vedi il filmato dell’abbattimento). Nella loro moderna demenzialità pensavano che la storia potesse essere cancellata.

 

4 Novembre 2013

Karahasan, il mosaico europeo

a cura di Andrea Rossini e Nicole Corritore (OBC)

(22 maggio 2012) Venti anni dopo l'assedio, Sarajevo è una città che sta cercando se stessa. Così come l'Europa che, all'inizio degli anni '90, aveva deciso di diventare una Unione. Incontro con Dževad Karahasan, lo scrittore bosniaco autore de "Il centro del mondo" in questi giorni in Italia per presentare "Sarajevo, il libro dell'assedio". Viene presentato a Trento il 24 maggio, ore 20.30, al Castello del Buonconsiglio.

Sarajevo è oggi una città diversa da quella che era prima del 1992. Molti dei suoi abitanti, oltre 10.000, sono stati uccisi durante l'assedio, molti se ne sono andati e altri sono venuti al loro posto dalla periferia. Negli sconvolgimenti di questi anni, Sarajevo ha perso la propria anima?

L'eroe del mio romanzo "Sara e Serafina" mette a confronto la Sarajevo del 1993 con un feto. Parla della Sarajevo collegata al resto del mondo da un tunnel, che correva sotto la pista dell'aeroporto, così come il feto è legato alla madre dal cordone ombelicale. Lui ebbe un presentimento, dicendo che allora a Sarajevo era iniziato qualcosa di importante, che da tutto questo sarebbe nato qualcosa. Io non credo che la Sarajevo di oggi sia il frutto finale di quei tormenti iniziati nel 1992, che sono continuati fino al 1995. Sarajevo è tutt'ora una città confusa, una città che continua ad essere la città che ho conosciuto e amato, ma una città che non è ancora chiara. E' una città che sta cercando se stessa.

4 Novembre 2013

Sarajevo, vent’anni fa

di Luka Zanoni *

(5 aprile 2012) Il 5 aprile di vent'anni fa iniziava la guerra in Bosnia Erzegovina e con essa il tragico assedio di Sarajevo, città simbolo in Europa di un metissage di culture e nazionalità differenti. Iniziò con l'uccisione di manifestanti pacifici ed in poco tempo degenerò. Il 25 agosto del 1992 andò a fuoco uno dei tesori della città, la Biblioteca nazionale, con tutti i suoi preziosi volumi. In questi giorni la città di Sarajevo ricorderà le sue vittime con un grande concerto e letture di poesie davanti a 11.541 sedie rosse, vuote. Per ricordare chi non c'è più, per ricordare tutte le vittime dell'assedio.

27 Agosto 2013

Reti sovranazionali e territori come nuove basi del legame sociale

Sono arrivato un'ora fa a Belgrado, per un convegno nel quale domattina sono relatore sul tema "Dalla strategia europea per la regione danubiana, alle leggi regionali italiane sulle filiere corte". Purtroppo sarà solo un "mordi e fuggi", rientro infatti già nella serata di mercoledì, ma anche solo così mi basta per annusare l'aria e buttare l'occhio sull'Europa vista dal suo cuore balcanico. E come vedete, il tema che vado a trattare non è affatto diverso da quello che abbiamo discusso in questi giorni nella summer school. A proposito dello sguardo europeo che dovrebbe avere la politica... Con me ci sono Jovan Teokarevic, docente dell'Università di Belgrado e uno dei maggiori studiosi sull'integrazione europea dei Balcani, e Sergio Valentini, presidente di Slow Food per il Trentino Alto Adige - Sud Tirolo.

Viaggiare i Balcani e Slow Food Internazionale sono lieti di invitarvi alla conferenza "Reti sovranazionali e territoriali come nuove basi del legame sociale", in programma il 28 agosto alle ore 9.30 presso il Grad - European Centre for Culture and Debate di Belgrado.

L'iniziativa è parte integrante di "Navigando lungo i sapori del Danubio", che dal 25 agosto al 1 settembre porterà quaranta turisti italiani da Novi Sad a Donji Milanovac: un viaggio in battello alla scoperta della straordinaria biodiversità racchiusa nel medio corso danubiano, ma soprattutto una presa di coscienza critica della sovranità alimentare grazie all'incontro con le comunità del cibo di Terra Madre provenienti da Serbia, Bosnia-Erzegovina e Bulgaria, intrecciando cibo, tradizioni e identita locali.


Belgrado, Grad - European Centre for Cultuure and debate

Il programma del seminario

21 Agosto 2013

Navigando lungo i sapori del Danubio

Dal 25 agosto al 1 settembre 2013 sul fiume della melodia

Il viaggio in battello lungo il Danubio serbo che la nostra associazione organizza con Slow Food Internazionale dal 25 agosto al 1 settembre 2013. L’incontro con le comunità Terra Madre di Serbia, Bosnia-Erzegovina e Bulgaria; conferenze sul tema della tutela della biodiversità danubiana; tanta musica infine ad accompagnare i partecipanti sia lungo la navigazione che nelle soste a terra.

Cinque giorni in battello sul Danubio serbo da Novi Sad alle Porte di ferro. Un viaggio alla scoperta della straordinaria biodiversità racchiusa nel medio corso danubiano, ma soprattutto una presa di coscienza critica della sovranità alimentare grazie all’incontro con le comunità del cibo di Terra Madre provenienti da Serbia, Bosnia-Erzegovina e Bulgaria intrecciando cibo, tradizioni e identità locali. Durante il viaggio visiteremo la città di Novi Sad e i suoi dintorni, la capitale Belgrado, Smederevo con la sua splendida fortezza del quindicesimo secolo affacciata sul Danubio. Ci inoltreremo infine lungo le Porte di ferro - forse il tratto più affascinante dell’intero corso danubiano - per ammirare la Tavola Traiana e la maestosa diga di Djerdap.

In allegato l’articolo di Carlo Petrini, padre fondatore di Slow Food, sul quotidiano "la Repubblica"