2 Giugno 2020

Montagna friulana tra problemi e sviluppo

Montagna friulana tra problemi e sviluppo: giovedì 4 giugno 2020, ore 21.00

Si parlerà della montagna friulana, tra problematiche e prospettive di sviluppo, nel quinto appuntamento de “I giovedì del Patto”, la serie di eventi online settimanali organizzati dal Patto per l’Autonomia per contribuire al dibattito sulla ripresa post Covid-19 dialogando con ospiti illustri in stretta interazione con il pubblico della rete. L’appuntamento è per giovedì 4 giugno, alle 21, sulla pagina Facebook del Patto per l’Autonomia con Franco Corleone, già parlamentare e sottosegretario alla Giustizia, tra gli autori di un manifesto per la Carnia dopo la pandemia, e con Michele Nardelli, saggista e ricercatore, consigliere nazionale di Slow Food, autore con Diego Cason del libro “Il monito della ninfea. Vaia, la montagna, il limite”.

Dialogheranno con loro il segretario del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, e i sindaci di Forni Avoltri, Sandra Romanin, e di Treppo Carnico, Luigi Cortolezzis, che ha elaborato con Corleone il documento sul futuro della Carnia.

 


Incontro online, pagina facebook del Patto per l'Autonomia
29 Maggio 2020

Il monito della ninfea, un video su Youtube

Diego Cason parla del suo ultimo libro "Il monito della ninfea" scritto con Michele Nardelli. Si tratta di un lavoro sulla tempesta Vaia, sui suoi effetti e sul ruolo dell'uomo nel determinare gli scompensi climatici che causano fenomeni devastanti quali appunto la tempesta che si è abbattuta sulla regione dolomitica a fine ottobre del 2018. 

Nel video su youtube che puoi vedere qui: https://youtu.be/WzQkB3l30xI

 

21 Maggio 2020

«Il monito della ninfea», un viaggio dentro il limite

di Emilio Molinari *

Un vento a 150 km/h, lo schianto di un bombardamento e l'inimmaginabile. 42500 ettari di bosco, cancellati. Cancellata la storia di luoghi. Una cultura millenaria come quella della montagna e delle sue comunità, già spopolate o stravolte dalla modernità e dagli stili di vita consumistici, perde un pezzo, ma lo perdiamo tutti. Questo sta scritto nel libro “Il monito della ninfea” di Michele Nardelli e Diego Cason.

Perdiamo ossigeno, perdiamo lavoro di cura del territorio, perdiamo bellezza, perdiamo piaceri tutti nostri, che non si comprano in un centro commerciale, come camminare soli in un bosco, mentre il tuo cervello è libero di far volare i tuoi pensieri, perdiamo profumi, leggende, canzoni.

Sul disastro della tempesta Vaia, gli autori ci danno dati e cifre, mischiando ambiente, economia e dolorosi sentimenti. Scandagliano il disastro per andare oltre, ne descrivono le interconnessioni con il mondo globalizzato, con il clima e il riscaldamento dei mari, con i disastri precedenti e quelli che si annunciano, evidenziano quel vento, nella metafora del famoso “battito delle ali di una farfalla” che qui si vede, si materializza, si ripercuote a migliaia di chilometri, sui mercati globalizzati del legno il cui prezzo precipita e qualcuno si arricchisce a dismisura e altri si impoveriscono.

 

15 Maggio 2020

L’overshoot day nel tempo del Coronavirus

“Tempi interessanti” (103)

... E' anche possibile che per la prima volta da quando il Global Footprint Network calcola il giorno del superamento (1970), il 2020 sia rilevato con molto ritardo (o non lo sia affatto), per quanto l'anno in corso rappresenti una particolare anomalia. Ma non per questo meno interessante se pensiamo, come ha ricordato Silvano Falocco nel confronto promosso da POP dal titolo “Una nuova generazione di idee per il mondo nuovo“ (lo potete trovare sulla mia pagina facebook o su quella di POP), che nei primi quattro mesi del 2020 si è calcolato che la riduzione dell'emissione di CO2 nell'atmosfera è stata del 7,2%, un po' meno di quello che la Commissione sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite ha indicato come obiettivo annuale (7,6%) per riuscire a contenere in 1,5 gradi il surriscaldamento terrestre entro il 2030. ...

26 Aprile 2020

26 aprile 1986, Chernobyl. Un documentario

"The battle of Chernobyl" del regista Thomas Johnson

Trantaquattro anni fa. Ricordo perfettamente quei giorni, la sensazione di inquietudine mentre, nei giorni immediatamente successivi di quel 26 aprile 1986, quando il vento e poi la pioggia riversarono l'onda lunga della nube tossica nelle nostre vite e di cui oggi i ricercatori trovano tracce persistenti nei ghiacciai alpini in scioglimento.

Trentaquattro anni fa percepimmo in maniera tangibile quale fosse il significato della parola interdipendenza. Oggi, trentaquattro anni dopo, in molti ancora parlano di sovranità, senza rendersi conto che i confini sono solo una nostra invenzione. Oggi, in piena pandemia Covid 19, ancora pensiamo che il modello di sviluppo della crescita illimitata non possa avere alternative. E che possiamo farcela da soli.

La visione del documentario di Thomas Johnson "La battaglia di Chernobyl" (Francia, 94’, 2006), forse il miglior documentario sull’incidente nucleare, assai poco conosciuto e trasmesso nel nostro paese, risulta molto istruttiva per comprendere che cosa significa la cieca fiducia nel progresso.

 

9 Aprile 2020

Coronavirus, Covid-19 è più letale dove c’è più inquinamento

Secondo uno studio dell’Università di Harvard condotto dall’italiana Francesca Dominici, sul lungo periodo basta un piccolo aumento nei livelli medi di polveri sottili per far salire la mortalità del 15%

di Elena Tebano *

Gli effetti di Covid-19 sono più letali nelle zone dove c’è un maggior inquinamento atmosferico da polveri sottili. È quanto emerge da una ricerca dell’Università di Harvard guidata dall’italiana Francesca Dominici, una delle massime autorità in materia. «Abbiamo scoperto che sul lungo periodo basta una differenza di un microgrammo nella media di pm 2,5, il particolato ultrasottile, per aumentare il tasso di mortalità del nuovo coronavirus del 15%» spiega la professoressa Dominici al telefono da Boston. Le pm 2,5, chiamate anche «polveri sottili» sono micro particelle inquinanti e cancerogene prodotte per esempio (ma non solo) dagli scarichi industriali, delle auto e dei riscaldamenti, così piccole che riescono a penetrare negli alveoli dei polmoni e poi nel sangue, e quindi a danneggiare l’organismo. Non è la prima volta che viene riscontrato un legame tra inquinamento dell’aria e pericolosità del Cov-Sars-2, ma lo studio di Harvard poggia su solide basi numeriche. Si tratta infatti di un’analisi di «biostatistica», la disciplina che impiega calcoli statistici su grandi quantità di dati per la ricerca medica e biologica.

1 Aprile 2020

Più resilienti dei ratti

di Francesco Picciotto

(1 aprile 2020) Figlio della mia formazione ambientale ed ecologica ho pensato per lungo tempo che il concetto di resilienza fosse un concetto esclusivamente positivo. L'idea che le comunità naturali, gli habitat, le specie, potessero reagire alle avversità recuperando, in tempi ragionevoli, salute ed equilibrio mi è sempre sembrata la via che Gaia ci indicava per dirci “ecco come si fa...imparate da me e nulla potrà farvi del male in maniera irreparabile”.

Poi ho capito che anche la resilienza stava diventando uno strumento pericoloso in mani di altri. Non ho capito bene cosa ne ha fatto la psicologia, ambito che non conosco e del quale quindi non mi sento di discutere, anche se la sensazione è che il termine in quel campo sia stato utilizzato in maniera esagerata almeno “quantitativamente” parlando.

So però, soprattutto grazie alla lettura di un libro, la sorte che è toccata alla resilienza quando si parla per esempio di cooperazione internazionale. Li il sistema è stato capace di imporre il proprio punto di vista passando da una situazione nella quale, magari maldestramente, si riusciva ad immaginare un mondo più giusto per raggiungere il quale bisognava dare a tutti le stesse risorse e le stesse possibilità ad un'altra situazione (nel tempo appunto della resilienza) nella quale il sistema si rende conto che su questo pianeta non ce ne è per tutti e invece di immaginare una rivoluzione dei consumi, un cambiamento dei sistemi produttivi e degli stili di vita, una (udite udite....che orrore!) decrescita felice, si immagina piuttosto che non è detto che “tutti possano e debbano farcela”. Così si tira fuori dalla manica la resilienza: “tu uomo o donna (meglio donna che dirlo fa figo!) di quello che non chiamo più terzo mondo (perché dirlo non fa più figo!) vuoi salire sul mio carro (ahimè sempre più stretto)? Allora devi dimostrare a me, secondo i miei parametri, che sei resiliente”. In sostanza devi dimostrarmi di essere capace di reagire positivamente ai disastri e alle vessazioni che i miei stili di vita reiterati ed imperituri hanno prodotto alla tua vita e al tuo ambiente e solo allora io ti garantirò uno strapuntino sul mio treno lanciato verso un futuro radioso.

21 Febbraio 2020

Flash mob contro la Valdastico Nord/A31

Il coordinamento No Valdastico Nord - A31 invita al Flash Mob di questo sabato 22 febbraio in Via Garibaldi, a Trento alle ore 15.00 per ribadire ancora una volta, assieme alle ragazze e ai ragazzi di Fridays For Future Trento, il nostro netto NO al prolungamento a Nord della A31, quella che dovrebbe essere la Valdastico Nord. Un progetto assurdo ed anacronistico, mirato al beneficio di pochissimi a scapito della salute e del benessere di molti.


https://facebook.com/events/s/inizio-opere-di-costruzione-va/747776499080468/


Trento, Via Garibaldi
7 Febbraio 2020

Il monito della ninfea. Oggi a Belluno

«... resta pur sempre valido il monito espresso dall'immagine della ninfea che raddoppia quotidianamente le sue dimensioni, di modo che, il giorno che precede la copertura dell'intera superficie dello stagno la metà ne resta ancora scoperta, per cui quasi nessuno, alla vista di tanto spazio libero, è portato intimamente a credere all'imminenza della catastrofe»

 

Si svolge oggi venerdì 7 febbraio 2020, alle ore 18.00, presso la Sala degli Affreschi di Palazzo Piloni, Sede della Provincia, in Via S. Andrea a Belluno la prima presentazione del libro di Diego Cason e Michele Nardelli "Il monito della ninfea. Vaia, la montagna, il limite" (Bertelli Editori, 2020)

Una riflessione sugli effetti sociali di Vaia, sul suo impatto e significato sui diversi versanti delle Dolomiti, sulle responsabilità nella cura dell’unica Terra che abbiamo.

A parlarne con gli autori sarà la giornalista Francesca Valente.


Belluno, Sala Affreschi di Palazzo Piloni, Via S.Andrea

La scheda del libro

29 Novembre 2019

Block Friday

«... resta pur sempre valido il monito espresso dall'immagine della ninfea che raddoppia quotidianamente le sue dimensioni, di modo che, il giorno che precede la copertura dell'intera superficie dello stagno, la metà ne resta ancora scoperta, per cui quasi nessuno, alla vista di tanto spazio libero, è portato intimamente a credere all'imminenza della catastrofe...».

E' questa immagine proposta dal filosofo Remo Bodei che vorrei consegnare a questo IV Sciopero Globale per il Clima che stamane a Trento come in altre migliaia di città in ogni parte del pianeta vedrà milioni di persone chiedere un radicale cambiamento verso un modello e uno stile di vita insostenibile. Un'immagine che spiega bene l'atteggiamento che ancora prevale nell'opinione pubblica e che ancora porta i più a credere nel delirio novecentesco delle magnifiche sorti e progressive dello sviluppo.

 


Trento, Via Verdi
14 Novembre 2019

Il Mose non è IN ritardo. Il Mose è IL ritardo

Ieri mattina l'amico Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera, ha postato su facebook questo messaggio:

Il MOSE non è IN ritardo.
Il MOSE è IL ritardo, l'errore
che lascia VENEZIA CON L'ACQUA ALLA GOLA.

Stanotte 187 cm, la seconda marea della storia, dopo il 4 novembre 1966 (194 cm).

Ora, piagnistei e alte grida di politicanti e opinionisti corrivi o ignoranti sui "ritardi" del Mose, che lascerebbero Venezia esposta.

Ma il Mose non è IN ritardo: il Mose è IL ritardo, il Mose è L'ERRORE storico che, con la prepotenza, con la corruzione, con l'insipienza, è stato imposto alla città, evitando perfino di verificare le praticissime alternative esistenti, più semplici, più efficaci, che avrebbero da anni già messo Venezia in sicurezza, senza sprecare tempo e una montagna di soldi, soprattutto senza farle correre i rischi mortali che sta correndo, che ha vissuto, di nuovo, in questa notte tragica.

31 Ottobre 2019

Quel che la natura ci insegna e quel che vogliamo comprendere…

“Tempi interessanti” (97)

Un anno dopo. Osserviamo in tutta l'area colpita dalla tempesta Vaia un susseguirsi di eventi per ricordare la tragedia che in una notte ha spazzato via 18 milioni di alberi e cambiato il volto di intere vallate dolomitiche. Crediamo sia bene non dimenticare. Sarebbe altrettanto necessario riflettere sul messaggio che la natura ci ha consegnato. Se riteniamo che Vaia non sia stato un evento casuale, come possiamo farne tesoro ed evitarne il ripetersi? E poi, che cosa è cambiato nei nostri comportamenti come nelle nostre scelte collettive dopo quella tragedia? In questi mesi ci siamo spesso sentiti dire che c'è un tempo per l'emergenza e uno per la riflessione. Non è così. L'emergenza non è finita e non finirà a breve. Non abbiamo il tempo di attendere che finisca per incominciare a riflettere...