12 Settembre 2016

The battle of Rome… (1)

Registro che la crisi del Comune di Roma tende ad attraversare molti dei nostri momenti di conversazione e che tale dibattito va assumendo, come spesso accade, i caratteri manichei di un pregiudizievole pro o contro. Convinto peraltro del fatto che le vicende che si susseguono nella capitale ormai da qualche anno abbiano una valenza che ne travalica i confini, ho pensato di riprendere in questo spazio di pensiero le voci più interessanti che trovo (o che vorrete segnalarmi) attorno alla questione. Iniziamo dunque con questo intervento di Federico Zappini (dal blog https://pontidivista.wordpress.com), cui farà seguito Silvano Falocco, anomatore a Roma della scuola di politica Danilo Dolci.

di Federico Zappini

(10 settembre 2016) Mi sono tenuto alla larga dal “dibattito” attorno alle vicissitudini della Sindaca Virginia Raggi, ma l’amico Alberto mi ha regalato un’immagine così meravigliosamente nostalgica e irriverente per non condividerla. Sulla proprio non efficace azione di governo del M5s in questi giorni si è fatta un sacco d’ironia (come è giusto che sia, ci mancherebbe) e si è segnalato come a scricchiolare sia l’intera impalcatura del modello che la coppia Grillo/Casaleggio aveva immaginato per il proprio movimento politico. Un modello pieno di contraddizioni – che non starò qui a elencare – ma che ha avuto l’innegabile intuizione di interpretare  la crisi e l’insufficienza conclamata della democrazia rappresentativa non come un passaggio transitorio ma come di lungo periodo, tentando di costruire una possibile alternativa ad essa. Dove questa ipotesi abbia portato (qualche verifica la si può avere sul campo, e non è certo confortante) e dove porterà (la situazione è fluida, quasi gassosa, non solo dentro il Movimento) non è dato saperlo con assoluta certezza.

Mi sento però di condividere tre spunti di ragionamento, tra loro concatenati, che spero aiutino a capire quali sono – a mio modo di vedere – le questioni che si dovrebbero salvare dal marasma di queste giornate.

24 Maggio 2016

La questione morale richiede cambiamento, non di allacciarsi le cinture…

“Tempi interessanti” (43)

Le iniziative giudiziarie che investono l’intreccio fra affari e politica in Italia fanno parlare di una nuova stagione di “mani pulite“. La prima di queste stagioni, per quanto doverosa, non ha sortito grandi cambiamenti sul piano della moralizzazione della nostra società. Al contrario ha avuto come effetti collaterali una crescente deresponsabilizzazione nella pubblica amministrazione e, sul piano politico, il farsi largo di un becero populismo all’insegna dei furbi e dei mascalzoni. In assenza di una seria elaborazione capace di intervenire sul retroterra culturale prima ancora che sulle regole, l’intreccio del malaffare è cresciuto senza trovare anticorpi...

27 Marzo 2016

L’indennità dei consiglieri

di Michele Nardelli

Nel 1992, quando il consigliere Roberto Pinter e Solidarietà lanciarono la prima battaglia contro i privilegi dei consiglieri regionali, era difficile non solo trovare supporto da parte di altri consiglieri (perché a prescindere dalla “casta” è purtroppo vero che chi acquisisce dei privilegi tende a conservarli) ma perfino trovare spazio sui mezzi d’informazione che se ne guardavano bene dal denunciare i privilegi della classe politica e che ancora faticano a toccare i tanti altri privilegi.

15 Marzo 2013

Quando la formazione fa parlare di sé…

(15 marzo 2013) L'obiettivo che ci eravamo dati come Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani e Associazione Libera nel promuovere la Winter School "Mafie senza confini" era quello di realizzare un percorso formativo con il duplice scopo di fornire elementi di conoscenza del carattere postmoderno della criminalità organizzata e di interrogarci sugli strumenti che una comunità è in grado di mettere in campo per contrastarne gli effetti sul proprio territorio.

Realizzare la winter school sulle mafie a Trento era poi oltremodo significativo per indicare il fatto che di fronte ad un fenomeno tanto complesso ed invasivo nessuno può ritenersi al riparo e chiamarsi fuori.

Il risultato tanto sul piano dei contenuti come su quello della partecipazione è stato significativo, tanto che la richiesta venuta dai partecipanti (ma anche dai relatori) è stata quella di dare continuità alla riflessione e alla modalità proposta.

Interessanti anche le relazioni che sono nate sul piano dello scambio di esperienze, nella cooperazione come sul piano istituzionale, che avranno seguito anche nella solidarietà con il Comune di Napoli alle prese con la ricostruzione della Città della scienza, distrutta nelle scorse settimane per mano della camorra. 

Ne è testimonianza anche il bel fondo che Simone Casalini ha proposto sul Corriere del Trentino di giovedì 14 marzo che ripropongo a chi fosse sfuggito.

15 Luglio 2010

Salvare i redditi, tassare le ricchezze. Firma la petizione di Sbilanciamoci

Tassare del 3x1000 i patrimoni sopra i 5 milioni di euro e innalzare l'imposizione fiscale sulle rendite dal 12,5% al 23%: queste le due principali proposte della campagna Sbilanciamoci! per ridare equità fiscale e giustizia sociale ad un paese che ne ha bisogno e per ribaltare la la logica socialmente iniqua della manovra del governo Berlusconi. Solo dalla tassa patrimoniale potrebbero entrare oltre 10 miliardi e 500 milioni di euro, mentre dall'innalzamento dell'imposizione fiscale sulle rendite finanziarie potrebbero maturare circa 5 miliardi di introiti. Si tratta in tutto di 15 miliardi di euro: lo stesso ammontare che la manovra del governo vuole tagliare agli enti locali, alle regioni e alla sanità.

http://www.sbilanciamoci.org/index.php?option=com_petizione2010

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29 Aprile 2009

Amore per il territorio e cultura della legalità

Affari & Politica. Per un intero decennio come Solidarietà abbiamodenunciato il perverso intreccio di un oligopolio di imprese privateche ha scardinato le leggi di mercato ottenendone grandi profitti, diuna politica inquinata dagli interessi personalistici e troppodisinvolta verso gli affari, di un apparato amministrativo dove siannida la corruzione ed infine di una Magistratura che fino a quelpunto non aveva avuto il coraggio di indagare a fondo laddove venivasegnalato il marcio.