19 Maggio 2014

Pensieri europei. Il federalismo fra appropriazione indebita ed oblio

Parole che hanno smarrito la loro forza evocatrice, parole banalizzate, parole rubate...

A rimanere vittima di quest’opera di appropriazione indebita (ma anche di oblio) è il concetto di federalismo. Vent’anni di leghismo ne hanno storpiato il significato originario, di progetto di pace rivolto al superamento degli stati nazionali, di devoluzione di potere verso il basso e dunque di struttura dell’autogoverno locale ed infine di forma dell’organizzazione della società basata sulla responsabilità individuale e su quello che Aldo Capitini definiva “il potere di tutti“...

18 Maggio 2014

Pensieri europei. Rilanciare l’idea di una Comunità di difesa europea

Una visione europea non può prescindere da un cambio di prospettiva anche sul piano della sicurezza e della difesa. I ventotto paesi dell’Unione Europea spendono complessivamente non meno di 260 miliardi di euro ogni anno per il loro apparato militare. E’ una cifra enorme che corrisponde ad altrettanti eserciti nazionali tanto più anacronistici, quanto inutili e pericolosi. E, ciò non di meno, capaci di alimentare altrettante lobby politico affaristiche che attorno all’industria della guerra coltivano il loro spazio di potere.

17 Maggio 2014

Pensieri europei. La via dell’austerità

“Basta con l’Europa dell’austerità“: è un altro degli slogan che sembrano accomunare nella campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo uno schieramento politico trasversale. E’ necessario – si aggiunge – rilanciare i consumi perché solo così i paesi europei potranno uscire dalla crisi e sostenere una nuova fase di crescita e di sviluppo. La formula magica per l’Europa sarebbe il rilancio della spesa pubblica e di quella privata. Sul dove prendere le risorse la trasversalità svanisce.

16 Maggio 2014

Pensieri europei. I pugni sul tavolo

“Battere i pugni sul tavolo“: è questa l’immagine che uso spesso nel mio argomentare sull’Europa per descrivere quel che non si dovrebbe fare.

Perché l’idea dell’Europa come sede di trattativa fra gli stati nazionali sovrani è la negazione del progetto stesso di Europa politica, è la logica del più forte che ha portato nel Novecento a due guerre mondiali proprio nel cuore dell’Europa. Esprime, infine, la mancanza di un pensiero europeo, l’incapacità di una visione e di un modo di pensare da cittadini europei.

9 Maggio 2014

Il bisogno di una narrazione europea

(3 maggio 2014) Si è conclusala spring school “Territoriali ed europei“. Credo di poter dire che andata molto bene, per la qualità deirelatori, l’apporto venuto dagli artisti invitati, lapartecipazione tanto nelle serate pubbliche quanto nei momentiformativi, il clima che ha accompagnato ognimomento di queste quattro giornate...

Siamo riusciti a tenere la scuola di primavera in piena campagnaelettorale senza che questo potesse condizionare o diventare elementodi divisione. La forza dei contenuti e delle idee, certamente. E,insieme, la consapevolezza condivisa dell’inadeguatezza delle attualiespressioni politiche che pur in campagna elettorale riescono a nonparlare dell’Europa. C’è invece una narrazione europea che dovràprendere corpo nel tempo a venire, sperando che le elezioni del 25maggio non segnino, nella partecipazione come nel voto, la fine prematura delsogno europeo.

14 Aprile 2014

Elezioni europee. Quanto è lontana Ventotene… Le ragioni di un rifiuto.

(13 aprile 2014) Con la presentazione delle liste deicandidati si apre anche formalmente la campagna elettorale per leelezioni del Parlamento Europeo. Ci si aspetterebbe che in un similecontesto si parlasse dell’Europa e delle grandi questioni chel’attraversano come il lavoro o le politiche energetiche, del ventodi destra e xenofobo che la percorre dalla Francia all’Ungheria,delle spinte secessionistiche che accomunano la Spagna e l’Ucrainapassando per il Regno Unito e l’Italia, del rapporto con la Turchia eil Mediterraneo...

3 Aprile 2014

La decrescita al Chinaski…

Una serata sulla "decrescita felice" al Circolo Arci Chinaski. Un racconto sul "paradiso terrestre" che deve fare i conti con il carattere limitato delle risorse ed una consapevolezza che ancora non c’è. Né sul piano dei vecchi paradigmi, né da parte della politica che invoca la crescita per uscire dalla crisi. Occorre uno sguardo diverso e i molti ragazzi presenti, con la loro attenzione, con le loro domande e con le loro strette di mano mi dicono che non tutto è perduto...

29 Marzo 2014

Dove spira il vento della secessione, scoprirsi cittadini europei

"Zero per cento razzismo, cento per cento identità" è lo slogan che campeggia sui manifesti a sostegno del referendum per l’indipendenza. Nel Veneto della secessione, con un gruppo di venti giovani a parlare di Europa e di un tempo segnato dal rancore e dall’incerezza del futuro. E di una politica che fatica a dare risposte originali, incapace di elaborare il passato e di raccontare il presente, priva di visione europea, piegata alla logica del rincorrere il consenso.

21 Marzo 2014

Oltre il finale di partito…

Sabato scorso era a Trento per la scuola di formazione delle Acli Marco Revelli, amico ed attento osservatore del nostro tempo. Riporto questa cronaca/commento tratto da "Pontidivista", il blog di Federico Zappini.

di Federico Zappini

Fa sempre piacere dialogare con Marco Revelli, così come ho potuto fare attorno al suo ultimo libro “Finale di partito”. E’ ancora più interessante se lo si può fare all’interno di un incontro che ragiona sul come la comunità (quella trentina nello specifico, ma vale per tutte) debba attrezzarsi per uscire dalle secche in cui sembra essersi arenata. Questo l’obiettivo – giustamente ambizioso – che si propone la scuola di formazione immaginata dalle Acli trentine che coinvolge una ventina di persone provenienti da ogni angolo del territorio. 

20 Marzo 2014

Incroci romani

(Inizio febbraio 2014) Avevo programmato un viaggiodi qualche giorno a Roma, con l’obiettivo di incontrare alcuni deipossibili interlocutori di quell’itinerario politico “territorialeed europeo” che credo potrebbe rappresentare la vera alternativa al“finale di partito” disegnato da Marco Revelli nel suo saggio diun anno fa.

L’ambiente romano, rispetto a questo disegno, rappresenta in séuna sorta di ossimoro, tanto in quella città le dinamiche politichesembrano autistiche. Ma ciò non di meno è utile trovareanche nella capitale della politica italiana, per quanto residualerispetto ai processi del reale, delle possibili sponde per quelrovesciamento di paradigma che s’impone alla politica, nelle sueculture come nelle sue forme. 

20 Marzo 2014

Corrispondenze. Per riflettere sul nostro tempo.

Sul lungomare di Marotta, nel delirio fabbricato del progresso, misuro la distanza da questo tempo ma anche da una storia politica che non è affatto estranea alla pessima eredità che lasceremo dietro di noi. E l’urgenza di fare i conti con quel "secol superbo e sciocco" del quale ci ammoniva Giocomo Leopardi. Ne parlo nella serata dedicata alla presentazione di "Scoprire i Balcani", perché in fondo di questo si tratta: indagare un Novecento cha nasce e muore a Sarajevo. Così accade...

20 Marzo 2014

L’epilogo

... Se avessimo a che fare con l’“ambizione smisurata” di un personaggio politico si tratterebbe di aspettare che gli eventi facessero il loro corso (rapidissimo, se pensiamo che le primarie con cui Pierluigi Bersani venne candidato premier sono state poco più di un anno fa...). Ma qui in gioco c’è qualcosa di più, ovvero il futuro di una comunità politica che rappresenta milioni di persone.

Temo infatti che ci stiamo rapidamente avvicinando all’epilogo di un progetto nel quale abbiamo creduto potesse realizzarsi quell’originale sintesi politico-culturale in virtù del quale abbiamo scelto di archiviare i percorsi più significativi della cultura democratica di questo paese e, per quello che mi riguarda, anche quella piccola eresia politico-culturale che in Trentino era rappresentata da Solidarietà ...