22 Dicembre 2015

La fatica del Trentino (malgrado le graduatorie…)

“Tempi interessanti” (30)

... Quale sia il Trentino del futuro che s’immaginano l’attuale giunta e il suo presidente dalla relazione alla Finanziaria non si evince. La “crescita“ necessaria al Trentino dovrebbe riguardare la qualità, o meglio la riqualificazione tanto della sua economia come del suo welfare e delle forme di coesione sociale. Questo richiederebbe però una disamina attenta dei motivi di criticità che stanno emergendo ormai da tempo (e che dunque non sono riconducibili unicamente a questo esecutivo) nell’agricoltura come nell’industria, nel sistema sanitario come nella mobilità, nel credito come nel tessuto sociale e associativo. Ma di tale disamina non c’è traccia. Laddove ci fosse, questa rimane chiusa a chiave...

22 Dicembre 2015

Un’omissione pericolosa

Centrosinistra e futuro

Simone Casalini, nell’editoriale apparso domenica scorsa sul Corriere del Trentino, interviene sulla stagione dei congressi dei partiti del centrosinistra autonomista trentino

La stagione dei congressi del centrosinistra autonomista – in alcuni casi in stato avanzato (Upt), in altri in fieri (Pd e Patt) – non sembra finora aggiungere alcunché alla rimodulazione della politica. Semmai conferma che è divenuta un campo secondario di pratiche collettive, di vita e di opzioni dottrinali. Difficile stimolare nuova partecipazione se i partiti non sono più in grado di compiere un“analisi sociale del contesto in cui operano – una volta alla base di qualsiasi scelta – e delle istanze ormai da tempo abbandonate nelle periferie (dell“esistenza) o lasciate agli efficaci richiami del Movimento 5 stelle.

22 Dicembre 2015

«Il pericolo dell’estrema destra non è stato messo da parte, anzi»

“Tempi interessanti” (29)

Con questa affermazione il premier francese Valls ha commentato l’esito del ballottaggio nelle elezioni regionali in Francia. Che condivido, contrariamente all’euforia di chi pensa che questo paese abbia in sé gli anticorpi per evitare il prevalere del populismo. Dovremmo convicerci che nessuno li ha e che la risposta alla paura risiede nella nostra capacità di abitare un tempo interdipendente che richiede un diverso e più sobrio rapporto con le risorse del pianeta e l’assunzione di comportamenti responsabili.

1 Dicembre 2015

Cop 21. L’ipocrisia si incontra a Parigi (e non solo)

“Tempi interessanti” (28)

Un qualsiasi notiziario radiofonico di un giorno qualsiasi. La profonda distanza fra il "non più" e il "non ancora", che rischia di diventare un baratro. "Fare meglio con meno" scrivevo due anni fa nelle mie idee per il Trentino per registrare che anche qui come nel resto del pianeta la grande maggioranza delle persone preferiscono azzannarsi piuttosto che riconsiderare i propri stili di vita. Così si è in guerra, senza nemmeno rendersene conto.

28 Novembre 2015

«Modena, stazione di Modena. Per il futuro si cambia»

Giovedì scorso sono stato a Modena, nella sala della Fondazione Teatro San Carlo, un po’ il cuore antico della città, per il Convegno dal titolo suggestivo “Modena, stazione di Modena“.

I migranti arrivano in treno e queste sono le parole con le quali vengono accolti. Loro però non sanno che cosa li aspetta, o forse sì perché Modena è una città ricca e dunque forse si aspettano di condividere un po’ di quella ricchezza. Ma 400 ospiti diventano invece un problema. Numeri irrilevanti se rapportati alla popolazione, agli sportelli bancari e agli altri presunti indicatori del benessere, ma non per un immaginario collettivo che si auto alimenta di paure (e di quel che la gente vuol sentirsi dire) che i talk show televisivi spargono a piene mani pur di fare audience. ...

24 Novembre 2015

Grazie ad Alberto e Luciana

Credo dovremmo tutti ringraziare il papà e la mamma di Valeria Solesin per come hanno vissuto il loro dolore fino all’ultimo saluto dato oggi in piazza San Marco. Grazie a loro la risposta a questa tragedia è stata una grande dimostrazione di civiltà e di unità, oltre ogni bandiera ed appartenenza, che non era niente affatto scontata nel clima di paura e di odio che sta attraversando l’Europa e il mondo intero. Grazie ad Alberto e Luciana. Ed un pensiero a Valeria e a tutte le persone vittime del terrorismo e della guerra.

21 Novembre 2015

Ritorno nel rancore

Diario messicano. Sesta ed ultima puntata.

... Nemmeno il tempo di rientrare a Trento e, nell’ascoltare in autostrada un radiogiornale, veniamo riportati all’amara realtà di un allucinante dibattito sul diritto delle persone a farsi giustizia da sé. Un sindaco padano, intervistato da un cronista accondiscendente, dice cose che fanno rabbrividire, sul diritto di sparare a casa propria ma anche per strada. Bentornati in questo mondo, dove la paura fa strame di buonsenso e di civiltà. Gli umori sono diventati rancore ed il rancore progetto politico. Mentre questo accadeva la sinistra, elitaria e un po’ snob, nemmeno si accorgeva di quel che stava covando nei luoghi del rancore, le nostre krčme, le locande balcaniche che a guardar bene potevamo vedere anche sotto casa nostra. Tutti contro tutti, con le unghie pronte all’aggressione verso tutto ciò che, diverso o famigliare che sia, ti insidia nel tuo possesso o nel bisogno spasmodico di sicurezza. Così va il mondo, ben prima di Parigi.

12 Ottobre 2015

Centralismo e irresponsabilità

Tempi interessanti (27)

... l’atto politico forse più emblematico, al di là degli effetti concreti che ne verranno, del dibattito sulla riforma costituzionale è stato l’accoglimento da parte del Governo di un ordine del giorno presentato da Raffaele Ranucci (PD) che impegna il governo a prendere in considerazione prima dell’entrata in vigore della riforma, "l’opportunità di proporre attraverso una speciale procedura di revisione costituzionale, la riduzione delle Regioni". In un suo precedente Disegno di Legge, presentato a dicembre del 2014 insieme al deputato romano PD Roberto Morassut, Ranucci prevedeva la riduzione delle Regioni italiane da 20 a 12. Non so quanto questa fosse una proposta del PD o solo di due suoi parlamentari, ma di certo si tratta di una proposta che definire folle è una gentilezza. Per la cronaca, in questa cornice, il Trentino e il Sud Tirolo verrebbero a far parte della Regione Triveneto...

5 Ottobre 2015

Quando si bombarda un ospedale…

di Tonio Dell’Olio

Il bombardamento dell“ospedale di Medici senza frontiere a Kunduz in Afghanistan non è un errore. L“errore è la guerra. L“orrore è la guerra. Continuiamo a pagare l“arretramento di civiltà che, per interessi economici, strategici o di potere non vuole cercare altri strumenti per risolvere i conflitti. Continuare a pensare che la violenza si possa contrastare soltanto con una violenza più forte, è la peggiore delle ipocrisie possibili. Le vittime dell“ospedale non sono effetti collaterali ma la sottrazione di vita calcolata e preventivata della barbarie della guerra...

21 Settembre 2015

Grecia, dal risultato elettorale una grande opportunità

(20 settembre 2015) A spoglio elettorale in Grecia ancora in corso il risultato appare comunque inequivocabile, Syriza ha nettamente vinto le elezioni. Nonostante l’intransigenza di un’Europa che si è dimostrata subalterna agli interessi degli stati nazionali, la sfiducia crescente di un paese che è andato alle urne per tre volte in nove mesi, una crisi che impatta una società già ampiamente provata sul piano economico e sociale (e che ha conosciuto per settimane la chiusura delle banche), la scissione della parte più radicale del partito, nonostante infine l’esito di una estenuante trattativa in sede europea che ha imposto ai greci nuovi sacrifici, Syriza ottiene praticamente gli stessi voti in percentuale del gennaio scorso portando il partito di Tsipras a pochissimi seggi dalla maggioranza assoluta in Parlamento.

16 Settembre 2015

Territorialismo, l’ultimo appello. Quel cambio di paradigma che fatica a realizzarsi.

“Tempi interessanti” (26)

(15 settembre 2015) La terza puntata di un piccolo racconto di viaggio, fra Toscana, Liguria e Lombardia (quelle precedenti le potete trovare nel "diario di bordo"). Ambiti formativi dove le parole sembrano violini in una discoteca. Luoghi unici che ancora resistono all’omologazione, altri che subiscono l’ingiuria di modelli insostenibili. Il valore dell’amicizia. Ed infine, un incontro sul territorialismo che assomiglia ad un ultimo appello.

6 Settembre 2015

Analogie

“Tempi interessanti” (25)

(6 settembre 2015) In questi giorni mi veniva da associare le immagini della stazione di Budapest affollata da migliaia di migranti a quelle del 1989, quando sempre in Ungheria (era il 19 agosto) per la prima volta vennero sfondate le frontiere della cortina di ferro. Fu, allora, l’inizio di una rivoluzione che cambiò il mondo. Neanche tre mesi dopo cadde il muro di Berlino, altri più o meno visibili si innalzarono. Di lì a poco cambiarono le geografie, scomparvero tre paesi (Jugoslavia, Cecoslovacchia, Unione Sovietica) e ne apparvero diciotto di nuovi (a guardar bene 21). La bandiera rossa sul Cremlino venne ammainata e finì una storia. L’astronauta sovietico Sergej Krikalev partito qualche mese prima con la nave spaziale Mir diventò l’ultimo cittadino di un paese che nel frattempo non esisteva più. La Jugoslavia, per decenni a capo (con l’India, l’Egitto e l’Indonesia) del movimento dei paesi non allineati, si sgretolò dilaniata da una guerra che per dieci anni insanguinò il cuore dell’Europa fra l’indifferenza dei più...