... mi ero illuso che le buone idee come le buone leggi potessero trovare un qualche riconoscimento. Invece non è stato così. Posso solo dire di avere la coscienza a posto, di essere soddisfatto del mio lavoro di questi cinque anni sul piano legislativo, di aver salvato (un po' di più di contribuito a salvare!) alcune delle aree più delicate del nostro ecosistema, di aver ricostruito una politica agricola che la sinistra trentina non presidiava più da anni, di aver dato significato all'impegno per la pace ben oltre i rituali del pacifismo di maniera. E, più in generale, di aver proposto una visione territoriale ed europea ad un partito che di visioni è piuttosto avaro, qui come sul piano nazionale. A quanto pare tutto questo vale meno, molto meno, di un buon rapporto con i mezzi di informazione...
...Quando l'autonomia del pc portatile comincia a scarseggiare (e per non perdere del tutto il piacere di stare al sole), mi prendo un tavolino sul ponte della nave e un libro, Un terribile amore per la guerra di James Hillman. Il vecchio saggista, psicanalista e filosofo statunitense, in quello che - come lui stesso scrive - «suppongo sarà il mio ultimo libro», ci propone un testo che tocca il mio sentire più profondo in ordine ad un tema - la normalità della guerra - sul quale nei mesi scorsi ho iniziato a lavorare. Ma nel marasma di cose che attraversano la mia vita e il mio impegno avrei bisogno di un tempo supplementare. Che spero prima o poi possa arrivare...
...La territorialità (insieme alla prospettiva sovranazionale europea), ne sono sempre più convinto, è il punto cruciale per rifondare la politica. Non parlo solo della Sardegna. Penso a questo paese sempre più impresentabile, penso all'Europa che sta andando a pezzi, penso alla mia terra che - nella sua positiva diversità - pure ha bisogno di una nuova classe dirigente.











