Fra meno di quindici giorni si vota per il rinnovo del parlamento italiano (e contemporaneamente per alcune importanti regioni italiane come la Lombardia e il Lazio). Le elezioni politiche sono da sempre un passaggio decisivo nella vicenda italiana, queste in particolare potrebbero segnare una svolta politica rispetto allo scenario caratterizzato da vent'anni di presenza del signore di Arcore. Insomma, ci giochiamo il futuro assetto politico del paese. Eppure ho la sensazione che l'esito sia meno che mai nelle nostre disponibilità. Forse perché in questa breve campagna elettorale protagonisti sono i grandi network, le televisioni e - fatto inedito almeno in Italia - la rete. Tutto sembra virtuale, l'andamento dei sondaggi ha scandito sin qui in tempo reale l'orientamento politico degli italiani, certificando la politica come un prodotto, piuttosto che valori da affermare, idee da condividere, progettualità da realizzare. La politica viene spettacolarizzata e personalizzata, quel che conta è prendere la scena e spararla grossa, mandare tutti a casa, far leva sulle emozioni e sulle paure. Che farsene dunque dell'impegno sociale, delle idee, della conoscenza e dell'esperienza?