E' giunto settembre e Politica Responsabile ritrova i suoi direttori. Il primo è lo storico Giuseppe Ferrandi. Come si costruisce la memoria? Come è meglio che venga utilizzata? Su questi problemi la riflessione diventa molto attuale e investe alcuni dei tormentoni di questa estate 2010 e in particolare l'ormai super citato articolo/inchiesta di Stella e di Rizzo sul Corriere della Sera.
"(28 agosto 2010) La tutela dell'ambiente ed evitare un inutile spreco di denaro pubblico. Un documento sottoscritto da 2700 firme di altrettanti cittadini sono state consegnate al Presidente del Consiglio provinciale Giovanni Kessler.
I rappresentanti del "Comitato di Pergine contro il Teatro" hanno così voluto denunciare la prossima realizzazione di un'opera inutile e ambientalmente insostenibile: un nuovo teatro all'aperto da 4000 posti per un costo di circa 6 milioni di euro dovrebbe sorgere in prossimità dell'istituto scolastico Marie Curie e dell'ex ospedale psichiatrico.
Immagino vi siano delle regole del giornalismo, in primis la necessità di semplificare questioni complesse in modo da garantire l'efficacia della comunicazione. Stabilire un legame tra "uso pubblico della storia" e "difesa dei privilegi" (vedi il servizio di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di sabato) è, invece, qualcosa di diverso. Si tratta di una caricatura, una rappresentazione distorta della realtà proposta per colpire l'autonomia, la sua ragion d'essere. (...)
Mattinata d'ebbrezza
Oh mio Bene! Oh mio Bello! Fanfara atroce su cui non vacillo! Cavalletto fatale! Urrà per l'opera inaudita e per il corpo meraviglioso, per la prima volta! Ebbe inizio fra le risate dei bimbi, finirà grazie a loro. Questo veleno resterà in tutte le nostre vene anche quando, voltasi altrove la fanfara, verremo restituiti all'antica disarmonia. Oh in questo momento, noi così degni di queste torture! raduniamo con fervore la sovrumana promessa, questa demenza! L'eleganza, la scienza, la violenza! Ci hanno promesso di sotterrare nell'ombra l'albero del bene e del male, di deportare le onestà tiranniche, affinché rechiamo il nostro tanto puro amore. Ebbe inizio con qualche nausea e finì, non potevamo impadronirci subito di quell'eternità, finì con uno scompiglio di profumi.
Risate dei bimbi, discrezione degli schiavi, austerità delle vergini, orrore degli aspetti e degli oggetti di qui, vi consacri il ricordo di questa vigilia. Iniziata nella rustichezza, ecco ha termine fra angeli di fiamma e di gelo.
Piccola vigilia d'ebbrezza, santa! non foss'altro, per la maschera di cui ci gratificasti. Metodo, noi ti affermiamo! Noi non dimentichiamo che ieri hai glorificato ciascuna delle nostre età. Noi abbiamo fede nel veleno. noi sappiamo donare ogni giorno la nostra vita intera.
Questo è il tempo degli Assassini.
Arthur Rimbaud
VIII Forum internazionale "L'impresa di un'economia diversa"
FUORI DALLA CRISI
CON UN'ALTRA ECONOMIA
La campagna Sbilanciamoci il 4 settembre a Cernobbio
con il suo forum alternativo
Il 4 settembre le organizzazioni della campagna Sbilanciamoci si ritrovano a Cernobbio in un forum alternativo a quello dello Studio Ambrosetti che vede la partecipazione dei top manager delle imprese e di molti esponenti del governo.
Riceviamo da Paolo Anghileri questo scritto che volentieri pubblichiamo. La Provincia autonoma di Trento, già nel corso della passata legislatura, ha assunto un impegno in questa direzione, ma che non si è ancora pienamente concretizzato. Il Comune di Trento ha approvato recentemente un ordine del giorno sul passaggio al software libero e proprio nei giorni scorsi anche il Comune di Rovereto ha annunciato la scelta dell'open source.
di Paolo Anghileri
Gli ultimi dieci anni hanno visto una vera e propria rivoluzione
nell'ambito del software libero, comunemente detto open source.
Innumerevoli progetti hanno raggiunto la maturità mettendoci a
disposizione software di standard qualitativo elevato a costo zero.
Un'ottima opportunità di risparmio anche per le pubbliche amministrazioni. (...)
di Fabio Pipinato*
(17 agosto 2010) Un'anomalia. Ci siamo raramente occupati di "politica interna" in quanto lo sguardo del nostro portale è, come dice il nome stesso, soprattutto "politica estera" ma, visto il clima, corre l'obbligo. (...)
(Agosto 2010) In contesti e modalità diverse, Veneto e Trentino, due manifesti regionali suggeriscono di cambiare schema di gioco, ripensare la politica a partire dai territori e dalle loro straordinarie energie, guardando al federalismo in una prospettiva europea.
Esiste un'altra narrazione? Di questo paese, dei suoi territori, delle connessioni con i flussi della globalizzazione, delle paure che ne vengono? È a questa domanda che la politica che non si riconosce nel berlusconismo è chiamata a rispondere. Perché fino ad ora il centrosinistra questa altra narrazione non ha saputo proporla...
Ne parliamo su www.politicaresponsabile.it
"di Michele Nardelli
La rottura fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini segna la fine dell'alleanza politica che ha governato l'Italia della seconda repubblica. O meglio, per dirla con Massimo Cacciari, di quell'alleanza di potere che della prima repubblica ha rappresentato la continuità nel più perfetto stile gattopardesco, all'insegna cioè della contrapposizione ideologica, politica e culturale che aveva segnato il secondo dopoguerra, mettendo a profitto la crisi dei partiti storici per porre fine al "caso italiano" all'insegna di un programma che la P2 aveva disegnato qualche anno prima.
(30 luglio 2010) Si è costituita a Milano per iniziativa di un gruppo di volonterosi tra i quali Ali Rashid, Moni Ovadia, Michele Nardelli e Rino Messina, l'Associazione "Mezzaluna fertile del Mediterraneo", rivolta a chi ama il Mediterraneo e si ostina a pensare alla Palestina come ad un luogo di cultura e di pace.
di Francesco Martino - www.balcanicaucaso.org
"I Balcani sono vere 'autostrade del cibo'. Qui prodotti e tradizioni gastronomiche hanno viaggiato più che altrove, contaminandosi lungo la via, per arrivare fino al Maghreb a ovest e all'India a est". Sofia, Bulgaria. Incontro Michele Rumiz, referente per i Balcani di Slow Food a pochi passi dall'Università. "L'idea di Terra Madre Balcani nasce da questa semplice considerazione: salvaguardare e promuovere la produzione di cibi tradizionali in quest'area è possibile soltanto attraverso una prospettiva regionale". (...)












