BIBLIOTECA

5 Luglio 2018

La Banda del Matese

Bruno Tomasiello

La Banda del Matese

1876 - 1878

I documenti, le testimonianze, la stampa dell'epoca

Galzerano Editore, 2009

 

«Spinto dagli ideali internazionalisti e fiducioso della "propaganda del fatto", il piccolo gruppo di rivoluzionari, dopo uno scontro a fuoco con i carabinieri a San Lupo, domenica 8 aprile 1877, a Letino e Gallo, sulle montagne del Matese, occupò il Municipio, bruciò gli archivi comunali, distrusse i contatori dei mulini e, in nome della Rivoluzione Sociale, dichiarò decaduto il re Vittorio Emanuele II».

A distanza di 130 anni la ricerca di Bruno Tomasiello fa riemergere dall'oblio episodi e testimonianze archivistiche e giornalistiche, opere e documenti interessantissimi, rendendoli vivi e comprensibili , contribuendo ad una maggiore conoscenza di questo episodio storico, troppo spesso dimenticato dalla storiografia ufficiale, che ha proiettato i piccoli comuni di San Lupo, Letino e Gallo nella storia dell'anarchia e del socialismo italiano e internazionale.

17 Novembre 2017

Federalismo e Libertà

Silvio Trentin Federalismo e LibertàScritti teorici 1935 - 1943 Marsilio editore, 1987 

L'opera di uno dei padri del federalismo italiano ed europeo, un testo chiave nel mio percorso personale, riletto a distanza di molti anni, che mantiene intatta la forza del suo messaggio mentre sta fallendo inesorabilmente l'Europa degli Stati.   

2 Marzo 2020

I mercanti di stampe proibite

Paolo Malaguti

I mercanti di stampe proibite

Editrice Santi Quaranta, 2013

 

Un grande affresco di un tempo quando dalle valli trentine si partiva per il mondo diventandone cittadini.

«I protagonisti di questa storia affascinante, che si svolge negli anni sessanta e settanta del Settecento, sono i piccoli mercanti girovaghi che commerciavano le stampe popolari dei Remondini di Bassano del Grappa. Partivano soprattutto dal Tesino, una terra di montagna fra Trentino e Veneto sovrastante la Valsugana, e attraversando tutta l'Europa giungendo perfino in America Latina, con in spalla la cassela di legno contenente le loro mercanzie. Erano chiamati anche perteganti perché si appoggiavano nei loro lunghi viaggi a un pertego, ovvero a un bastone. Essi sono, in questo straordinario romanzo, Sebastiano Gecele, il figlio Antonio e il Grimo, ormai anziano: vendono in particolare i cosiddetti straloci, stampe che raffigurano la Vergine e i Santi in modo spesso imperfetto così da far risultare l'espressione degli occhi strabica; però, talvolta, accolgono nelle loro cassele stampe proibite o satiriche contro i regnanti dell'epoca».

18 Novembre 2017

Via San Nicolò 30

Roberto Curci

Via San Nicolò 30

Traditori e traditi nella Trieste nazista

Il Mulino, 2015

 

 

Un libro tragico e avvolgente attraverso i personaggi dell'occupazione tedesca di Trieste e di una città che più di ogni altra vive nella propria falsa coscienza.

 

«... I delitti della Risiera restano impuniti, le ceneri dei “giustiziati” si sono sparse nelle acque del Vallone di Muggia dove, metodicamente e tranquillamente, venivano scaricate a carrettate, sotto gli occhi di diversi testimoni.

A qualcuno dei criminali dell'Abteilung R penserà – a tempo debito – la giustizia tedesca, ai tanti collaborazionisti indigeni non penserà nessuno. Il Governo militare alleato, l'abbiamo visto, ha provveduto a cancellare qualsiasi documentazione “compromettente”, Mauro Grini è scomparso nel nulla, dei circa 700 ebrei triestini deportati sono tornati appena una ventina. E preferiscono, quasi tutti, tacere.

17 Novembre 2017

Aden Arabie

Paul Nizan

Aden Arabie

Fahrenheit 451, 1994



“Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita”. Un libro straordinario che mi accompagna da sempre e che oggi voglio dedicare a Giulio Regeni.

«Pubblicato a Parigi nel 1931, Aden Arabie racconta il viaggio e l'esperienza di un anno in una lontana ed esotica città d'Arabia: Aden. Nizan sottolinea la distanza tra il viaggio come "fuga", fatto per ripagarsi delle proprie frustrazioni reali, e quello invece volontario e cosciente, vissuto come indagine cruda della realtà».

17 Novembre 2017

Breviario Mediterraneo

Predrag Matvejevic

Breviario Mediterraneo

Garzanti, 2006

 

"I traffici dei mercanti, le migrazioni delle anguille, fughe di popoli e nascita di idee, leggende, architettura, storia, paesaggi".

 Un capolavoro che ti aiuta a comprendere l’intreccio straordinario di parole, saperi, profumi fra oriente ed occidente.

 

«... Gli arabi passavano da una sponda all'altra anche senza carte, conquistavano il mare vincendo per terra. Andavano da est verso ovest, dal Mashrek verso il Magreb - questa era del resto anche la direzione della diaspora ebraica e dell'evangelizzazione cristiana, delle varie spedizioni e trasmigrazioni dal Vicino o dal Lontano Oriente, dei popoli che andavano dietro il corso del sole e, forse proprio per questa ragione, riuscivano nelle loro imprese meglio degli altri. I conquistatori arabi occuparono Ifrkia, s'impadronirono di Alesandria, passarono sulla parte settentrionale del mare nostrum. Vennero a conoscenza di Aristotele e di Tolomeo prima di noi, nonostante l'incendio della biblioteca Alessandrina. La geografia venne tradotta in arabo sia dal greco sia dal siriano prima che lo fosse nelle lingue europee. La grande sintassi divenne il celebre Almagesto. Il geografo Al-Musadi vide anche le carte di Marino di Tiro sulle quali aveva studiato lo stesso Tolomeo. Al Batani assunse o fece sue le concezioni tolemaiche. Al-Huvarismi le completò. Al-Biruri andò persino oltre: anticipò Galileo. Le conoscenze geografiche sono state trasferite dal Mediterraneo sud orientale a quello occidentale e settentrionale...»

 

21 Settembre 2017

Omaggio alla Catalogna

Vedo in televisione uno speciale sulla strage di Piazza Fontana. Una vita fa. Le immagini che passano sullo schermo sembrano davvero di un altro pianeta eppure in quell’ingorgo ci siamo passati. Le lotte operaie e studentesche, la strategia della tensione, lo stragismo, gli anni di piombo… tutto finisce in un unico tritacarne dal quale esce solo l’immagine della violenza. E’ una narrazione che non fa giustizia, non dico delle nostre speranze ma nemmeno della realtà. C’era anche tutto questo, ma soprattutto dell’altro. Descrivere gli anni ’70 riducendoli da una parte alle bombe e dall’altra alle chiavi inglesi e alle P38 è una distorsione della storia e una grande sciocchezza. Ma questo è il messaggio che è passato, tant’è vero che nell’immaginario giovanile del 2009 la strage del 12 dicembre di quarant’anni fa è opera delle Brigate Rosse. Del resto, la verità non esiste e di quel sangue versato per la giustizia italiana non c’è un colpevole. Così come non c’è dell’assassinio di un ferroviere anarchico gettato dalla finestra della questura di Milano, non c’è delle stragi sui treni o nelle piazze, non c’è dell’aereo dell’Itavia inabissatosi in mare senza una ragione. Figuriamoci della memoria e dell’elaborazione di quel passaggio della nostra storia più recente. E non è solo responsabilità di chi ha saputo tutto coprire ma anche di chi, di quel tempo, ne è stato protagonista. Alla Sala della Regione c’è un convegno del PD del Trentino sullo stato dell’economia trentina. Fosse per me non l’avrei mai impostato in quel modo, come se dalle categorie economiche potesse venirci una qualche progettualità. E questo profilo che non riesco a vedere, e mi rifiuto di pensare che iniziamo da zero. Sarà che sono all’antica, ma per me la politica deve provare ad indicare visioni. Così preferisco andarmene alle Gallerie del Museo Storico dove viene presentato il Premio di architettura "Costruire il Trentino", dove invece qualche visione c’è, eccome. Anche tantissima gente a dispetto delle 11 di un sabato mattina invernale. Molti dei presenti vengono da altre città e rimangono stupiti di come in questa terra persino delle vecchie gallerie dismesse sotto il Doss Trento possano diventare un luogo di elaborazione. Il che ci racconta di qualcosa che vive sulle idee prima ancora che sulle risorse materiali dell’autonomia. Alle 12.30 ho appuntamento con il gruppo di lavoro che ha lavorato con me alla Legge sulle filiere corte. Ci troviamo all’agritur alle Gorghe, sopra Vigo Meano, per festeggiare l’approvazione della legge, ma quella con Edi, Enzo, Massimiliano, Michele, Nereo e Sergio è una fittissima discussone sulle prossime cose da fare per darvi attuazione, per valorizzarne l’impatto, per ragionare della crisi di interi comparti dell’economia agroalimentare, per andare oltre quell’unanimità che ha solo messo da parte le vere contraddizioni. Escono un sacco di idee, tant’è che finiamo che il pomeriggio volge alla sera. Un’intervista alla Rai e poi un salto alla festa del volontariato che si è speso (e ancora si sta spendendo) nell’opera di soccorso e ricostruzione in Abruzzo, alla presenza del capo della Protezione civile Bertolaso. Il palasport delle Ghiaie è pieno di persone in divisa, appartenenze che hanno contribuito a fare diverso il Trentino sul piano della coesione sociale. Mentre ascolto le testimonianze mi chiedo perché mai in questi anni i nostri mondi non hanno cercato con queste persone un maggiore corpo a corpo… E’ sera, ci sarebbe a Rovereto la serata cinematografica dedicata all’Albania a cui tenevo partecipare, ma per oggi abbiamo già dato e quando arrivo a casa dopo aver fatto la spesa ho solo voglia di gettarmi sul divano con le gambe all’insù.  
24 Marzo 2015

La fattoria degli animali

George Orwell


La fattoria degli animali


Mondadori, 1947


 


Il più grande e ironico racconto sullo stalinismo e sul totalitarismo. Un antidoto allÕidiozia del potere. Un gioco sulla vita che accompagna la nostra amicizia con gli animali dellÕAnimal Farm di Oaxaca (Messico)


 


«... Oltre la discussione del mulino, vi era la questione della difesa della fattoria. Sapevano bene che gli uomini, sebbene fossero stati sconfitti nella Battaglia del Chiuso delle Vacche, avrebbero potuto fare un altro e più deciso tentativo per riconquistare la fattoria e restaurarvi Jones. Come sempre, Palla di Neve e Napoleon erano in disaccordo. Secondo Napoleonn, ciò che gli animali dovevano fare era procurarsi armi da fuoco e addestrarsi al loro uso. Palla di Neve era invece del parere che si dovessero spedire stormi di piccioni a suscitare la Rivoluzione fra gli animali delle altre fattorie. LÕuno argomentava che se non avessero saputo difendersi da soli erano destinati ad essere vinti; lÕaltro ragionava che, se la Rivoluzione fosse scoppiata dappertutto, essi non avrebbero più avuto bisogno di difendersi...»


 

17 Novembre 2017

I buoni siamo noi

Luca Rastello I buoni Chiarelettere, 2014

 

Il nuovo libro di Luca Rastello. Un romanzo, ma anche una denuncia sull'insostenibilità e sull'ipocrisia del mondo no profit. Una dura critica alla bontà che genera potere, seguito da molte polemiche per i nomi che lascia intendere. Una recensione.

 

di Mauro Cereghini

(maggio 2014) Avrei voluto scrivere de "I buoni", l'ultimo libro di Luca Rastello, come di un romanzo. E dire della sua capacità di catturarti, di avvolgerti nella lettura pur prendendoti a schiaffi quasi ad ogni pagina. Dalle fogne di Bucarest alle fabbriche abbandonate delle nostre periferie urbane, ti getta addosso il fango di un'umanità scartata. La fatica di tante anime fragili, dello psicologo in bilico sulla sua identità sessuale, della ragazza madre dagli occhi sempre tristi, dei bambini rumeni malati di aids. Eppure persone vive, sguardi veri.

E poi parlare del racconto di chi li aiuta, del lato oscuro dei buoni per professione, dei volontari e degli operatori sociali. Anche loro ritratti nella nuda concretezza, fatta di quotidiani compromessi più che di nobiltà e princìpi. Un'immagine lontana dalle riviste patinate, con le rubriche fisse sul sociale-equo-solidale che fa tanto chic. E libera dalle retoriche politicamente corrette delle "operazioni bontà" e delle "partite del cuore", versioni televisive della carità più pelosa. Quella che lava con qualche avanzo di portafoglio le cattive coscienze, permettendo loro di continuare a farsi i fatti propri.

24 Aprile 2020

Storia della Resistenza

Marcello Flores

Mimmo Franzinelli

Storia della Resistenza

Laterza, 2019

 

La Resistenza in montagna e quella in pianura. La guerriglia nelle città. Il sostegno della popolazione e il rapporto con la "zona grigia". La collaborazione con gli Alleati e la guerra civile con gli italiani in camicia nera.

A 75 anni dalla Liberazione, finalmente una ricostruzione con l'ambizione di proporre uno sguardo complessivo su fatti, momenti e protagonisti che hanno cambiato per sempre il nostro Paese.

20 Febbraio 2022

I potenti del ’dopo’ Tangentopoli

Solidarietà

I potenti del 'dopo' Tangentopoli

Solidarietà, marzo 1995

 

A tre anni dallo scoppio di Tangentopoli i poteri forti si riorganizzano, fra incapacità di trovare una "soluzione politica" e rimozione. Paradossalmente l'effetto di Mani Pulite sarà ben diverso da quello auspicato da chi aveva guardato con speranza all'azione della magistratura. La seconda Repubblica si presenta come peggiore della prima. In Trentino le cose andranno un po' diversamente per effetto di un impegno legislativo che produrrà precisi vincoli negli appalti pubblici e una stagione politica che, pur fra mille contraddizioni, farà nascere l'anomalia dell'unica regione dell'arco alpino che non sarà preda del leghismo.

Illustrazioni e copertina di Rudi Patauner

11 Luglio 2020

Surviving Srebrenica

Hasan Hasanovic

Surviving Srebrenica

Sopravvivere al genocidio, 11 luglio 1995

Gabrielli Editori

 

«Questa è la sola città in cui io penso "a chi è chi" in termini di etnicità, perché vedo che i Serbi badano ai loro affari e i Bosniaci fanno lo stesso. Le persone vanno in Caffè diversi, hanno narrazioni diverse della guerra e di fondo ci sono divisioni invisibili per qualsiasi cosa. Spero che un giorno tutto questo cambierà e che si saràuna pace autentica e giusta»

 

Testimone instancabile del genocidio del popolo bosniaco, Hasan Hasanovic è curatore del Memoriale di Potocari dove conduce i gruppi di visitatori nella difficile comprensione di quanto è accaduto.