BIBLIOTECA

16 Novembre 2017

Eredi

Gianfranco Bettin

Eredi

Da Pietro Maso a Erika e Omar

Feltrinelli, 2007

 

Quello di Pietro Maso non è stato un caso isolato. Episodi simili si sono ripetuti, anche recentemente, come nel caso di Erba. Sono tutte storie terribili, che non riguardano solo i protagonisti e le vittime dei delitti, bensì la società nel suo complesso e il suo sistema di valori. “Eredi”, con una narrazione in presa diretta, offre spunti di riflessione acuti e di straordinaria attualità su queste vite “normali” ma dagli esiti atroci.

 

16 Novembre 2017

Il passato davanti a noi

Bruno Arpaia

Il passato davanti a noi

Guanda, 2006

 

È un libro che, per chi ha vissuto quegli anni, ti scava dentro. Puoi anche decidere di prenderti una certa distanza, dicendo “no, noi non eravamo così”, ma avverti che dentro di te vengono toccate corde sensibili, di un passato ancora non del tutto elaborato, spesso ricondotto impropriamente agli “anni di piombo”.

Forse le passioni di un’epoca non possono davvero essere raccontate ad un’altra. Eppure la voce che narra questa storia, una storia di ragazzi e ragazze che crescono negli anni Settanta in un paesino del Sud, ha il timbro forte, spericolato e consapevole, di chi non può più tacere. E il risultato è un romanzo italiano che affonda le mani nel “buco nero” di quel decennio senza paura di sporcarsele, senza celebrarlo né rinnegarlo, raccontando una generazione e un pezzo di storia dal di dentro, quasi in presa diretta, e allo stesso tempo in un serrato corpo a corpo con la memoria, propria e altrui.

16 Novembre 2017

La terrazza proibita

Fatema Mernissi

Vita nell’harem

Giunti, 2005



L’harem di Fez dove la piccola Fatema cresce è un luogo in cui le donne sono sottomesse a precise regole, prima fra tutte quella di non varcare i “sacri confini” delle mura domestiche. La terrazza più alta della casa diventa così il luogo proibito e segreto dove fantasticare evasioni, praticare rituali segreti, complottare trasgressioni contro le regole del costume familiare e sociale.

12 Aprile 2009

Area di crisi. Guerre e pace ai confini d’Europa

Di Paolo Bergamaschi. Prefazione di Daniel Cohn-Bendit

em>Edizioni La Meridiana, 2007

Paolo Bergamaschi lavora al Parlamento Europeo. È un esperto della commissione Affari Esteri. Gira il mondo per mestiere quindi, e in particolare viaggia molto nelle aree ai confini dell’Unione cruciali per la pace e la sicurezza alle sue frontiere.

16 Novembre 2017

In prima persona singolare

Cristiana Pivari

In prima persona singolare

Il filo, 2007



Proviamo mai a metterci nei panni degli altri, “in prima persona singolare”? A dire “io” e a pensare e agire come un altro penserebbe e agirebbe?

Cristiana Pivari lo ha fatto e dal suo esperimento è nata questa coinvolgente raccolta di racconti. Vicende straordinarie nella loro quotidianità, uomini e donne alle prese con situazioni diverse, cariche di significato e di spunti per riflettere. Il sogno di avere a disposizione un’ingente somma di denaro. Il passato che , di continuo, interferisce con il presente, o le azioni altrui che, inevitabilmente, si riflettono o modificano le proprie certezze. La decisione di dire, almeno una volta, ciò che si pensa veramente. I personaggi che popolano il mondo di “In prima persona singolare”, con armonia e semplicità, parlano di sé, si rivelano, testimoni di una società troppo spesso superficiale.

16 Novembre 2017

Buick Riviera

Miljenko Jergovic

Buick Riviera

Edizioni Scheiwiller

 

Una novella dai toni fortissimi che parla della Bosnia, della guerra, della difficoltà di voltare pagina dopo il conflitto. Una Bosnia estremamente vicina e al contempo lontana perché raccontata dagli esuli negli Stati Uniti. Una recensione di Michele Nardelli al nuovo libro di Miljenko Jergovic

di Michele Nardelli

ÒBuick RivieraÓ di Miljenko Jergovic è una novella di fortissima intensità, che ti parla della Bosnia pur essendo ambientata negli Stati Uniti e che ti bruci in una giornata in cui fuori fa freddo e non hai voglia di fare nullÕaltro che leggere.

 

16 Novembre 2017

Scarpette da ballo nelle nevi di Siberia

Sandra Kalniete

Scarpette da ballo nelle nevi di Siberia

Edizioni Scheiwiller, 2005

 

di Michele Nardelli

Paesi di mezzo: la Lettonia del ‘900 nel racconto della tragedia di due famiglie nei gulag staliniani".

Scarpette da ballo nelle nevi di Siberia" non aggiunge nulla di nuovo Ð almeno sotto il profilo storico Ð a quanto già sappiamo sulla tragedia dei gulag staliniani. Almeno per chi vuol sapere. PerchŽ Ð inutile nascondercelo Ð sono ancora in molti a non voler fare i conti con questa storia, la storia di un totalitarismo che ha permesso che comunismo e terrore diventassero, come afferma l’autrice Sandra Kalniete, “un binomio inscindibile”.

16 Novembre 2017

L’arte del mettersi in mezzo

Aldo Bonomi

La Comunità maledetta

Viaggio nella coscienza di luogo

Edizioni di Comunità, 2002

 

 

di Gianfranco Bettin

Ogni volta che sente mettere in dubbio le proprie virtù (o presunte tali) la buona società del Nordest esibisce i molti “volontari” impegnati in opere solidali, nella regione e altrove. Dimenticando, però, che tra quei “volontari” molti sono radicalmente critici proprio verso il modello sociale e comunitario locale.

Aldo Bonomi, infaticabile e acuto indagatore della società e del tempo in cui siamo “situati”, ha recentemente viaggiato tra Nordest (come luogo tipico e ricco della nuova società globale) ed ex Jugoslavia (come luogo tipico e devastato, uscito dalle convulsioni della vecchia società ed entrato, nel modo più tragico, nella nuova: un esauriente e avvincente bilancio degli ultimi dieci anni lo si può ora trovare in La guerra dei dieci anni. Jugoslavia 1991-2001, a cura di Alessandro Marzo Magno, Il Saggiatore, p. 528, E. 21,69). Questo viaggio Bonomi lo ha fatto in compagnia di un “volontario” che esprime al meglio la concretezza dell’impegno e la consapevolezza della necessità di un approccio critico al contesto. Tanto più se il luogo dell’impegno è tra Serbia, Croazia e Bosnia, e ai confini tra Kosovo e Macedonia, cioè in alcune città e paesi dove la ricostruzione post-bellica non può non essere anche ricostruzione dei legami sociali e umani e trasformazione delle coscienze.

16 Novembre 2017

Biscotti al cardamomo

Antonio Umberto Riccò

Biscotti al cardamomo

Edizioni Alpha Beta, 2009

 

Una mattina di febbraio il lago di Garda restituisce il corpo di uno straniero. Si capirà  presto che è stato ucciso. Da quel momento le notti di Saverio, il professore
in pensione che ha trovato il cadavere, sono tormentate da incubi, che non gli danno tregua fino a spingerlo a intraprendere proprie indagini insieme a Marco,
cronista di un quotidiano locale. Anche gli inquirenti ufficiali, una vicequestore mordimatite e un capitano dei Carabinieri esperto di bonsai, coordinati da un Procuratore della Repubblica con la Sicilia nel cuore, si confrontano con indizi che gli assassini sembrano aver lasciato apposta per loro… Lo scenario che fa da sfondo alla narrazione è quello di un paese che sembra aver perso la memoria del proprio passato.

16 Novembre 2017

La signora va nel Bronx

Mi sveglio a Torino, in un alberghetto di via Principe Amedeo. Aggiorno il sito, preparo un po’ di cose per la giornata e poi vado in stazione Porta Nuova dove ho appuntamento con Eugenio Berra, giovane amico con il quale condivido le passioni balcaniche e l’impegno sul turismo responsabile. Dopo aver preso un caffè come si comanda (i vecchi caffè torinesi del centro sono così pieni di cioccolato e di storia da aver un fascino tutto particolare) andiamo in zona Lingotto dove ci attende l’incontro con Michele Rumiz che, per Slow Food, segue l’area balcanica. Stiamo discutendo di un progetto che come "Viaggiare i Balcani" vorremmo realizzare in partenariato con Slow Food, un viaggio lungo il Danubio per scoprire e valorizzare culture alimentari e comunità del cibo di questa grande regione europea. Come sempre, non mancano le idee e nemmeno l’ambizione, ma l’organizzazione di una cosa del genere richiede un lavoro immenso di preparazione. Per la verità ci prendiamo per tempo, visto che si parla di un evento da realizzare nell’estate del 2011, ma che vorremmo già presentare a "Terra madre", nell’ottobre dell’anno prossimo, proprio a Torino. L’idea è condivisa, le suggestioni che ne vengono sono numerosissime, ed è così anche per le opportunità di iniziativa che ne possono scaturire. Ma non c’è tempo da perdere. A febbraio è necessario che la macchina si metta in moto. Rimaniamo con l’idea di avere una risposta formale da parte del presidente di Slow Food nel giro di un paio di settimane e definiamo una prima scaletta di lavoro. Mangiamo qualcosa nel locale sottostante alla sede di Slow Food, "Eataly", il più grande mercato enogastronomico del mondo – come si definisce – che oltre a Torino ha aperto a Tokio, Milano, Bologna e Pinerolo. E’ la fiera della qualità (ma anche della vanità e della gola) oltre che dei prezzi alti. Coniugare qualità ed accessibilità dovrebbe essere possibile, come giustamente dice Slow Food: "buono, pulito e giusto". Ma questa è un’altra storia… Torniamo verso la stazione, Eugenio riparte per Milano ed io faccio quattro passi per la città nel tiepido del pomeriggio. Alle 17.00 è prevista la presentazione di "Darsi il tempo" alla Libreria coop di piazza Castello. Con me ci sono Luca Rastello, giornalista, scrittore e amico, e Antonio Ferigo, vice Presidente dell’Istituto Euromediterraneo del Nord Ovest Paralleli che ha organizzato l’iniziativa. Un po’ di gente è arrivata e così iniziamo a parlare del libro, dei suoi contenuti, delle sue visioni. Il libro è uscito un anno fa e siamo ormai alla quarantesima presentazione, quel che c’era da dire… eppure ogni volta è una discussione diversa. Non parliamo di cooperazione, ma di sguardi sul mondo, degli strumenti per leggere e capire quel che accade intorno a noi, del nostro vocabolario e della necessità di fare una seria manutenzione delle parole. A cominciare della pace e della guerra, che continuiamo a non indagare seriamente, incapaci di far nostro il messaggio di Hannah Arendt sulla "banalità del male". E, sotto questo profilo, "Darsi il tempo" è solo l’avvio di una riflessione. Ci raggiunge anche Alberto Tridente, compagno di mille battaglie. Ogni volta che c’incontriamo programmiamo viaggi oltre oceano, chissà che questa volta non capiti davvero, visto che l’anno prossimo ci sono le elezioni presidenziali in Brasile ed il Presidente Lula è amico di Alberto. Andò così anche nella primavera del 1994 e fu un’esperienza davvero straordinaria. Nelle stesse ore di Torino, a Bruxelles, nella sede della rappresentanza della Regione europea del Tirolo – Alto Adige, una presentazione parallela del libro, con Mauro Cereghini ed un centinaio di persone ad ascoltare e dibattere. Se con questo libro volevamo trovare il tempo per alzare lo sguardo sulle cose del mondo e della cooperazione, possiamo dire di esserci proprio riusciti. Con Antonio, Luca e Silvia finiamo in una bettola, nei pressi di piazza San Carlo. E poi a chiacchierare fino a notte tarda con Luca in uno dei più vecchi caffè del centro, io un "bicerin" e lui uno zabaione tiepido. Poi a nanna, visto che domattina c’è l’Assemblea del PD del Trentino.  
16 Novembre 2017

Nebulosa del Boomerang

Gianfranco Bettin

Nebulosa del Boomerang

Feltrinelli, 2004



“Addio allora, e buon inverno per sempre. Ci vivresti bene là sopra tu, in quel posto, come si chiama...? Nebulosa del Boomerang. Il posto più freddo dell’universo. Ma non ti accorgi che è qui, non ti accorgi che è questo il posto più freddo dell’universo?”

Tre destini in fuga si incrociano in una notte freddissima d’inverno: Mila, una prostituta polacca inseguita dai suoi persecutori, Giorgia, una tassista in attesa di clienti, Walter Zoef, giovane funzionario dello Stato. ...

Nebulosa del Boomerang è un noir “civile”, un romanzo che mozza il fiato e chiede di pensare nell’inquieto orizzonte dell’Europa di oggi. Tanto è irrimediabilmente freddo lo spettacolo della barbarie e del male in cui in cui i tre protagonisti cercano spazio, movimento, salvezza, tanto è furioso il passo che intreccia presente e passato, tanto è caldo il ritmo delle anime.

16 Novembre 2017

Südtirol Italia


Riccardo Dello Sbarba

Südtirol Italia

Il calicanto di Magnago e altre storie

Il Margine

 

Quante volte ho provato rabbia verso chi, venendo da fuori, guardava alla terra che lo ospitava con sufficienza, all’autonomia come un incomprensibile privilegio, mai un’occhiata ai giornali locali bollati di provincialismo, con l’aria di chi sa già tutto e non ha nulla da imparare. Qui, siamo in Italia, e che diamine!