Il mondo e tutto ciò che contiene
Non penso solo alle due guerre che devastano l'Europa e il Mediterraneo, entrambe esito di questa incapacità di fare i conti con la storia e del delirio nazionalistico che ancora pervade il presente. Penso agli Stati Uniti d'America e alla sua geografia politica che tanto ricorda quella della guerra di secessione del 1861/1865 fra Confederati e Unionisti (che divenne fra “schiavisti” e “antischiavisti”). Penso al colonialismo (occidentale e non solo) e di quanto anche in questo nostro paese sia difficile riconoscere gli orrori compiuti sotto ogni latitudine in nome di una presunta supremazia razziale e nazionale. Penso all'Europa dilaniata fra misura e dismisura, spirito libertario e ideologia tedesca, un'Europa che – come scrive Albert Camus – «non è mai stata altrimenti che in questa lotta fra meriggio e mezzanotte». Penso alla “Grande Russia” e al suo mito imperiale che si trascina ancor oggi come ideologia di massa. Penso alla Spagna della guerra civile degli anni '30 (circa 600 mila morti), al clerico-fascismo incarnato dal franchismo e ad una divisione profonda che riemerge ad ogni passaggio cruciale della vita di quel paese. Penso alle ceneri del comunismo reale e allo sfascio morale e materiale che ha lasciato in eredità, ma anche alle derive neonaziste che risorgono nel territorio che fu un tempo della DDR, in Ungheria, in Romania o in Ucraina. …
Penso a questo paese nelle mani di una destra post fascista che si riferisce all’Italia come ad una “Nazione” e non ad una Repubblica fondata sullo stato di diritto, ovvero di una cittadinanza che prescinde dall'etnia, dal colore della pelle, dalla religione, dalla cultura, dal proprio orientamento di genere, dalla propria collocazione sociale.
Ma fra le parole scritte che possono costituire un contributo importante per comprendere il Novecento “Il mondo e tutto ciò che contiene” di Aleksandar Hemon è un libro del quale consiglio la lettura. Qualcosa di più di un romanzo.
E' il racconto del Novecento attraverso l'ingegno narrativo dell'autore, una trama che inizia a Sarajevo nei pressi del ponte latino dove vengono assassinati Francesco Ferdinando e Sofia Chotek e si conclude a Gerusalemme. Città che amo e che a ragione possono essere considerate il centro del mondo.
* "Osmane" è una sevdalinka emozionante e intensa che Damir Imamović ha scritto in risposta alla lettura del racconto epico di Hemon. Il testo della canzone è poetico ed evocativo, con il verso di apertura che descrive l'inizio della Grande Guerra a Sarajevo. "Osmane" è una canzone che raffigura un amore proibito ed eterno tra due uomini, Osman, un musulmano, e Pinto, un ebreo sefardita. Le canzoni tradizionali di amore e desiderio di casa sono il mezzo attraverso cui i due amanti comunicano la loro gioia condivisa e il loro desiderio per la città che si sono lasciati alle spalle, Sarajevo. (m.n.)
Se volete ascoltarla: https://youtu.be/cmx9SRv51ks

Bravo Michele sai sempre trovare le parole. Non l’ho ancora letto, me lo procuro.
Ho letto con emozione il tuo post caro Michele, leggerò di sicuro anche il libro.
Grazie, come sempre proponi pensiero. cercherò il libro.
Grande libro. Ciao.
Come sempre intenso e prezioso il tuo contributo, quanto l’amicizia. Mario
Appena mi alzo dal letto mi procurerò il libro, dopo l’impegnativo ascolto di Osmane.
I tuoi suggerimenti sono sempre stimolanti e intriganti anche se quel mondo non mi è congeniale. Sulla fiducia e sulla stima che nutro. Ho fatto intervento e spero nel 25 poter tornare a godere della Valle incantata
Non mollare mai
Non mancherò di leggerlo.
Grazie
Interessante. Grazie Michele.
Ciao Michele. Grazie della segnalazione. Le tue considerazioni sono sempre utili e mai banali.
Invito tutti ad essere presenti anche il 28 agosto
a Kharkiv per un Giubileo interreligioso organizzato
dalle associazioni religiose e artistiche locali,
con l’adesione del Movimento Europeo di Azione Nonviolenta.
Cori e musica al posto dei missili e la filarmonica locale che
suona in piazza l’Inno alla Gioia di Beethoven
più forte di tutta la propaganda russa e dei banditi
di Trump.