mercoledì, 30 dicembre 2009
30 Dicembre 2009
domenica, 3 gennaio 2010
3 Gennaio 2010
mercoledì, 30 dicembre 2009
30 Dicembre 2009
domenica, 3 gennaio 2010
3 Gennaio 2010

venerdì,1gennaio 2010

Neanche il tempo di mettere un po’ in ordine nel trambusto del cenone e di prendersi qualche ora di sonno che diamo inizio alle danze. Voglio dire che già il mattino del 1 gennaio mi fa capire che anche il 2010 nasce sotto il segno della frenesia.

Per prima cosa finisco di sistemare la "Lettera agli amici", il secondo rapporto periodico sull’attività di consigliere provinciale rivolto alle persone che mi hanno dato il loro sostegno nella campagna elettorale di un anno fa e a quanti ne facciano richiesta. Un modo per "dare conto" agli elettori e per ricevere osservazioni, proposte, idee, critiche…  attraverso nove cartelle che spaziano sui temi che più mi hanno impegnato in questo secondo semestre e che provano a delineare un profilo politico del mio lavoro. Ed anche per inviare a tutti i lettori l’augurio di un anno sereno, proficuo e ricco di nuove esperienze.

Verso le 11.30 sono alla Casa di riposo di via Borsieri a Trento, dove ci attende un momento di attenzione verso le persone anziane che vi soggiornano, consumando insieme a loro il pranzo del primo giorno dell’anno. Una modalità di iniziare l’anno nuovo in un luogo simbolico della condizione umana che abbiamo inaugurato come gruppo consiliare del PD del Trentino già lo scorso anno alla Casa della giovane. Gli ospiti ci accolgono con calore, ci mettiamo seduti con loro ed è l’occasione per farci raccontare della loro vita e dei loro ricordi. Penso tra me come sia disumano mettere i vecchi in un angolo, questa forma di rottamazione in un mondo che di basa solo sull’efficienza delle persone. Dov’è finita la vecchia cara famiglia allargata dove c’era un posto d’onore (e di tenerezza) per la persona anziana?

Il tempo di fare un salto a casa per rimettere in ordine le cose dell’anno che se ne è andato e torno in città dove è prevista la tradizionale marcia per la pace promossa dalla Commissione diocesana Giustizia e Pace. Voglio esserci, anche se l’impronta che si dà a questo momento è fortemente caratterizzata in senso religioso. Perché il tema del "creato" è oggi più che mai centrale, perché vorrei che la pace non conoscesse barriere ideologiche, perché la mia vita testimonia dell’apertura verso le altre culture, anche se a volte avrei il desiderio di una qualche forma di reciprocità. Partecipo alla parte "laica" della marcia, augurandomi in cuor mio per il futuro una maggiore attenzione affinché l’appuntamento del primo gennaio diventi un incontro di tutti e non solo di qualcuno.

Ritorno sui miei passi. Faccio mente locale su quel che devo portarmi in viaggio, documenti e quant’altro mi servirà negli incontri dei prossimi giorni. Poche ore di sonno e alle 3 in punto del mattino, suona la sveglia. L’anno inizia in quel luogo del mondo così carico di storia da costituirne la tragedia, la Palestina.

 

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