mercoledì, 20 gennaio 2010
20 Gennaio 2010
Camalghe, luogo di pace
lunedì, 20 giugno 2011
25 Gennaio 2010
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Camalghe, luogo di pace
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25 Gennaio 2010

venerdì, 22 gennaio 2010

Passo la giornata in treno: Orvieto, Roma, Bologna, Trento. Sì, perché faccio prima a tornare a Roma e ripartire da lì verso nord che raggiungere Firenze con un regionale e prendere lì il treno che prendo a Roma e che mi porta fino a Bologna. Venticinque minuti di ritardo fanno sì che perda la coincidenza verso il Brennero ed il successivo treno regionale (che ferma in tutte le stazioni o quasi) è dopo due ore. Così arrivo a Trento che sono le 17.00. Non male, vero? Orvieto – Trento, meno di 500 km e, nonostante l’alta velocità, 9 ore e 30 minuti. Spero proprio che l’annuncio di un accordo con Trenitalia per ripristinare il collegamento con la capitale sia reale, ma questo cambia ben poco della situazione disastrosa in cui versa il servizio. Senza parlare di sporcizia, cattivo odore, posti a sedere che hanno problemi di manutenzione, porte guaste. Alla stazione di Bologna, un tempo gioiello di efficienza, dove mi tocca una sosta obbligata di oltre due ore, c’è un solo bar ultra affollato e nemmeno un ristorante. Per di più fa un freddo cane. Così decido di fare due passi verso il centro, alla ricerca di una libreria. Prima di trovarne una devo arrivare praticamente a Piazza Maggiore, lungo un tragitto fatto di negozi di moda e fast food. A quanto pare anche qui, nella dotta Bologna, si legge sempre meno…

Dopo vari tentativi andati a vuoto (a Trento come a Roma), trovo il libro di Ennio Remondino "Niente di vero sul fronte occidentale" che martedì prossimo presenterò con l’autore a Trento. Con Ennio ci conosciamo da tempo, per le nostre comuni frequentazioni balcaniche e per esserci trovati in più occasioni dietro lo stesso tavolo di relatori a parlare proprio di quell’Europa che ancora manca all’appello, Turchia compresa. C’è grande stima per il lavoro di Osservatorio Balcani e Caucaso, così come l’amarezza per la disattenzione con cui i media seguono quel che accade in queste regioni d’Europa. Basta leggere il prologo del suo libro per rendersi conto di quanto sia profonda questa amarezza per una professione che sta perdendo il gusto della documentazione e delle verità più scomode.

Mi chiama Silvano Falocco per ringraziarmi della lezione della sera precedente e per dirmi che sta ricevendo un sacco di telefonate entusiaste, tanto che mi chiede di tenere a maggio l’ultimo incontro del percorso formativo che ormai tradizionalmente viene dedicato al tentare di rispondere alla domanda "Che cos’è la politica?". Non posso che esserne lusingato e la cosa mi conferma che in fondo la domanda c’è e qualche spazio si può aprire. Ne parleremo a Trento nell’incontro informale di "Politica è responsabilità" di sabato mattina, "un atto d’amore verso la politica". Che richiede idee, pensiero e buone pratiche. E che dopo un anno di gestazione finalmente a febbraio prende il via. Ma di questo parleremo diffusamente nei prossimi giorni.

 

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