sabato, 12 dicembre 2009
12 Dicembre 2009martedì, 15 dicembre 2009
15 Dicembre 2009venerdì, 17 novembre 2017
La domenica è passata via senza staccare, con in testa mille cose da fare e l’incognita di una settimana entrante che si preannuncia senza tregua. Il prologo sono le immagini sparate in tutto il mondo di un presidente dal volto tumefatto e che si guarda intorno come stranito. Non vedo il condottiero senza rivali, piuttosto un immagine crepuscolare di un uomo che non capisce perché molta gente non lo ami. Ne provo quasi compassione. Anche del suo antagonista, per la verità, fuori di testa e fuori anche dal mondo. Così come di quel povero genitore che prova con dignità, nonostante le iene che lo circondano, ad umanizzare quel "mostro" di suo figlio.
Giornali e radio televisione non parlano d’altro, naturale. E sarà così fino a chissà quando. La conferenza di Copenhagen scompare, così il primo turno delle elezioni in Cile dove vince l’ennesimo miliardario.
Passo di corsa al Gruppo prima dell’inizio del Consiglio e apprendo (con gioia ed anche un pochino di sorpresa) che a Cles la candidata del PD del Trentino Maria Pia Flaim ha vinto il ballottaggio ed è il nuovo sindaco. Qualche commento interno al centro sinistra autonomista, qualche faccia scura: il messaggio che ne viene è tutt’altro che insignificante, anche per la tornata elettorale della primavera prossima.
Dopo qualche preliminare forse evitabile, il presidente Lorenzo Dellai inizia a leggere la sua relazione sulla manovra finanziaria 2010 – 2012. Quarantatre cartelle dedicate alle scelte politiche più rilevanti dell’amministrazione, fra un presente che prova a fare i conti con un’autonomia assediata ed un futuro che richiede idee e capacità di innovazione politica. Ascolto le parole di Dellai con attenzione, mi sembrano in linea generale condivisibili, mi appunto a margine qualche nota per un intervento che non so ancora se ci sarà lo spazio di svolgere.
Le cifre sono giù state sviscerate nel lavoro di Commissione, rimane il confronto politico, gli emendamenti (con qualche piccolo scoglio qua e là), gli ordini del giorno. Ne ho preparati tre: sull’acqua come bene comune, sul divieto all’import – export dei rifiuti e, infine, sulla situazione di Gardolo e sulla necessità di dar vita ad un "Accordo di programma" fra il Comune di Trento, la Provincia e la Circoscrizione per un intervento di rinascita del sobborgo, piegato in questi anni da un surplus di funzioni e di contraddizioni che vi si sono riversate. Ne ho in ballo un altro paio, sui canoni Itea e sulla seconda edizione della Conferenza sullo stato della democrazia in Trentino, ma ci siamo accordati per un limite di tre. Li terrò per riserva.
Dopo la relazione di Dellai si sospendono i lavori per dar tempo ai consiglieri di riordinare le idee. Dovremmo riprendere alle quattro del pomeriggio ma così non sarà e allora tutto viene rinviato a domani e ai giorni successivi, in una maratona che si concluderà non prima di venerdì prossimo. Vorrei andare in ufficio a predisporre gli appunti ma niente da fare, ci sono i rappresentanti del Circolo di Gardolo per condividere l’ordine del giorno e poi inizia l’incontro sul viaggio in Palestina alla sala Aurora di Palazzo Trentini. Anche in questo caso gli stimoli non mancheranno.
Sono le otto di sera passate. Rinuncio all’assemblea del PD del Trentino per andare a casa e mettermi a scrivere.