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lunedì, 23 novembre 2009

Mi capita di rado stare tutto il giorno in ufficio. Cosa che non amo molto perché non si riesce a concentrarsi sulle cose se non per qualche minuto, si susseguono le telefonate, c’è sempre qualcuno che vuole scambiare quattro parole con te (ed è normale che sia così…), qualche grana da affrontare, la necessità di mettere un po’ d’ordine alla posta (quella cartacea come quella elettronica), qualche incontro veloce… e così se ne va una giornata intera. Oggi è un giorno un po’ così. Mi chiamano i rappresentanti del Contratto mondiale per l’acqua per confermarmi l’incontro di martedì e che abbiamo programmato da qualche settimana con Emilio Molinari, anche se lui domani non ci sarà perché s’è preso l’influenza. Sento la presidente dell’Itea per avere la risposta per lo spazio dedicato al "Cafe de la paix", iniziativa che ho proposto nell’ambito del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani e che dovrebbe partire nella prossima primavera. E, a questo proposito, sento anche Martina, studentessa di architettura alla quale ho chiesto di aiutarci nell’immaginare lo spazio che verrà adibito al "Cafe". Assieme allo "staff" del Forum ci incontriamo nel pomeriggio con l’assessore Marta Dalmaso per discutere sulle attività di educazione alla pace che vorremmo diventassero patrimonio della normale programmazione dell’assessorato all’istruzione attraverso un rilancio (e un bilancio) dell’attività del Centro interculturale Millevoci. Mi chiama Gianguido Palumbo per accordarci sulla presentazione del libro "Teresina" che faremo a Trento mercoledì 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne. L’appuntamento è per le ore 18 alla Libreria Einaudi di Piazza della Mostra. Da Firenze mi telefona Simone Malavolti con il quale ci accordiamo per la presentazione di "Darsi il tempo" il prossimo 5 dicembre a Pistoia, dove il Comune è interessato ad attivare una forma di partenariato in Bosnia Erzegovina. Sento il Sindaco di Lasino Mario Zambarda per ragionare sul tema del biodigestore che non vorrebbe nessuno ma che come amministrazione comunale avevano localizzato sul loro territorio tirandosi addosso l’ira dei Comuni limitrofi (all’insegna del "non nel mio giardino). La questione ritorna a breve in Commissione e voglio capire se ci sono sviluppi, visto che non è mia intenzione accettare la petizione popolare contro l’impianto senza aver individuato appropriate soluzioni alternative. Ci vedremo nel pomeriggio per approfondire la questione. Mi chiama Roberta Biagerelli, amica e "attora" come mi piace chiamarla. Sabato sera era a Concei a rappresentare "Il poema dei monti naviganti" tratto dall’omonimo libro di Paolo Rumiz, ma non siamo riusciti a vederci. Dobbiamo parlare di diverse cose, non ultimo il programma di cooperazione che sta realizzando a Srebrenica. Le nostre agende confliggono e l’unica possibilità è vederci i primi giorni di dicembre in occasione di una mia iniziativa a Bologna. E avanti così. Bruno Pecoraro mi chiama per organizzare un incontro sulla viabilità della Valsugana, Luca Zeni per la riunione sulla scuola più che mai urgente ma che coinciderà con la riunione della Terza Commissione nel pomeriggio di domani. Gli rendo esplicita la mia posizione e conto di parlarne domattina con la stessa Dalmaso. Il nodo di fondo è la "Scuola dell’Autonomia", ovvero la cornice progettuale nella quale è immaginabile anche programmare iniziative di razionalizzazione purché bilanciate da interventi di qualificazione dell’offerta formativa a cominciare dalle scuole professionali. Fra tutto questo e le persone che passano al Gruppo provo a scrivere qualcosa, ma non c’è verso. A fine giornata m’incontro con Stefano Albergoni e Fabio Pipinato per il progetto "Politica è responsabilità" che piano piano prende corpo e sostanza. Li vedo belli caricati, predisponiamo una scaletta di lavoro per rivederci a breve. Il progetto partirà a gennaio, ma la fase di preparazione è tutt’altro che banale e poco impegnativa. Ma avremo tempo e modo di parlarne.

 

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